Caso chiara jaconis: genitori del 13enne a processo, cosa sapere
Una tragedia avvenuta nei Quartieri Spagnoli continua a produrre conseguenze sul piano giudiziario. Il giudice dell’udienza preliminare di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio dei genitori del ragazzino ritenuto responsabile del lancio di una pesante statuetta che, il 15 settembre 2024, colpì alla testa Chiara Jaconi, turista originaria di Padova mentre passeggiava con il fidanzato.
rinvio a giudizio per i genitori e avvio del processo
La decisione del giudice riguarda i genitori del ragazzo indicato come autore del gesto. Il processo prenderà avvio il 23 ottobre davanti a un giudice monocratico.
Secondo la Procura di Napoli, per i due adulti si configura una responsabilità collegata a un comportamento ritenuto omissivo. La contestazione prevede omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza.
posizione del ragazzo: proscioglimento per non imputabilità
Il figlio, all’epoca dei fatti quindicenne tredicenne (aveva infatti 13 anni), è stato invece prosciolto dal Tribunale per i minorenni in ragione dell’età, ritenendolo non imputabile.
indagini e ricostruzione dell’accaduto
Le indagini svolte dalla Procura minorile avevano individuato proprio nel ragazzo l’autore del lancio della statuetta. Questa ricostruzione aveva portato anche all’archiviazione della posizione del fratello maggiore. Rimase comunque aperto un ulteriore filone di responsabilità, indirizzato verso possibili competenze e obblighi di vigilanza dei genitori, affidato alla Procura ordinaria.
capo d’imputazione: omessa vigilanza e dinamica dell’impatto
La Procura sostiene che la morte della 30enne sarebbe stata resa possibile dall’omessa vigilanza sul comportamento del figlio. La donna venne colpita alla testa da un grosso frammento proveniente da una statuetta raffigurante una divinità egizia.
dalla caduta del manufatto alle conseguenze cliniche
La statuetta sarebbe precipitata da un’abitazione e, dopo aver urtato un balcone, si sarebbe frantumata, generando il frammento che colpì Chiara Jaconi. Ricoverata in condizioni gravi all’Ospedale del Mare, la turista morì due giorni dopo, il 17 settembre, per effetto delle lesioni riportate.
difesa dei genitori e impugnazioni presentate
I genitori, indicati come due professionisti napoletani, hanno sempre respinto ogni addebito. Attraverso i legali, hanno sostenuto di essere estranei alla vicenda e hanno affermato che la statuetta non era di loro proprietà.
La difesa ha anche impugnato il provvedimento con cui il figlio è stato prosciolto, chiedendo non unicamente che la decisione fosse collegata alla non imputabilità, ma un’assoluzione nel merito.
consulenze tecniche di parte
A supporto della propria impostazione difensiva, sono state depositate cinque consulenze tecniche di parte.
Chiara Jaconi ricordata a Napoli: iniziative e messaggi
La morte di Chiara Jaconi ha suscitato una forte ondata di commozione che ha superato i confini della Campania. La 30enne, originaria di Padova e residente a Parigi, è stata simbolicamente adottata dalla città di Napoli.
omaggi istituzionali e segni nella città
Gli ultras dello stadio Maradona hanno dedicato alla sua memoria uno striscione con la scritta “Chiara figlia di Napoli”. Anche il Comune ha reso omaggio con una bouganville nel Parco Viviani.
Nei Quartieri Spagnoli, in via Santa Teresella, un murale dello street artist Juan Pablo Gimenez continua a ricordare il suo sorriso e l’assurdità di una morte che avrebbe segnato profondamente la città. All’inaugurazione, il padre Gianfranco aveva ribadito l’auspicio della famiglia: arrivare alla piena verità sulla morte della figlia.
personaggi citati
- Chiara Jaconi
- Gianfranco (padre di Chiara Jaconi)
- Juan Pablo Gimenez (street artist)
