Beatrice, 2 anni: costretta a fumare cannabis compagno della madre
Una vicenda di gravissima violenza ai danni di una bimba di due anni emerge dai contenuti legati all’ordinanza che ha disposto l’arresto di una coppia a Bordighera. La ricostruzione indica un quadro di maltrattamenti protratti nel tempo, culminati nella morte della piccola avvenuta lo scorso febbraio, nella casa della madre.
ordinanza e arresto per la morte di beatrice a bordighera
La bambina, deceduta a Bordighera lo scorso febbraio nella casa della mamma, sarebbe stata sottoposta a condotte persecutorie culminate in un esito fatale. Nell’ordinanza del gip di imperia massimiliano botti compare un dettaglio che descrive l’esistenza di una costrizione imposta alla piccola: la bimba sarebbe stata obbligata a fumare una canna dal marito della madre.
La sostanza viene indicata nell’atto con un riferimento ipotetico: “probabilmente hashish o marijuana”.
video agli atti: manuele iannuzzi fa fumare la sigaretta artigianale
Nel materiale in possesso dei magistrati risulta presente un video in cui manuel iannuzzi, compagno di manuela aiello, appare mentre fa fumare la sigaretta artigianale a Beatrice. Sullo sfondo compaiono anche la madre e le due sorelle maggiori, rispettivamente di sette e nove anni.
La ricostruzione evidenzia che iannuzzi “prende in giro” la bambina, ride e mostra indifferenza rispetto al malessere della piccola e ai pericoli a cui la espone. La descrizione nei documenti delinea inoltre un profilo di condotta: iannuzzi, indicato come 42 anni, viene definito dalla pm veronica meglio con riferimento a un’indole crudele, menzionando anche l’uccisione di animali e detenzione di armi.
cosa è accaduto prima del decesso: ricostruzione dei fatti fino al 9 febbraio
Attraverso il racconto di testimoni, viene ricostruito ciò che sarebbe accaduto nei giorni precedenti il ritrovamento del corpo, avvenuto il 9 febbraio, dopo la telefonata al 118 effettuata da Aiello.
due giorni prima: perinaldo, amici in casa e condizioni già compromesse
Due giorni prima del 9 febbraio, nella casa del compagno a Perinaldo, la coppia avrebbe ospitato alcuni amici. In quell’occasione, uno degli ospiti sarebbe salito al piano superiore per verificare le condizioni di Beatrice, risultata già malata e già percossa.
Secondo la ricostruzione, la bambina presentava un livido vistoso dalla mascella al collo e si sarebbe lamentata.
aiello in cucina tra alcol e cannabis: assistenza affidata alle sorelle
Le cure della piccola, in quel momento, sarebbero state affidate alle due sorelline maggiori. Aiello, invece, sarebbe rimasta in cucina mentre, stando all’impostazione dei fatti riportata, beveva alcolici e fumava cannabis insieme a iannuzzi.
Quando le viene chiesto di mostrare Beatrice ai medici, Aiello avrebbe risposto di non volerla portare in ospedale per farla visitare, motivando la scelta con il timore che il nonno paterno potesse “approfittare” per chiedere l’affido delle bambine.
prossimo interrogatorio di convalida: detenzioni e posizione dei soggetti coinvolti
È previsto l’interrogatorio di convalida davanti al gip. Aiello risulta detenuta a Torino, mentre iannuzzi si troverebbe in isolamento a Genova.
Nel carcere in cui si trova iannuzzi risultano presenti anche altri soggetti familiari coinvolti nella stessa fase processuale: il padre di iannuzzi, indicato come detenuto, sarebbe stato trovato con due chili di tritolo nel giorno dell’arresto del figlio. Nella medesima struttura risulterebbe anche il padre dei figli di Aiello, oltre alle due bambine, con un adolescente che vive altrove.
figure citate nella ricostruzione e nelle misure
Nel quadro descritto compaiono le seguenti persone direttamente richiamate tra ordinanza, ricostruzione e posizioni processuali:
- beatrice
- manuela aiello
- manuel iannuzzi
- massimiliano botti
- veronica meglio
