Colombia: de la espriella vince al primo turno, cepeda contesta i risultati
La Colombia entra in una fase decisiva: le urne sono chiuse, i sondaggi restano contestati e il clima politico appare sempre più aspro. Tra presunte ingerenze straniere, comunicazione propagandistica e possibili irregolarità, il paese corre verso una sfida sempre più polarizzata, con il centro che arretra mentre avanzano gli estremi.
I risultati del primo turno della corsa presidenziale consegnano due protagonisti. In testa si colloca il candidato di estrema destra Abelardo De La Espriella, con 43,7% dei voti pari a 10,3 milioni. Subito dietro arriva il progressista Iván Cepeda Castro (Pacto Histórico) con 41,1% dei voti, per un totale di 9,6 milioni. La distanza, pur netta, non chiude del tutto la questione dell’attendibilità delle operazioni, alimentando richieste di verifica già nelle ore immediatamente successive al voto.
risultati del primo turno elezioni presidenziali colombiane
Alla chiusura delle urne, secondo le stime riportate, hanno votato quasi 27 milioni di elettori su 40 milioni di aventi diritto, con un incremento di circa 2,4 milioni rispetto al 2022. La partecipazione rimane però accompagnata da un dato che pesa: gli astenuti oltre 17 milioni rappresentano il primo segmento elettorale.
Nel quadro del primo turno, si registra un elemento considerato eccezionale per la sua portata politica. De La Espriella ottiene il primo posto come outsider senza esperienza politica, un risultato definito mai visto a Bogotà. Anche Cepeda, pur partendo con valutazioni che lo davano favorito, conferma la propria forza recuperando terreno rispetto alle aspettative.
contestazioni sui conteggi e richiesta di verifiche elettorali
Il progressista Iván Cepeda Castro solleva subito un nodo formale. Dopo il voto, dichiara che esiste una incongruenza da verificare attorno al censimento elettorale: secondo la denuncia, si sarebbe registrato il voto irregolare di oltre 800mila elettori rispetto a quanto risulta dai dati censiti da Bogotà.
La contestazione viene rafforzata anche dalle dichiarazioni del presidente uscente Gustavo Petro, che parla di centinaia di migliaia di voti aggiunti alle urne e chiede verifiche al Consiglio nazionale elettorale.
calo del centrodestra e crisi del voto conservatore
La fase elettorale segnala un indebolimento marcato del centrodestra tradizionale. Paloma Valencia, esponente del Centro democratico, si ferma sotto il 7% con poco più di 1,5 milioni di voti. Il risultato viene collegato a dinamiche di alleanza, legate anche all’accordo con Juan Daniel Oviedo, indicato come sostenitore dei diritti civili e descritto come possibile vice presidente in caso di vittoria.
Nel perimetro più ampio del voto conservatore emerge anche l’indicazione di una frattura nello scontro diretto. Valencia affronta a più riprese De La Espriella, fino a diventare uno dei suoi principali bersagli. In parallelo si registra un crollo dello storico partito dell’ex presidente Alvaro Uribe Vélez, considerato per decenni un riferimento capace di egemonizzare il voto conservatore, con un orientamento politico che nel testo è associato anche a legami con i paramilitari.
tattiche e alleanze in vista del secondo turno
Il passaggio al secondo turno, previsto per domenica 21 giugno, si gioca su un terreno dominato dalla polarizzazione. De La Espriella e Cepeda cercano di mobilitare l’elettorato degli assenti e di consolidare i propri blocchi, con l’obiettivo di trasformare la partecipazione in un vantaggio decisivo.
Le proiezioni indicano che la partecipazione potrebbe aumentare solo di circa il 3%, mentre per alcune stime di analisti di Señal Colombia la crescita tenderebbe a spostarsi più verso Cepeda.
schieramenti immediati e richiami alla mobilitazione
La polarizzazione riduce gli spazi per convergenze trasversali. Valencia prende posizione fin da subito: si schiera con De La Espriella e invita a “sconfiggere Cepeda” per chiudere la stagione legata a Petro, descritta come “neopopulismo”.
Dal lato di Cepeda, si prospetta un possibile apporto attraverso voti provenienti dall’elettorato di Sergio Fajardo Valderrama, che ottiene il 4,2%. Fajardo parla di un milione di voti importanti per definire il futuro del paese, aprendo indirettamente al progressista.
campagna di De La Espriella e messaggi contro l’“assolutismo”
La campagna riparte immediatamente. De La Espriella annuncia il passaggio al secondo turno in un video, con un messaggio rivolto a mobilitare il proprio blocco elettorale: “Andiamo al secondo turno per sconfiggere la tirannia e l’assolutismo”.
Nel testo si riporta anche un richiamo ai contenuti e allo stile associati alla leadership dei suoi sostenitori. De La Espriella, citato con l’appellativo “La Tigre”, utilizza argomentazioni analoghe a quelle attribuite a Javier Milei, rivendicando la “vittoria” di chi, secondo la sua narrazione, non ha mai vissuto “dalla tetta dello Stato” contro “quelli di sempre”, identificati come “politicanti” e “establishment”.
Il messaggio contiene anche una minaccia politica: Petro e Cepeda vengono ammoniti a non disconoscere la volontà popolare, con la prospettiva che il popolo “si innalzerà e punirà”.
denunce, osservatori internazionali e interventi statunitensi
Tra i temi di contesto, emergono riferimenti a precedenti attribuiti a De La Espriella. La deputata colombiana Jennifer Pedraza porta alla luce elementi collegati ai trascorsi con Salvatore Mancuso e altri ex paramilitari, oltre a riferimenti al suo ex assistito Alex Saab e ad altre figure legate alla criminalità.
Nel testo si riportano anche reazioni e commenti da parte di figure statunitensi. Il senatore USA Bernie Moreno formula complimenti a De La Espriella con l’espressione “Che giornata in Colombia!”. Si segnala inoltre che Moreno avrebbe incontrato i due candidati di destra, un’azione considerata vietata agli osservatori internazionali secondo quanto indicato. Moreno promette di tornare per seguire da vicino il secondo turno.
Interviene anche il Dipartimento di Stato Usa: nel testo si afferma che non viene più richiamata la questione della violenza politica, mentre vengono sottolineati i “duecento anni di amicizia” tra i due paesi.
linee programmatiche: scelte su sicurezza, ministeri e politica estera
Il programma attribuito a De La Espriella include una serie di misure orientate a una riorganizzazione della struttura di governo e al rafforzamento della sicurezza. Viene riportato che dal 2018 avrebbe donato 95 milioni di dollari alle campagne del Partito repubblicano.
Nel testo si indicano anche i punti principali: condivisione di una parte dell’Amazzonia colombiana con Donald Trump, riduzione dei ministeri da diciannove a dieci, eliminazione di 700mila impieghi pubblici e rafforzamento dei dispositivi di sicurezza.
Questa impostazione viene presentata come una “ricetta” associata a Washington per le destre del continente, ritenuta incompatibile con la visione di Cepeda. Quest’ultimo propone invece di “fare quadrato” per far rispettare sovranità e dignità della Colombia.
La distanza tra i due candidati coinvolge anche l’impegno statunitense contro il narcotraffico. Cepeda mette in discussione l’azione Usa richiamando la presenza di “cinque milioni di consumatori” nel territorio federale. Sul piano delle scelte di sicurezza, Cepeda si dichiara contrario alla guerra, sostenendo che “sta portando l’intera umanità all’estinzione”.
Le visioni opposte evidenziate nel testo sollevano una questione di governabilità per i prossimi quattro anni, con conseguenze che vengono considerate rilevanti anche oltre il singolo ciclo elettorale.
figure politiche e internazionali citate nel contesto del voto
- Abelardo De La Espriella (Defensores de la patria)
- Iván Cepeda Castro (Pacto Histórico)
- Gustavo Petro
- Paloma Valencia (Centro democratico)
- Juan Daniel Oviedo
- Alvaro Uribe Vélez
- Sergio Fajardo Valderrama
- Jennifer Pedraza
- Salvatore Mancuso
- Alex Saab
- Bernie Moreno
- Javier Milei
- Donald Trump
