Al 100% di trump per chi applica la digital tax alle aziende usa
Donald Trump riaccende lo scontro sulle web tax europee e sposta il confronto su un terreno ancora più duro. Dopo aver descritto le imposte sui servizi digitali applicate da diversi Paesi come una forma di “estorsione” verso le aziende statunitensi, il presidente americano passa a una minaccia diretta legata all’uso della leva commerciale, indicando misure economiche di entità molto elevata in caso di nuove decisioni sulla digital tax.
donald trump e la minaccia del dazio del 100% sulle esportazioni
La nuova posizione di Trump è contenuta in un messaggio pubblicato su Truth Social. Il presidente afferma che numerosi Paesi europei starebbero valutando l’introduzione di una tassa sui servizi digitali a carico delle società statunitensi. Nel testo viene sottolineato che alcuni Paesi sarebbero ormai prossimi a una decisione.
La conseguenza indicata da Trump è netta: qualora tali Paesi decidessero di procedere, il dazio del 100% scatterebbe immediatamente sulle esportazioni verso gli Stati Uniti. Nel messaggio viene inoltre riportato un elemento determinante della pressione: questa tariffa avrebbe la precedenza rispetto a qualsiasi accordo commerciale con il Paese interessato, sia che l’accordo sia già attivo, firmato o non ancora in vigore.
web tax e contesto italia: 637 milioni di euro e possibili segnali di revisione
La questione riguarda anche l’Italia, indicata come uno dei Paesi che applicano imposte sui servizi digitali. Secondo i dati citati, lo scorso anno l’Italia ha ricavato dalla web tax 637 milioni di euro.
Nel quadro dei rapporti bilaterali, nell’aprile 2025 un incontro alla Casa Bianca ha visto la premier Meloni e Donald Trump confrontarsi direttamente. A seguito del colloquio, Roma si era impegnata a promuovere un ambiente non discriminatorio sul piano della tassazione dei servizi digitali. Tale formulazione è stata interpretata come un possibile orientamento verso una revisione dell’imposta, ma l’adeguamento non risulterebbe arrivato finora.
escalation tra washington e roma: rapporti bilaterali più tesi
Negli ultimi periodi, la fonte evidenzia un irrigidimento dei rapporti. Gli attacchi diretti del tycoon nei confronti dell’Italia e della premier contribuirebbero a rendere la situazione bilateralmente più complessa. L’avvertimento legato a una tariffa immediata del 100% si inserisce quindi in un percorso di inasprimento progressivo già avviato nei mesi successivi all’inizio del secondo mandato.
linea della casa bianca e riapertura delle indagini su digital tax
L’azione di Trump viene descritta come un’ulteriore escalation rispetto alla strategia indicata nei primi mesi del suo secondo mandato. In quella fase, la Casa Bianca aveva accusato i governi stranieri di voler tassare il successo delle aziende americane e aveva incaricato lo U.S. Trade Representative di riaprire le indagini sulle digital tax adottate da diversi Paesi.
Paesi coinvolti nelle indagini sui servizi digitali
Le indagini vengono indicate per Austria, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Turchia e India. La fonte ricorda che tali verifiche erano state avviate durante il primo mandato di Trump.
Un passaggio rilevante del percorso descritto riguarda il congelamento: le indagini erano state bloccate nel 2021 per lasciare spazio ai negoziati Ocse sulla riforma della tassazione internazionale delle multinazionali. Con il venir meno del primo pilastro dell’accordo e con il ritiro degli Stati Uniti da quel percorso, Washington risulterebbe pronta a usare la leva commerciale come strumento di pressione nei confronti dei Paesi che continuano ad applicare imposte sui servizi digitali.
personaggi citati: trump, meloni
- Donald Trump
- Giorgia Meloni
