Ambiente e fritelli mare centrale nello scenario geopolitico

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Ambiente e fritelli mare centrale nello scenario geopolitico

L’acqua, simbolo del mare e della sua energia, continua a rappresentare una spinta verso innovazione e cambiamento. In un contesto in cui il Mediterraneo e gli oceani tornano centrali anche per le dinamiche geopolitiche, Nextchem collega lo sviluppo industriale alla sostenibilità attraverso una visione dichiarata con chiarezza: Planet Aqua, Planet Peace. Il confronto tra sviluppo e tutela diventa così un tema di convivenza tra esigenze diverse, con inevitabili tensioni e nuove possibilità di innovazione.

Le parole di Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, portano l’attenzione sul contributo del gruppo alla Venice Climate Week, evidenziando un approccio che unisce competenza tecnologica e visione industriale concreta. In questo quadro, il mare viene descritto come uno spazio che può sostenere soluzioni operative, purché la transizione energetica venga resa possibile attraverso scelte coerenti nel tempo.

nextchem e la transizione energetica: infrastrutture, tecnologie e orizzonte di lungo periodo

Fabio Fritelli richiama il perimetro del gruppo Maire, attivo nella realizzazione di infrastrutture per la produzione di energia. Da alcuni anni viene indicata l’apertura di una fabbrica dedicata allo sviluppo di tecnologie orientate alla transizione energetica, presentata come un processo destinato a durare 30 o 50 anni. In tale arco temporale, viene esplicitato che i combustibili fossili continueranno a contribuire al mix energetico che alimenta il Paese.

Il focus, secondo la spiegazione fornita, riguarda lo sviluppo di tecnologie capaci di aumentare la diversificazione rispetto ai combustibili fossili. Il cambiamento viene descritto come graduale e guidato da una sequenza di scelte: tecnologia, integrazione e tempo. L’idea espressa esclude scorciatoie: non è presente una “panacea”, ma una volontà di integrare le soluzioni esistenti.

i tre settori di attività e il ruolo del maritime nella riduzione dell’impatto

Nel merito del business, Fritelli individua tre aree principali. La prima riguarda la produzione di tecnologie per generare vettori energetici, cioè soluzioni in grado di far muovere persone e attività. La seconda si concentra su tecnologie per le plastiche e la circolarità, orientate al recupero dei materiali e alla riduzione dell’impatto ambientale nei settori più energivori. La terza area integra l’attenzione all’efficienza e alla sostenibilità dei processi produttivi.

Per il settore marittimo, viene ricordato che oggi contribuisce al 3% dell’inquinamento da gas serra a livello mondiale, indicato come CO₂, con aspettative di crescita col movimento del commercio internazionale. In risposta, il gruppo dichiara di offrire tecnologie per la produzione di vettori energetici alternativi al diesel o ad altri combustibili tradizionali.

approccio multi-soluzione nel maritime: metanolo, idrogeno e ammoniaca

Per il maritime, l’approccio descritto è aperto e multi-soluzione, basato su una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca. Questi vengono definiti come vettori energetici chiave per avvicinarsi a una navigazione a basse emissioni di carbonio.

Accanto ai vettori, vengono richiamate tecnologie per il riciclo meccanico e chimico. La finalità indicata è affrontare un’ulteriore emergenza legata ai mari: la dispersione delle plastiche.

carburanti del futuro per lo shipping: idrogeno, metanolo e ammoniaca

Sui carburanti del futuro per lo shipping, Fritelli indica una posizione netta: le tecnologie in grado di ridurre l’impatto ambientale rispetto ai combustibili impiegati oggi includono idrogeno, metanolo e ammoniaca. Viene inoltre specificato che ogni Paese sta posizionandosi su uno di questi tre vettori energetici.

metanolo come priorità per la transizione: biometanolo, cattura della co₂ e metanolo da rinnovabili

Per Europa e, in larga parte, per il mondo, viene affermato che il metanolo rappresenta il combustibile considerato migliore per la transizione dal combustibile tradizionale. In tale direzione, Nextchem dichiara di proporre tecnologie per produrre biometanolo a partire da scarti agricoli. Sono citate anche soluzioni con produzione del metanolo in modo tradizionale con cattura della CO₂, fino al metanolo ottenuto da fonti energetiche rinnovabili, indicate come sole, vento e acqua, con definizione di combustibili verdi.

competitività e cambio di scala: perché la filiera deve essere riprogettata

Rispetto alla competitività globale, Fritelli riconosce che il metanolo presenta ancora un costo di produzione considerato inarrivabile in termini di competitività a livello mondiale. La spiegazione collega questo aspetto alla natura dei vettori: quando si parla di vettori energetici, si parla di commodities. Viene evidenziato che le commodities devono essere competitive su scala globale, mentre l’energia elettrica deve essere disponibile a livello locale. Tra gli esempi richiamati come commodities vengono citati petrolio, gas e metanolo.

Da qui emerge la necessità di un cambio di scala. Per diventare competitivi globalmente, viene sottolineato che non è sufficiente avviare iniziative isolate sul territorio: serve ristrutturare l’intero sistema. Il sistema include la produzione del metanolo, le navi in grado di utilizzare metanolo, i porti capaci di ospitare attività di bunkering e distribuzione, fino agli utilizzatori finali, chiamati a pagare un prezzo maggiore per quel combustibile.

ecosistema coordinato: regolatore, infrastruttura e attori della catena del valore

Nel percorso descritto, l’allineamento coinvolge regolatore, infrastruttura, trasportatori e produttori. L’idea espressa è che l’intero anello debba essere d’accordo sul tragitto da seguire. Si tratta di un cambiamento graduale ma reale, orientato ad affiancare e, nel tempo, superare i combustibili tradizionali. La sfida viene definita come più urgente se interpretata come questione di ecosistema: industria, istituzioni e regolatori devono muoversi insieme, con un’azione coordinata capace di trasformare l’innovazione in realtà operativa.

tempo, obiettivi 2030 e 2050 e ruolo della Cina nella crescita degli impianti

Il fattore tempo rimane cruciale. Viene richiamato che il processo deve essere realizzato in tempi brevi, considerando le agende 2030 e 2050. La Comunità Europea viene indicata come soggetto che ha avviato azioni precise per raggiungere percentuali di decarbonizzazione sia al 2030 sia al 2050, mentre viene segnalato che anche altri attori a livello mondiale hanno un ruolo.

In questo quadro, Fritelli richiama il ruolo della Cina: la rapidità con cui sta sviluppando nuovi impianti per la produzione di metanolo, anche verde, viene definita senza precedenti a livello mondiale. L’effetto atteso è descritto come una spinta per altre economie a fare lo stesso, con un parallelo al percorso dell’auto elettrica.

La chiusura del messaggio collega gli obiettivi climatici alle soluzioni industriali: la visione sostiene la possibilità di immaginare e disegnare un nuovo futuro dei mari trasformando i target ambientali in interventi concreti e scalabili attraverso tecnologie già disponibili.

personalità citate:

  • Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem

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