Berrettini svolta con enqvist tutti i giorni mi dice che sono tra i giocatori più forti al mondo
Ottavi di finale al Roland Garros e un ruolo da favorito in un match che mette sul campo Matteo Berrettini contro Juan Manuel Cerundolo, indicato come il “giustiziere” di Sinner. Dietro la prestazione arrivata con forza nel torneo si intravede però un percorso più ampio: la ricostruzione della continuità, la gestione dei carichi fisici e il ritorno di energie utili a sostenere partite di grande intensità. Dopo una vittoria in cinque set (oltre cinque ore) contro Francisco Comesana al terzo turno, Berrettini punta a eguagliare il suo miglior risultato a Parigi, cioè i quarti di finale già raggiunti nel 2021.
matteo berrettini a roland garros: fiducia, energie e obiettivo quarti di finale
Per Berrettini, un eventuale successo agli ottavi di finale significherebbe eguagliare il risultato ottenuto nella passata esperienza parigina con il traguardo dei quarti di finale nel 2021. Il rendimento recente porta con sé un segnale chiaro: non si tratta solo della giornata giusta, ma della ricerca di una tenuta complessiva, dalla fase di risposta nei momenti decisivi fino alla capacità di mantenere ritmo e lucidità nel corso di partite lunghe.
Nel racconto del tennista, il focus è esplicito: riportare buone energie in campo, coltivare un atteggiamento positivo e mantenere fiducia nel proprio tennis. Un aspetto che si lega anche alla centralità del team e della famiglia, valorizzati con insistenza nei mesi più recenti.
la vittoria al terzo turno e la spinta emotiva del momento
Il terzo turno ha confermato la capacità di reggere un match complesso contro Francisco Comesana, concluso in cinque set e oltre cinque ore di gioco. Il successo apre la strada agli ottavi contro Juan Manuel Cerundolo, mentre cresce l’interesse per il percorso che ha riportato Berrettini verso livelli competitivi già osservati in anni determinanti della carriera.
thomas enqvist e il lavoro di continuità: basi della rinascita
Le radici della svolta di Matteo Berrettini risalgono al 2021, quando alla Laver Cup arriva a conoscere Thomas Enqvist, l’attuale allenatore. In quella fase e soprattutto nell’evoluzione successiva, il punto qualificante riguarda la costruzione di uno stato mentale e di una gestione delle risorse utili a sostenere con costanza la prestazione in campo.
Secondo quanto dichiarato da Berrettini, il lavoro con Enqvist punta a ristabilire fiducia e a rinforzare la percezione di ciò che funziona: una lettura che coinvolge anche i dettagli tecnici, come il servizio quando sta bene e la qualità della palla, elementi che Enqvist osserva e rimarca con convinzione.
da una fiducia “mancante” a una collaborazione più strutturata
Berrettini ha spiegato che Enqvist gli ha dato la fiducia che percepiva come mancante, sottolineando quotidianamente la forza del proprio gioco. Nel rapporto tra i due, la conoscenza nasce nel 2021 alla Laver Cup, mentre l’ingresso nel team viene ufficializzato a marzo di quest’anno, prima di Indian Wells.
Il tennista non ha indicato l’idea di un allenatore con l’obiettivo principale di “migliorarlo” da un punto di vista tecnico: le qualità sono considerate già evidenti, come dimostrano servizio e dritto tra i migliori del circuito. Il problema, invece, si è concentrato sulla necessità di ridurre l’impatto degli inconvenienti fisici e di costruire continuità sia dentro la singola partita sia nell’arco di un torneo o di un periodo più lungo.
superare gli ostacoli fisici: continuità come passaggio chiave
Berrettini ha ricordato come i dubbi esterni arrivassero già in giovanissima età, con commenti legati al peso e alla percezione delle potenzialità. Sul piano fisico, il tennista ha definito la propria condizione con franchezza, descrivendo difficoltà e test non favorevoli. Di conseguenza, l’attenzione si è spostata su ciò che più conta: trasformare la capacità tecnica già presente in prestazioni più regolari, evitando che i limiti del corpo compromettano la continuità necessaria.
matteo berrettini: fiducia nel tennis e dubbi sul corpo
Il punto emotivo centrale riguarda la distinzione tra fiducia nel gioco e incertezze fisiche. Berrettini ha affermato di non aver mai dubitato del proprio tennis, pur ammettendo che, in alcuni momenti, ha dubitato del proprio corpo. L’idea ricorrente è stata quella di non riuscire a garantire l’esecuzione con la continuità richiesta: un dubbio che può arrivare e condizionare l’intero percorso.
Il cammino ai vertici resta parte della storia: Berrettini ha raggiunto il numero 6 del mondo e ha disputato la finale a Wimbledon. Nel periodo più recente, però, la sequenza di infortuni lo ha portato anche a pensare di smettere, segnalando la fragilità del momento e la necessità di un supporto in grado di riportare equilibrio.
ritrovare se stesso in campo dopo la sconfitta
Nel racconto del periodo attuale, emerge un episodio preciso: dopo aver perso il terzo set contro Francisco Comesana, Enqvist avrebbe detto a Berrettini che il quarto set sarebbe stato “il loro”. Un messaggio descritto come parte integrante della fiducia continua, con un valore che supera la somma dei colpi.
Berrettini ha anche collegato la collaborazione a una dimensione più ampia rispetto al semplice dritto e rovescio: l’idea è quella di un lavoro che incide sull’approccio e sulla gestione delle fasi, permettendo di leggere meglio i momenti critici e di rispondere con più convinzione.
risalita in classifica e vantaggio mentale negli ottavi
Nel momento in cui si guarda alla stagione, Berrettini risulta virtualmente numero 74, con un obiettivo immediato: il primo passo è stato compiuto con il ritorno in top 100, dopo l’uscita dovuta agli ultimi risultati negativi. In una parte di tabellone descritta come priva di favorito, l’idea di poter arrivare più in là prende forma, sostenuta anche dal percorso già evidenziato in passato su una delle superfici più selettive.
Per l’occasione degli otto rimasti nella parte alta, Berrettini viene indicato come l’unico ad aver giocato una finale Slam. Questo elemento diventa parte della narrazione agonistica: non come garanzia assoluta, ma come misura dell’esperienza accumulata e della capacità di gestire palcoscenici importanti.
match contro juan manuel cerundolo: ruolo da favorito e continuità da difendere
Il confronto agli ottavi contro Juan Manuel Cerundolo, descritto come “giustiziere” di Sinner, richiede conferme su più livelli. Il ruolo da favorito attribuito a Berrettini si appoggia sul momento costruito negli ultimi passaggi del torneo e sulla ricerca di stabilità fisica e mentale, elementi che emergono chiaramente nelle dichiarazioni relative al rapporto con Enqvist e al lavoro effettuato per “riportare buone energie in campo”.
figure chiave nel percorso di berrettini
Nel quadro della rinascita e della stagione recente, risultano centrali alcune figure legate sia al lavoro tecnico sia alle tappe competitive del percorso:
- Matteo Berrettini
- Thomas Enqvist
- Juan Manuel Cerundolo
- Francisco Comesana
- Jannik Sinner
