Cagnolina tsunami terremoto in venezuela fiuto per trovare quasi 100 persone sotto le macerie

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Cagnolina tsunami terremoto in venezuela fiuto per trovare quasi 100 persone sotto le macerie
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Nel Venezuela colpito dal terremoto, mentre le squadre di soccorso continuano a scavare tra cumuli di cemento e acciaio nella speranza di trovare superstiti, emerge una presenza fondamentale: Tsunami. Non indossa una divisa, ma ha un ruolo preciso e riconosciuto. Border collie addestrata per la ricerca di persone disperse, dal 24 giugno è diventata un simbolo della corsa contro il tempo, con un contributo misurabile nelle ore più critiche.

tsunami, la border collie della ricerca tra le macerie

Tsunami presenta manto bianco e nero, un occhio azzurro e uno marrone. Il suo nome è legato a un’attività concreta: segnalare la presenza di persone intrappolate. Secondo quanto riportato dal proprietario, Jorge Beens, il lavoro di Tsunami avrebbe aiutato a individuare quasi cento persone rimaste sotto le macerie.

I dati indicano una progressione significativa: in una sola giornata sarebbero state segnalate tredici persone sopravvissute, mentre il giorno precedente il numero sarebbe stato almeno di una trentina. Numeri che evidenziano quanto l’attività delle unità cinofile possa incidere quando ogni minuto pesa nelle operazioni di salvataggio.

dal recupero dopo il maltrattamento alle certificazioni internazionali

La traiettoria di Tsunami non era affatto scontata. Nove anni fa fu recuperata in condizioni critiche dai volontari dell’associazione Aproa: risultava denutrita, maltrattata e molto debole. Proprio l’associazione contattò Beens, fondatore del Centro di formazione delle squadre cinofile di intervento in disastri (K-Sar Ecid), con l’idea che quella cucciola avesse un’intelligenza fuori dal comune.

Nel tempo, l’intuizione trovò conferma. Dopo un percorso di addestramento lungo e strutturato, Tsunami divenne uno dei pochissimi cani da soccorso venezuelani con certificazioni internazionali, entrando stabilmente nel circuito operativo riservato alla ricerca in emergenza.

missioni in estero: dalla turchia al ritorno in prima linea

L’esperienza di Tsunami non si limita al Venezuela. Negli anni ha partecipato anche a missioni all’estero, incluse quelle successive al terremoto in Turchia del 2023. Quando il nuovo sisma ha colpito il suo Paese, Tsunami si trovava ormai vicino alla fase considerata di “pensione”. Nonostante ciò, è rientrata in attività.

Il lavoro sul campo si è svolto per ore in condizioni estremamente difficili: polvere, detriti e temperature elevate. Al termine dell’impegno furono riscontrati segni di disidratazione e ferite alle zampe, tali da richiedere l’intervento dei veterinari.

unità cinofile in venezuela: risorsa rara e indispensabile

La storia di Tsunami mette in evidenza anche un punto critico legato all’emergenza: in Venezuela la disponibilità di unità cinofile specializzate risulta limitata. L’addestramento di un cane da ricerca richiede anni di lavoro, investimenti e personale altamente qualificato. Per questo, dopo il terremoto, il Paese ha dovuto appoggiarsi anche all’aiuto esterno.

cani e conduttori arrivati dall’estero dopo il sisma

Tra le squadre giunte da fuori confine sono presenti decine di unità cinofile, per un totale di circa 186 cani impiegati nelle operazioni di ricerca insieme ai rispettivi conduttori.

perché il fiuto dei cani accelera gli scavi

In scenari di questo tipo, il contributo delle unità cinofile risulta spesso insostituibile. In base alle informazioni disponibili, nessun macchinario sarebbe in grado di individuare con la stessa rapidità la presenza di persone vive sotto le macerie. Il fiuto consente di restringere le aree in cui concentrare gli scavi, aumentando le possibilità di salvare vite.

figure chiave citate nella vicenda

La narrazione collega le operazioni di ricerca a figure precise e direttamente coinvolte nel percorso di Tsunami e nelle attività collegate all’intervento.

  • Jorge Beens
  • Tsunami
  • Aproa
  • K-Sar Ecid
La cagnolina Tsunami è il simbolo del terremoto in Venezuela: con il suo fiuto ha aiutato a individuare quasi 100 persone sotto le macerie
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Categorie: Cronaca

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