Auto troppo care, 59% degli italiani rinvia l’acquisto e spiega i motivi
Le auto restano centrali nella mobilità quotidiana degli italiani, ma il passaggio all’acquisto di un veicolo nuovo sta diventando sempre più gravoso. I dati di un’indagine sulla mobilità mettono a fuoco un quadro in cui i consumatori continuano a considerare l’auto il mezzo principale, mentre i costi e l’incertezza economica spingono a rinviare o rinunciare all’acquisto. In parallelo, il mercato prova a riorganizzarsi con il noleggio come alternativa sempre più rilevante e con un confronto acceso sulle scelte politiche legate alla transizione ecologica.
auto nuova sempre meno accessibile per le famiglie italiane
L’acquisto di un’auto nuova richiede oggi uno sforzo economico superiore rispetto al passato. In media, risultano necessarie 11 mensilità di stipendio per comprare una vettura, contro le cinque che bastavano nel 2000. Parallelamente, i prezzi delle auto sono cresciuti in modo marcato: +52% dal 2013. Sul fronte dei redditi familiari, invece, l’incremento si è fermato a +29%.
Il risultato emerge con chiarezza nelle intenzioni d’acquisto: il 59% degli intervistati ha rinviato o non preso in considerazione l’acquisto di un’auto nuova, mentre un ulteriore 10% ha deciso di rinunciarvi del tutto. La fotografia complessiva descrive un divario crescente tra disponibilità economica e prezzi dei veicoli.
ostacoli economici e timori sul futuro bloccano la domanda
Secondo l’indagine, la frenata riguarda soprattutto il clima economico percepito. L’incertezza economica e il timore per il futuro dei redditi risultano determinanti: li indica il 36% degli intervistati. Una quota significativa, pari a un quarto, preferisce invece attendere prezzi più bassi o scegliere formule di utilizzo ritenute più convenienti.
Nonostante le difficoltà d’accesso, l’auto conserva un ruolo dominante: il mezzo viene utilizzato abitualmente dal 76% degli italiani. La domanda resta quindi presente, ma si sposta verso modalità alternative e verso aspettative di costo più gestibile.
noleggio auto in crescita e quota di mercato sempre più ampia
Nel contesto descritto, il noleggio assume un peso crescente. Il settore rappresenta ormai circa il 30% del mercato e supera il 50% in specifiche motorizzazioni, come le ibride plug-in.
fatturato del noleggio lungo termine e breve termine nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre del 2026 il noleggio a lungo termine ha registrato un fatturato di 2,4 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,3 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il noleggio a breve termine ha raggiunto invece 267 milioni di euro, con un incremento del +3,6%.
transizione ecologica e regole europee: richieste di maggiore equilibrio
La crescita del noleggio si intreccia con il tema della transizione ecologica. Dal palco dell’evento “Le nuove frontiere della mobilità” emerge la necessità di un orientamento europeo coordinato e di norme capaci di considerare le esigenze delle imprese. Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, richiama l’importanza di una posizione europea condivisa e di regole adeguate al contesto industriale.
L’associazione, che rappresenta circa 80 aziende dei servizi di mobilità, segnala anche una fiscalità più pesante rispetto ad altri Paesi europei. Viene chiesta inoltre maggiore chiarezza su aspetti come fringe benefit e tassazione dei veicoli aziendali.
posizione di matteo salvini contro imposizioni elevate alle flotte
Supporto al settore arriva tramite un videomessaggio del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Nel messaggio viene contestata l’ipotesi di imporre quote molto elevate di veicoli elettrificati alle flotte aziendali e alle società di noleggio. L’impostazione dichiarata è sintetizzata dal principio “No a imposizioni insostenibili”, con l’idea che la decarbonizzazione non possa prescindere dalla sostenibilità economica e industriale.
ostacoli all’elettrico: prezzo e carenza di infrastrutture
Le resistenze all’auto elettrificata emergono anche nei dati presentati. Per il 51% degli italiani il principale ostacolo resta il prezzo. Un altro 28% indica come fattore determinante la carenza di infrastrutture di ricarica.
La diffusione delle vetture ricaricabili appare inoltre collegata alla ricchezza territoriale: risulta maggiore nelle aree più ricche del Paese, in particolare tra Lombardia e Veneto.
car sharing in calo: utenti attivi intorno a 330 mila
Sul fronte della mobilità condivisa, il car sharing prosegue nella perdita di terreno. Gli utenti attivi si attestano intorno a 330 mila. Secondo quanto indicato da Folonari, il settore ha risentito sia del calo della domanda post-pandemia sia di scelte di alcune amministrazioni locali che, dopo aver incentivato il servizio, hanno aumentato costi e oneri a carico degli operatori.
pressione dei marchi cinesi e nuovi equilibri tra ambiente, industria e spesa
Nonostante il tema della transizione ecologica resti al centro del dibattito, il mercato continua a trasformarsi. Nel quadro evidenziato pesa anche la concorrenza dei marchi cinesi, arrivati ormai al 12% delle immatricolazioni italiane grazie a prezzi più competitivi. L’aumento della competizione rende più delicato l’equilibrio tra obiettivi ambientali, sostenibilità industriale e capacità di spesa dei consumatori.
figure citate nell’analisi
- Italo Folonari
- Matteo Salvini
