Cacciari: Zelensky e Putin si parlino anche sulla luna, no agli auguri di compleanno

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Cacciari: Zelensky e Putin si parlino anche sulla luna, no agli auguri di compleanno

La radiofonia torna a parlare di filosofia, conflitti internazionali e libertà di parola con una serie di interventi netti e puntuali di Massimo Cacciari. Dal caso relativo a Erri De Luca fino alle ipotesi di dialogo tra Russia e Ucraina, passando per la lettura della guerra a Gaza, il filosofo mette al centro il principio secondo cui la democrazia deve saper dare la parola e che le crisi globali richiedono interpretazioni rigorose.

massimo cacciari e il caso erri de luca tra libertà di parola e revoca dell’incarico

Le parole pronunciate ai microfoni di Uno, Nessuno, 100Milan (Radio24) ricalcano la posizione già espressa da Cacciari in relazione alla vicenda dello scrittore napoletano. L’elemento centrale riguarda la scelta della direzione di revocare l’incarico a De Luca, inizialmente invitato a tenere il discorso di apertura di una kermesse prevista dal 13 al 20 giugno.

La revoca viene collegata alle recenti dichiarazioni rilasciate da De Luca al quotidiano israeliano Israel Hayom. Secondo la ricostruzione, De Luca si sarebbe definito sionista e avrebbe rifiutato di qualificare come genocidio gli stermini israeliani a Gaza.

cacciari: togliere la parola significa scegliere il torto

Pur dichiarando di non conoscere nel dettaglio tutti i passaggi del caso, Cacciari formula un ragionamento basato su un discrimine tra giudizi giuridici e scelte di principio. Il filosofo sostiene che, se De Luca afferma che a Gaza non c’è genocidio, la questione può essere trattata anche sotto il profilo giuridico e tecnico.

Viene richiamato un precedente storico: ai processi di Norimberga i nazisti non sarebbero stati accusati di genocidio. La motivazione indicata è legata alla difficoltà di sostenere formalmente e giuridicamente un’accusa del genere; parallelamente sarebbero state contestate altre responsabilità, come crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Per Cacciari, se De Luca preferisce inquadrare il caso attribuendo ad Israele una responsabilità che rientra in tali categorie, la discussione resta comunque possibile.

Nel suo ragionamento entra anche il tema della procedura: Cacciari afferma che avrebbe comunque consentito a De Luca di parlare al festival, richiamando l’idea che la democrazia si rafforzi quando la parola venga data a chiunque.

massimo cacciari sulla lettera di zelensky a putin: proposte di incontro e scambio prigionieri

Il confronto prosegue con un commento sulla guerra Russia-Ucraina, concentrato sulla lettera inviata da Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin. La missiva viene descritta come un’offerta pubblica di dialogo e contiene proposte precise: un incontro diretto in un Paese terzo neutrale (Svizzera, Turchia o uno Stato arabo), un cessate il fuoco durante i negoziati, lo scambio dei prigionieri con formula “tutti per tutti”, il ritorno dei civili e dei bambini deportati, oltre a garanzie di sicurezza internazionali.

risposta del cremlino e posizione di zelensky

Il Cremlino conferma di aver ricevuto la lettera, ma indica che la risposta resta quella già nota: Zelensky sarebbe benvenuto a Mosca. Secondo quanto riportato, l’opzione è stata già esclusa dallo stesso leader ucraino.

Secondo Cacciari, il nodo della soluzione riguarda direttamente i due protagonisti del conflitto. Per il filosofo, Zelensky e Putin sarebbero gli unici in grado di arrivare a un’intesa, mentre per gli Stati Uniti la guerra non rappresenterebbe un obiettivo prioritario. Il ragionamento attribuisce a Washington la presenza di altre priorità, legate al confronto globale con Cina e, in alcuni aspetti, anche con Iran. Viene inoltre richiamata una valutazione politica sull’Europa: mancherebbero difesa comune, esercito comune e politica estera comune.

cacciari sull’elezione di trump e sul ruolo degli stati uniti

Nel commento viene ricordato che l’elezione di Trump non avrebbe prodotto cambiamenti sostanziali, nonostante le aspettative. Cacciari afferma che la questione non sarebbe stata una priorità, indicando che le attenzioni si sarebbero rivolte altrove.

l’indicazione ironica su un incontro: o putin a kiev o a metà strada

Alla domanda se, a parere del filosofo, Zelensky dovrebbe recarsi a Mosca, Cacciari risponde con impazienza: la soluzione viene presentata in modo provocatorio, con l’ipotesi opposta — “O Putin a Kiev” — oppure la ricerca di un punto d’incontro, come “si vedano a metà strada”, fino a un riferimento volutamente eccentrico a un luogo lontano, “sulla luna”.

massimo cacciari interpreta la guerra di gaza: ausrottungskrieg e occupazione della striscia

Un tratto distintivo della conversazione riguarda la lettura della guerra condotta a Gaza da parte di Netanyahu. Cacciari utilizza il riferimento culturale a Kant per definire il tipo di conflitto: “Ausrottungskrieg”, cioè una guerra di sterminio.

occupazione e obiettivo dichiarato secondo cacciari

Nel ragionamento del filosofo, la richiesta di arrivare — per la sicurezza di Israele — a un livello di occupazione del 70% della Striscia, con percentuali già indicate intorno al 60%, sarebbe collegata all’intenzione di eliminare tende e presenze palestinesi, inquadrate come l’ultimo milione di persone rimaste. L’idea prospettata è che l’obiettivo consisterebbe nel cacciare dalle spiagge le tende, nel disperdere le persone per il mondo e nel continuare a occupare territori contro le risoluzioni dell’Onu, con una dinamica di colonizzazione dei territori disponibili.

assenza di paralleli con la guerra russo-ucraina

Per Cacciari, il punto di frattura sta nella natura del conflitto. La guerra Russia-Ucraina resta, a suo dire, una guerra tra due eserciti, tradizionale, con l’aggravante di una dimensione civile. Secondo il filosofo, non esisterebbe un parallelo possibile con quanto accade a Gaza.

cacciari rifiuta gli anniversari e chiude con un momento ironico in diretta

La conversazione si chiude con un episodio di colore: i conduttori scoprono che proprio quel giorno Cacciari compie 82 anni e provano a fargli gli auguri. In diretta, però, Cacciari reagisce con un netto rifiuto, dichiarando di non voler celebrare anniversari di alcun genere. La sua richiesta è di tenersi gli auguri.

Neanche il tentativo di intonare “tanti auguri” riesce a fargli cambiare posizione. Anche quando la canzone viene ripresa, Cacciari mantiene il tono della risposta, limitandosi a dichiarare che gli auguri restano per l’interlocutore.

A conversazione conclusa, Leonardo Manera intona comunque la canzoncina di auguri al filosofo. La regia ripropone in mix una frase che mesi prima Cacciari aveva usato per declinare in modo elegante una domanda sul proprio matrimonio, accompagnandola con la soundtrack indicata come “Che fastidio” di Ditonellapiaga. L’uscita viene descritta come un commiato ironico e affettuoso verso un intellettuale che rifiuta con coerenza sia le celebrazioni sia le censure.

personaggi citati nel corso della trasmissione

  • Massimo Cacciari
  • Erri De Luca
  • Tommaso Rodano
  • Zelensky
  • Putin
  • Netanyahu
  • Leonardo Manera
  • Trump
  • Ditonellapiaga
Categorie: NewsPolitica

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