Andy Burnham, re del Nord e sfida per guidare il Labour

• Pubblicato il • 6 min
Andy Burnham, re del Nord e sfida per guidare il Labour

Le dimissioni di Keir Starmer hanno riacceso rapidamente i riflettori sulla successione, trasformando la corsa per la guida del governo in una dinamica sempre più serrata. In questo scenario, Andy Burnham emerge come favorito verso la residenza di Downing Street, sostenuto da un recente risultato elettorale che ha rafforzato in modo evidente la sua posizione nel Partito laburista.

Andy Burnham favorito per Downing Street dopo le dimissioni di Keir Starmer

Fino a poche settimane prima Burnham era percepito come una figura influente all’interno del partito, ma con un profilo distante dalla politica nazionale. Il passaggio di consegne avviato dalle dimissioni di Starmer ha aperto la strada alla competizione per la leadership e ha spinto Burnham al centro dell’attenzione.

Il punto di svolta è arrivato con il trionfo ottenuto venerdì nell’elezione suppletiva di Makerfield e con il conseguente passo indietro del primo ministro. Dopo quel risultato, il sindaco di Greater Manchester si presenta come il volto più vicino alla guida del Regno Unito.

Madefield come prova di forza: il valore oltre il seggio

Il successo a Makerfield non viene letto come un semplice cambio di seggio ai Comuni. Le cifre ottenute da Burnham avrebbero confermato la sua capacità di contendere consensi cruciali, con l’obiettivo di arrivare alle stesse fasce popolari che costituiscono una base strategica per Nigel Farage.

Starmer, inizialmente intenzionato a misurarsi nella competizione, ha scelto di lasciare il campo dopo 72 ore. Nel suo primo discorso dopo la vittoria, Burnham ha collegato l’evento a una richiesta di svolta per il Paese e a una ultima chance per il Labour di riconquistare gli elettori prima che sia troppo tardi.

Carriera politica di Andy Burnham: dal Parlamento al “Nord”

La traiettoria di Burnham si sviluppa tra periodi in Parlamento e una lunga presenza nel contesto regionale. Deputato dal 2001 al 2017, ha ricoperto incarichi di governo nei periodi di Tony Blair e Gordon Brown, oltre a essersi presentato due volte come candidato alla leadership del Labour.

Nella seconda parte della carriera la sua attività si sarebbe progressivamente concentrata lontano da Westminster, fino a diventare un riferimento politico legato alla rinascita di Manchester e del Nord dell’Inghilterra.

La proposta politica di Burnham: tre pilastri per il Labour

La piattaforma di Burnham si articola su tre elementi principali. Il primo riguarda la relazione tra il Labour e la working class, con un focus su un rapporto che sarebbe stato eroso nel tempo da Brexit, globalizzazione e dall’aumento della competizione con la destra populista.

Rapporto con la working class: misure concrete e investimenti

Da sindaco di Manchester, Burnham avrebbe costruito parte della propria popolarità su interventi pratici. Tra questi rientra la riduzione del tetto massimo del biglietto dell’autobus, da 4 a 2 sterline, dopo aver riportato il servizio sotto il controllo pubblico.

Nel suo programma compare anche la promessa di investire 39 miliardi di sterline nell’edilizia sociale accessibile.

Riduzione degli squilibri territoriali: devolution e autonomia locale

Il secondo pilastro punta a colmare il divario che separa Londra e il Sud dell’Inghilterra dalle regioni industriali del Nord. Secondo Burnham, il Regno Unito soffrirebbe di una concentrazione eccessiva di investimenti, opportunità e potere decisionale nella capitale.

Da sindaco, la sua linea politica avrebbe posto al centro la devolution e l’autonomia locale, con richieste orientate a ottenere maggiori poteri e maggiori risorse per le amministrazioni territoriali.

Politica economica interventista: reindustrializzazione e infrastrutture

Il terzo elemento introduce un approccio economico più interventista rispetto a quello associato a Starmer. Burnham parla apertamente di reindustrializzazione, di investimenti pubblici, del rafforzamento dei servizi essenziali e del rilancio delle infrastrutture.

Questo orientamento avrebbe contribuito a costruire un consenso anche all’interno del Labour. La sua candidatura raccoglierebbe simpatia sia nell’area progressista legata a Angela Rayner, sia tra figure considerate più moderate e legate a una fase precedente, come Wes Streeting.

Appoggi interni: Angela Rayner e Wes Streeting

Dopo la vittoria di Makerfield, Wes Streeting avrebbe espresso elogi verso Burnham e avrebbe lasciato intendere la possibilità di rinunciare a una propria corsa alla leadership.

Politica estera di Burnham: Ucraina, Nato e scelte sulla sicurezza

Nel complesso, la dimensione internazionale della figura di Burnham viene descritta come meno centrale nella sua carriera rispetto ai temi interni. Sul conflitto in Ucraina, però, la posizione risulterebbe chiara e coerente.

Burnham si sarebbe sempre schierato a favore di Kiev. Dopo l’invasione russa del 2022, avrebbe espresso solidarietà alle città ucraine colpite dall’offensiva di Mosca, offrendo anche il sostegno di Manchester per iniziative umanitarie.

Capacità difensive e tradizione atlantica della sicurezza

Anche sul tema della sicurezza internazionale, la traiettoria viene ricondotta a un impianto tradizionale britannico. Burnham, ex ministro nei governi di Blair e Brown, non avrebbe mostrato posizioni ostili verso la Nato né simpatie per l’ipotesi del neutralismo.

Negli ultimi mesi, la linea sarebbe stata orientata a un rafforzamento delle capacità difensive del Paese, pur insistendo sull’esigenza di mantenere sostenibili i conti pubblici.

Burnham ed Europa: Remain nel 2016, ritorno UE considerato impraticabile

La relazione con l’Europa rappresenta un’area particolarmente rilevante. Burnham sarebbe stato sostenitore del Remain durante il referendum del 2016 e continuerebbe a considerare la Brexit un errore.

Allo stesso tempo, non proporrebbe il ritorno del Regno Unito nell’Unione europea. La prospettiva viene descritta come politicamente impraticabile nel breve periodo.

Relazioni con l’Europa dopo “le fondamenta”: accordi e cooperazione

Burnham avrebbe collegato la strategia a una priorità interna: “Dobbiamo sistemare le nostre fondamenta prima di pensare alle relazioni con gli altri paesi”, citazione attribuita al 4 giugno.

In ogni caso, la direzione resterebbe orientata a un graduale riavvicinamento, attraverso accordi economici, cooperazione su industria, ricerca, energia e sicurezza.

Relazione transatlantica con Washington: continuità probabile

Sul fronte transatlantico, la possibilità che una premiership di Burnham cambi in modo significativo la storica relazione con Washington viene considerata improbabile. La sua formazione politica e l’appartenenza alla tradizione laburista di governo suggerirebbero piuttosto una linea di continuità con l’atlantismo britannico, con un’attenzione maggiore alle ricadute economiche interne delle scelte internazionali.

figure politiche citate

  • Andy Burnham
  • Keir Starmer
  • Nigel Farage
  • Tony Blair
  • Gordon Brown
  • Angela Rayner
  • Wes Streeting
  • Kiev
  • Mosca
  • Washington
Chi è Andy Burnham, l’anti-Farage: così il sindaco contrario alla Brexit vuole riconquistare la working class al Labour
Categorie: NewsPolitica

Per te