Attivista colombiano arrestato ice l ordine viene rubio
L’arresto di Beto Coral ha acceso un acceso scontro politico tra Stati Uniti e Colombia, innescando reazioni istituzionali, contestazioni sulle motivazioni del provvedimento e accuse incrociate legate a un candidato di estrema destra. L’attivista colombiano, che ha trasmesso l’arresto in diretta social, ha collegato direttamente la detenzione alle conseguenze che, a suo dire, deriverebbero da un’eventuale elezione di Abelardo De La Espriella.
arresto di beto coral in arizona e reazioni in diretta
Agli agenti è stata rivolta una domanda da parte di Beto Coral, attivista colombiano, e la risposta è stata netta: “L’ordine viene da Marco Rubio”. Coral ha descritto la situazione mentre veniva prelevato dalla propria abitazione in Arizona, nel martedì indicato nelle ricostruzioni.
Nel corso della trasmissione dell’arresto sui social, l’influencer ha collegato il provvedimento alla politica del candidato ultrà, affermando che si tratterebbe di una dimostrazione di ciò che potrebbe accadere se De La Espriella arrivasse alla presidenza. Coral ha poi rivolto un messaggio ai colombiani con l’invito a resistere e a non inchinarsi.
sit-in a miami e accuse su risorse del venezuela
Il giorno precedente l’arresto, Coral aveva organizzato un sit-in nei pressi dell’università di Miami contro il candidato ultrà. Durante la manifestazione, l’attivista si è concentrato sul tema delle risorse legate al Venezuela, citando i 370mila dollari riferiti al programma alimentare Clap.
Secondo quanto riportato, tali fondi sarebbero stati riciclati da Alex Saab, ora agli arresti, e transitati in un conto collegato a De La Espriella. Lo stesso Coral aveva menzionato l’informazione come elemento di contestazione politica durante la protesta.
La ricostruzione richiamata indica che lo scoop sarebbe stato reso pubblico da Cambio, con l’individuazione di due bonifici del 22 e del 29 aprile 2014, effettuati da conti della Global Bank of commerce collegata a Saab.
telefono, registrazioni e timori legali di beto coral
Nel contesto delle tensioni con De La Espriella, Coral ha dichiarato di prepararsi a sporgere denuncia. La ragione riguarda una telefonata, nel corso della quale il candidato avrebbe tentato di registrare conversazioni manipolando frammenti di audio.
Coral ha sostenuto che, nelle circostanze descritte, si tratterebbe di condotte contestabili perché in Florida, dove la chiamata sarebbe avvenuta, la registrazione delle telefonate sarebbe vietata a meno che entrambe le parti non autorizzino.
detenzione e procedimenti di rimpatrio negli stati uniti
Dopo l’arresto, Coral ha trascorso la notte a Phoenix in una caserma dell’Immigration custom enforcement (Ice). In seguito, il Dipartimento della sicurezza nazionale degli Stati Uniti avrebbe fornito una spiegazione della detenzione.
La giustificazione riportata sostiene che Coral sarebbe entrato legalmente nel dicembre 2015 con un visto turistico che consentiva di rimanere non oltre sei mesi. La permanenza sarebbe poi proseguita per dieci anni, con la conseguente contestazione di una violazione delle leggi statunitensi.
Le autorità avrebbero quindi indicato che Coral si trova sotto custodia dell’Ice, in attesa dei procedimenti di rimpatrio.
Diverse fonti citate mettono in discussione l’ipotesi di un’espulsione definita come ad hoc di un richiedente asilo, sottolineando anche il coinvolgimento dell’Hsi, l’ente che indaga su criminalità transnazionale, minacce globali e altri reati lontani dalla portata diretta di Coral, così come descritto nelle ricostruzioni.
intervento di gustavo petro e richieste di liberazione
Anche Gustavo Petro, presidente colombiano uscente, ha reagito all’arresto sostenendo che vi sarebbe un’ingerenza del governo statunitense o di settori dell’estremismo Usa nelle elezioni colombiane. Petro ha chiesto al proprio ministero degli Esteri di adoperarsi per la liberazione di Coral, definito vittima di una persecuzione politica fabbricata dagli Stati Uniti.
Petro ha inoltre sollecitato rispetto per l’attivista, richiamando un legame familiare: Coral sarebbe figlio di Humberto Coral, capitano della polizia nazionale della Colombia ucciso nel 1994, pochi mesi dopo aver preso parte all’operazione che portò all’uccisione di Pablo Escobar. Secondo quanto riportato, quell’omicidio rimasto senza chiarimenti sarebbe all’origine dell’attivismo.
legami tra paramilitari, iniziativas para la paz e accuse di lobbying
L’ostilità di Coral verso la candidatura di De La Espriella viene collegata, nelle ricostruzioni, a un rapporto del candidato con i paramilitari delle Autodefensas unidas. Viene citato un passaggio in cui De La Espriella risulta vicino a tali ambienti non solo come difensore ma anche come lobbista.
Nel quadro delle affermazioni riportate, Salvatore Mancuso avrebbe dichiarato di conoscere Abelardo da quando erano piccoli e che la relazione sarebbe durata nel tempo. La fonte descrive inoltre un collegamento tra i paramilitari e la Fondazione Iniciativas para la paz, che secondo Mancuso riceveva fondi dalle Autodefensas, considerate vincolate al narcotraffico.
Altre fonti menzionate sostengono che la Fondazione avrebbe fatto lobbying per evitare l’estradizione di capi paramilitari negli Stati Uniti.
sostegno politico a de la espriella e scontro con bernie moreno
Sullo sfondo del secondo turno elettorale in Colombia contro Iván Cepeda, viene riportato che Donald Trump avrebbe espresso un “assoluto e pieno sostegno” al candidato ultrà. De La Espriella avrebbe poi promesso una “mano dura” contro i narcos.
A difesa di De La Espriella sarebbe intervenuto anche il senatore Bernie Moreno. Le ricostruzioni riferiscono che Moreno avrebbe criticato Coral dopo l’espulsione, sostenendo che non sarebbe possibile entrare negli Stati Uniti chiedendo asilo e poi agire come agente straniero per il governo che, secondo Moreno, “eroderebbe” la politica estera statunitense.
In risposta, Bogotá avrebbe annunciato provvedimenti contro il senatore Usa, osservatore alle elezioni presidenziali. Petro, tramite un messaggio su X, avrebbe avvertito che, se Moreno si sarebbe espresso contro i colombiani all’estero, sarebbero state adottate decisioni conseguenti.
personaggi coinvolti nelle ricostruzioni
Le posizioni descritte ruotano attorno a figure politiche, attivisti e osservatori citati nelle ricostruzioni:
- Beto Coral
- Abelardo De La Espriella
- Marco Rubio
- Alex Saab
- Gustavo Petro
- Humberto Coral
- Salvatore Mancuso
- Bernie Moreno
- Donald Trump
- Iván Cepeda
- Salvatore Mancuso
