Corpo di pamela genini profanato ’unica persona: la simulazione al cimitero
Una simulazione tecnica condotta nel cimitero di Strozza ha fornito elementi utili alle indagini sul vilipendio del cadavere di Pamela Genini. Gli accertamenti, svolti dai carabinieri, hanno riguardato la ricostruzione delle modalità concrete con cui sarebbe potuta avvenire la profanazione del feretro, concentrandosi sulla possibilità di estrazione e reinserimento del corpo all’interno del loculo.
simulazione tecnica a strozza: verifica delle modalità di profanazione del feretro
La simulazione è stata eseguita questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bergamo e della sezione operativa della compagnia di Zogno, nel cimitero del comune di Strozza, paese natale della 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin. L’attività si inserisce nel quadro delle indagini coordinate dalla procura di Bergamo per vilipendio di cadavere.
Le prove sono state condotte alla presenza del sindaco di Strozza, del personale comunale addetto alla manutenzione del cimitero e del titolare dell’agenzia di onoranze funebri incaricata della tumulazione. L’obiettivo dichiarato è stato quello di verificare le concrete modalità esecutive della profanazione, con particolare attenzione alla possibilità di estrazione e successivo reinserimento del feretro nel loculo.
prove riprodotte con condizioni originali: cassa zavorrata e movimenti senza ausili meccanici
Per rendere l’accertamento aderente alla situazione reale, i carabinieri hanno riprodotto fedelmente le condizioni originarie in cui la bara si trovava dopo la tumulazione avvenuta lo scorso 24 ottobre nel piccolo cimitero di Strozza.
cassa analoga per caratteristiche e peso: preparazione del feretro da simulare
La simulazione si è basata su una cassa analoga per caratteristiche e peso a quella della vittima, appositamente zavorrata fino a raggiungere un carico complessivo corrispondente al peso in vita della donna. Su questa base sono state organizzate le prove pratiche di movimentazione.
estrazione con strumenti cimiteriali e prova di movimentazione solo forza fisica
Le attività sono state svolte attraverso più passaggi. In una prima fase, il feretro è stato estratto usando gli strumenti impiegati nei cimiteri. Successivamente, è stata effettuata una verifica mirata: la movimentazione è stata riprovata senza alcun ausilio meccanico, facendo ricorso esclusivamente allo sforzo fisico.
coinvolgimento di due persone nella fase pratica: estrazione, posizionamento e reinserimento
Nello svolgimento delle prove, sono intervenuti due soggetti, identificati in un dipendente comunale addetto alla manutenzione del cimitero e in un carabiniere. In autonomia, senza supporti meccanici, hanno eseguito le fasi di estrazione del feretro, posizionamento e reinserimento all’interno del loculo.
risultati della simulazione: valutazione della possibilità di agire con un solo soggetto
Secondo quanto evidenziato dai carabinieri, la simulazione tecnica ha dimostrato la concreta possibilità che le operazioni di movimentazione del feretro possano essere realizzate anche da un solo soggetto, utilizzando solo la forza fisica.
Per il vilipendio del cadavere, risulta indagato l’amico della vittima, Francesco Dolci. Gli esiti dell’accertamento saranno ora valutati congiuntamente agli ulteriori elementi investigativi già acquisiti e in corso di sviluppo, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili.
persone coinvolte nelle indagini e citate nel contesto
- Pamela Genini
- Gianluca Soncin
- Francesco Dolci