Atletica e volley, malagò: la politica punta sui giovani atleti e chiede più coraggio nel calcio di seconda generazione

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Atletica e volley, malagò: la politica punta sui giovani atleti e chiede più coraggio nel calcio di seconda generazione

La prima conferenza stampa da presidente della FIGC ha segnato un intervento deciso sui temi identitari legati al calcio e alle scelte di sistema. Giovanni Malagò ha affrontato il nodo della cittadinanza sportiva, ha richiamato il contesto dei Mondiali e ha delineato le priorità operative che guideranno il lavoro della Federazione, con uno sguardo anche alle sfide future legate agli Europei del 2032.

giovanni malagò e cittadinanza sportiva: posizione netta sul calcio

Nel corso degli interventi, Malagò ha chiarito la propria linea rispetto allo ius soli e, soprattutto, al principio di sussidiarietà sportiva. Il passaggio più energico riguarda l’inerzia che, nel calcio, non può essere tollerata: “Negli altri sport puoi prendere tempo e traccheggiare, nel calcio no: se non dai la cittadinanza, dopo un secondo arriva un altro Paese, dà il passaporto al ragazzo e tu l’hai perso. Questo è inaccettabile”.

Malagò ha poi rafforzato il ragionamento richiamando i Mondiali: “Sono rimasto scioccato nel leggere che il 40% di chi gioca il Mondiale non è nato nel paese per cui gioca”. Pur riconoscendo che l’incidenza può essere alta in contesti come Curaçao o Marocco, ha sottolineato che esistono anche realtà europee: “ci sono anche paesi come la Francia, la Svezia, il Belgio, la Germania e altre nazioni che hanno usato questo serbatoio”.

giovanni malagò e gli italiani nati all’estero: esempi di valore sportivo

Accanto alla critica verso l’assenza di tempestività, Malagò ha evidenziato casi di rendimento legati ad atleti italiani nati all’estero o con doppia cittadinanza. Il tema viene inquadrato come leva capace di incidere su risultati concreti, citando diversi ambiti: “Dalla pallavolo all’atletica, sarebbero diversi gli esempi da menzionare”.

Nel confronto con il calcio, la posizione resta orientata a un cambio di passo: “La politica è felice di vincere nell’atletica o nel volley grazie a questi atleti. Nel calcio dobbiamo muoverci, o subiremo i danni”.

le tre ‘stelle polari’ del presidente FIGC: squadra, progetto tecnico e politica

Malagò ha anche definito le linee guida su cui intende strutturare la gestione federale, sintetizzandole in tre punti. Il primo riguarda la compattazione: “Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle ‘discrete’ personalità”.

Il secondo passaggio pone l’accento sul lavoro operativo: “Poi c’è il progetto tecnico”. Il terzo elemento introduce un’attenzione alla governance: “E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica”.

elezione alla presidenza FIGC: voti ottenuti e confronto con giancarlo abete

Giovanni Malagò è stato eletto presidente della FIGC con 343.084 voti, pari al 68.5%. Nel confronto con lo sfidante Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti ed ex presidente della FIGC dal 2007 al 2014, il divario è risultato marcato: Abete ha chiuso con 145.936 voti, cioè meno del 30% (29-17%).

nuovo ct e prospettive: malagò parla di trattative e valutazione dei bilanci

Tra le domande più gettonate figura quella relativa al nuovo commissario tecnico della Nazionale. Malagò ha dichiarato: “Non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po’ di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci”.

Il presidente ha poi definito l’approccio richiesto all’allenatore: “L’allenatore a prescindere dal suo curriculum deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto, non si può dire armatevi e partite”.

europei 2032 e organizzazione con la turchia: stadi e responsabilità operative

Un ulteriore tema riguarda gli Europei del 2032, che l’Italia deve organizzare insieme alla Turchia. Malagò ha evidenziato criticità di tipo strutturale, ponendo al centro la necessità di individuare gli impianti adatti: “Bisogna infatti individuare gli stadi in grado di ospitare le partite: è una sfida nella sfida”.

Il presidente ha inoltre richiamato i contatti istituzionali avuti nelle giornate precedenti: “ho parlato con ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da infantino”. Nel percorso di definizione, viene indicata una figura di riferimento: “Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi”.

personalità citate da giovanni malagò

  • giovanni malagò
  • giancarlo abete
  • ceferin
  • infantino
  • michele uva
“La politica è felice di vincere nell’atletica o nel volley grazie a questi atleti. Nel calcio dobbiamo muoverci”: Malagò sui calciatori di seconda generazione

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