Architettura e amicizia: gianandrea barreca, la passione che andava oltre il fare

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Architettura e amicizia: gianandrea barreca, la passione che andava oltre il fare

La scomparsa di Gianandrea Barreca, architetto capace di contribuire in modo decisivo a definire il volto della Milano contemporanea, segna la fine della presenza di un professionista eclettico e rigoroso. Aveva 56 anni e lascia un’eredità fatta di progetti, idee e un modo di intendere l’architettura come pratica che coinvolge la città, i suoi spazi e le relazioni tra funzioni, persone e luoghi.

Negli ultimi tempi, una delle apparizioni pubbliche più note lo ha visto protagonista alla Milano Arch Week, all’interno di un percorso dedicato a Utopia. Architettura e diritti umani. In una giornata sul diritto alla città, Barreca ha presentato insieme a Giovanni La Varra il progetto del nuovo Policlinico di Milano, oggi in corso di realizzazione e destinato ad accogliere il più grande giardino pensile terapeutico al mondo. Il confronto si è concentrato su come progettare ambienti capaci di accogliere e curare, includendo contesti che vanno dagli ospedali alle carceri, fino alla dimensione della casa.

gianandrea barreca e l’idea di architettura come condizione dello sguardo

Barreca apparteneva a una categoria di progettisti per i quali il progetto non coincide con una semplice occupazione, ma con una modalità di vedere. Non si limitava a “fare” architettura: la concepisce, la difende e la sostiene con una passione descritta come fisica e ostinata, quasi infantile nella tenacia. L’architettura, quindi, non veniva trattata come un oggetto autonomo, bensì come un elemento dentro un sistema più ampio.

barreca & la varra e gli ultimi decenni di progetto urbano

Dopo l’esperienza del Boeri Studio, fondato nel 1999 insieme a Stefano Boeri e con la firma insieme a Giovanni La Varra anche del progetto del Bosco Verticale, si è aperta la stagione dello Studio Barreca & La Varra. Lo studio ha costruito i suoi trent’anni di lavoro attorno a un’idea precisa di città: edilizia pubblica, residenza, servizi, infrastrutture.

La linea guida era chiara: non considerare l’architettura come categoria isolata, ma come componente di un sistema urbano più esteso. In questa visione, la qualità dello spazio deriva dalle relazioni tra funzioni, edifici e persone.

milano, porta nuova e milanosesto: trasformazioni e infrastrutture

Le trasformazioni urbane su cui lo studio ha inciso negli ultimi vent’anni attraversano diversi contesti: da Porta Nuova a MilanoSesto, fino a temi come l’housing sociale e le grandi attrezzature pubbliche. In questo percorso emerge una continuità progettuale legata alla possibilità di costruire spazi capaci di funzionare e di sostenere la vita collettiva.

formazione, ricerca e attività istituzionale

Nato a Genova nel 1969, Barreca si è formato al Politecnico di Milano, dove si è laureato nel 1995 e ha conseguito il dottorato in Progettazione architettonica e urbana. Nel 1993 è stato tra i fondatori del Gruppo A12, esperienza descritta come un attraversamento tra arte, spazio pubblico e città, con uno sguardo oltre i confini disciplinari.

La stessa attitudine, intesa come estensione del progetto, ha attraversato l’attività didattica tra Domus Academy, Università di Genova, Università di Pavia e programmi internazionali. Dal 2018 al 2023 è stato membro del Comitato tecnico-scientifico per l’Arte e l’Architettura Contemporanee del Ministero della Cultura.

disegno come pensiero: dalla mostra a roma al lavoro di studio

Il disegno risultava una componente essenziale del suo lavoro. Nel maggio 2022, lo Spazio Embrice di Roma ha ospitato la mostra “Gianandrea Barreca. Disegno e costruzione”. I disegni esposti, con trame di facciate e architetture attraversate da precisione costruttiva, non venivano presentati come semplici elaborati di progetto. Venivano descritti come pensiero prima della forma, in cui le decisioni restano aperte.

il libro “il superfluo e il necessario” e il percorso condiviso

Sempre a Roma, più di recente, è stato presentato il secondo libro dello studio, Il superfluo e il necessario (The Plan Editions, 2024). Nel volume Barreca e La Varra hanno messo in ordine il proprio lavoro, assumendone anche il disordine: un indice ispirato a Borges unisce analisi e libertà interpretativa.

Alla presentazione era presente soltanto Giovanni La Varra, mentre la malattia aveva ridotto la possibilità di spostamenti di Gianandrea Barreca. Si è trattata di una delle ultime tappe pubbliche di un percorso condiviso per trent’anni, in cui il titolo oggi assume un senso ulteriore.

presenza, ricordi e legame con il mare

Chi ha avuto modo di conoscerlo ne ricorda soprattutto l’intensità, intellettuale e umana. Stefano Boeri lo ha descritto come amico e compagno appassionato e geniale di tanti progetti e sogni, tra Genova, Milano e il mondo. Per Cino Zucchi rappresentava una figura tra le più interessanti e vitali della generazione successiva alla sua.

Il baricentro di Barreca restava fuori da Milano: a Genova, in particolare a Bogliasco, in quel tratto di costa ligure che non veniva mai nominato con nostalgia, ma con la certezza di chi considera un luogo parte dell’identità. Il mare non era descritto come un orizzonte, bensì come una misura, richiamata nei discorsi, nelle amicizie e nel modo di guardare le cose. Anche nelle persone amate: Fabiola, Tito, Luca.

eredità e prospettive interrotte: la città come condizione di vita

La scomparsa lascia uno studio, progetti aperti e un lavoro che non ha completato il processo di sedimentazione. Interrompe anche una presenza dentro una città che tende sempre più a essere ridotta a valore, visibilità e rendimento. Barreca lavorava su altro: sulle condizioni che permettono a una città di funzionare—abitare, curare, attraversare, vivere.

personaggi citati

Persone menzionate nel racconto del percorso e delle collaborazioni:

  • Gianandrea Barreca
  • Giovanni La Varra
  • Stefano Boeri
  • Cino Zucchi
  • Fabiola
  • Tito
  • Luca
  • Ugo De Berti
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Categorie: Cronaca

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