Cantiere del consolato usa a milano la gip: sfruttamento degli operai era prassi aziendale

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Cantiere del consolato usa a milano la gip: sfruttamento degli operai era prassi aziendale

Uno scenario di sfruttamento lavorativo, descritto come fatto di minacce, negazioni e condizioni considerate degradanti, emerge dagli atti legati a un progetto di rigenerazione urbana da 200 milioni di dollari a piazzale Accursio. Al centro del procedimento avviato dalla magistratura milanese c’è il cantiere del Consolato Usa di Milano e un meccanismo che avrebbe collegato l’India all’Italia tramite distacchi internazionali e doppie buste paga, con retribuzioni reali molto inferiori a quelle dichiarate.

sfruttamento nel cantiere del consolato usa di milano: condizioni descritte dalla giudice

Nel provvedimento, la giudice per le indagini di Milano, Angelica Cardi, caratterizza il quadro come una forma di sfruttamento costruita attraverso “minacce e negazioni”. La decisione evidenzia un comportamento riferito agli operai coinvolti nel progetto, indicati come manovali stranieri.

Tra gli elementi richiamati figurano le modalità con cui sarebbero state gestite anche le situazioni di infortunio: per chi avrebbe subito incidenti, la previsione riportata nel decreto impone il ritorno immediato alle mansioni, con il riferimento a “cure e medicinali” nel cantiere del Consolato Usa e alla intimazione a riprendere subito il lavoro.

controllo giudiziario e collaborazione dichiarata: società americana e struttura del debito

Il decreto di controllo giudiziario riguarda la società americana che si è dichiarata pronta a collaborare con gli inquirenti. Nelle motivazioni la giudice segnala che lo stipendio dei lavoratori risulterebbe “quasi totalmente esautorato” dal debito contratto in India per avviare il rapporto lavorativo.

Secondo quanto riportato, i lavoratori avrebbero pagato 590mila rupie alla ditta intermediaria di Nuova Delhi, indicata come Dynamic House, per dare inizio al rapporto di distacco internazionale intra-societario della manodopera.

giornate di lavoro e ferie: violazioni descritte nei verbali

Le testimonianze raccolte agli atti descrivono la giornata lavorativa in Italia come una condizione di violazione delle regole su orario di lavoro, ferie e giorni di malattia.

Nel testo del provvedimento viene riportato un ritmo indicato come “dodici ore per sei giorni su 7”, senza riposo oltre alla giornata domenicale, con riferimento anche alla malattia. La giudice scrive che sarebbero univoche le dichiarazioni dei manovali, anche rispetto a uno degli indici del caporalato, identificato come “stato di bisogno”.

Le dichiarazioni considerate nelle motivazioni vengono definite attendibili e descritte come equilibrate, coerenti e collimanti, senza elementi ritenuti amplificati.

doppie buste paga tra india e italia: scostamenti e retribuzioni difformi

Un ulteriore fulcro dell’indagine riguarda il meccanismo delle doppie buste paga (payslip) tra India e Italia. Nei documenti emergerebbero retribuzioni reali comprese tra 1 e 2 euro l’ora, contrapposte a importi fittizi indicati nella penisola tra 3 e 5 euro l’ora.

Il provvedimento evidenzia che le paghe risulterebbero difformi non solo dal contratto collettivo nazionale dell’edilizia, ma anche radicalmente incompatibili con il valore soglia della povertà lavorativa. Le motivazioni richiamano anche l’articolo 36 della costituzione, finalizzato a garantire un’esistenza libera e dignitosa.

Lo scostamento medio rispetto alla soglia di povertà è indicato nel 51,01%. La giudice rileva inoltre che tale livello non apparirebbe legato a iniziative occasionali di soggetti inseriti nell’organigramma delle società, descrivendo il quadro come una consuetudine aziendale.

metodi intimidatori e gestione del rischio: ruolo del manager e fermo della procura

La decisione sostiene che sarebbe emerso “l’utilizzo di veri e propri metodi intimidatori e minacciosi” attribuiti al manager Ulas Demir, indicato come ora in carcere. Il provvedimento accoglie la richiesta di convalida del decreto d’urgenza presentata dai pm Paolo Storari e Mauro Clerici nell’ambito delle indagini svolte dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro, con ricostruzione delle contestazioni e degli accertamenti.

Nei giorni precedenti, la procura avrebbe fermato per pericolo di fuga sia Demir sia il presunto “caporale operativo”, indicato come Aji Appukuttan. I provvedimenti risulterebbero convalidati con ordinanze di custodia in carcere.

amministrazione giudiziaria e obblighi di controllo: Francesco brigatti

Con l’adozione delle misure, viene nominato un amministratore giudiziario, Francesco Brigatti. La gip spiega che dovrà affiancare gli imprenditori nella gestione dell’azienda, fornendo aggiornamenti alla giudice ogni tre mesi, oppure ogni volta che emergano irregolarità, così da prevenire ulteriori situazioni di grave sfruttamento lavorativo.

audizioni, consulenza e documenti modificati: quadro di vulnerabilità dei lavoratori

Nel periodo tra marzo e la fine di maggio, gli investigatori hanno ascoltato a verbale oltre trenta lavoratori; le audizioni risultano poi proseguite anche dopo il 29 maggio. La motivazione richiama anche una consulenza disposta a fine maggio e affidata a tre esperti, incaricata di ricostruire il contesto.

La consulenza descrive un contesto di dipendenza economica iniziale, con esposizione debitoria, vulnerabilità linguistica e un ridotto potere negoziale dei manovali, definiti come centinaia impiegati nel cantiere.

I documenti firmati dinanzi ad Aji, secondo l’impostazione riportata, sarebbero stati modificati a loro insaputa. Le motivazioni indicano che i lavoratori avrebbero dovuto versare somme per vitto e alloggio, e che, tolta una parte destinata alle famiglie, spesso sarebbe rimasto loro circa 150 euro al mese.

insulti, minacce e mancanza di tutele: episodi riportati nei verbali

Nei verbali vengono riportati insulti quotidiani e minacce, insieme a riferimenti a ritmi di lavoro serrati e all’assenza di tutela e garanza. In più passaggi si trova la ricorrenza di una condizione di assenza di altra scelta dichiarata da molti lavoratori.

Un operaio avrebbe riferito di aver presentato denuncia perché sarebbe stato licenziato ingiustamente. Viene anche richiamato un episodio del 9 dicembre 2025, in cui un operaio risulta essere stato “cacciato” dall’hotel dove soggiornava e avrebbe dormito per alcune notti fuori al freddo. Le motivazioni descrivono una parte dei lavoratori in una situazione disperata.

persone citate nelle motivazioni del provvedimento

All’interno delle motivazioni e degli atti richiamati compaiono i seguenti soggetti:

  • Angelica Cardi
  • Ulas Demir
  • Aji Appukuttan
  • Francesco Brigatti
  • Paolo Storari
  • Mauro Clerici
  • Dynamic House
Cantiere del Consolato Usa a Milano, la gip: “Lo sfruttamento degli operai era consuetudine aziendale”
Categorie: Cronaca

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