Accordo Trump Iran per fine guerra e riapertura Hormuz: nodo nucleare in primo piano

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Accordo Trump Iran per fine guerra e riapertura Hormuz: nodo nucleare in primo piano

Un momento decisivo prende forma a Versailles: il presidente degli Stati Uniti firma una copia dell’accordo con l’Iran per porre fine a una guerra e avviare un percorso strutturato verso la cessazione delle ostilità e la gestione dei nodi strategici, con risvolti immediati su operazioni militari, transito marittimo e quadro nucleare. Il documento, presentato come memorandum d’intesa, viene accompagnato da dichiarazioni pubbliche e da una scansione temporale delle misure previste, delineando un insieme di impegni reciproci tra Washington e Teheran.

accordo usa iran: firma a versailles e avvio del percorso di pace

La firma del presidente americano avviene a margine del G7 mentre è a tavola a Versailles con Macron. La comunicazione ufficiale rende noto anche un video che mostra il tycoon seduto a tavola con Emmanuel Macron e Brigitte. Nel corso della sequenza, vengono richiamate le valutazioni del presidente francese, che celebra l’esito definendolo un passaggio centrale, con l’espressione "bravo, ottimo lavoro".

Il memorandum d’intesa, collegato all’intesa formalizzata a margine del vertice, mira a mettere fine al conflitto avviato il 28 febbraio. Come indicazione di primo impatto, viene previsto che l’Iran riapra subito lo stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti revochino immediatamente il blocco navale. Sul fronte nucleare, Teheran dichiara che non acquisirà né svilupperà armi nucleari, con una gestione dell’uranio arricchito basata su un meccanismo concordato tra i due Paesi.

Durante la fase di transizione, l’Iran mantiene l’attuale status quo del programma nucleare, mentre gli Stati Uniti non introducono nuove sanzioni e non schierano ulteriori forze nella regione. Trump definisce l’intesa come "un muro contro le armi nucleari".

memorandum d’intesa di islamabad: documento in 14 punti e obiettivi principali

L’accordo tra Iran e Stati Uniti viene descritto come un documento in 14 punti che stabilisce disposizioni per la riapertura dello stretto di Hormuz, l’allentamento di alcune restrizioni finanziarie sull’Iran e le modalità di gestione del programma nucleare iraniano in vista di prossimi colloqui tecnici.

Il titolo ufficiale del testo diffuso dagli Stati Uniti è "memorandum d’intesa di islamabad tra gli stati uniti d’america e la repubblica islamica dell’iran", mentre il presidente americano lo ha ribattezzato con la formula "il mio accordo", associata alla definizione "un muro contro le armi nucleari".

cessazione delle operazioni militari e impegni di non aggressione

Nel testo compare l’impegno a dichiarare cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano. Gli Stati Uniti e l’Iran si assumono anche l’obbligo di non avviare guerra o operazioni militari l’uno contro l’altro, di astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza e di garantire integrità territoriale e sovranità del Libano. L’accordo finale conferma la cessazione permanente su tutti i fronti e le altre disposizioni indicate nel paragrafo.

negoziato per l’accordo finale entro termini definiti

Il memorandum prevede che Stati Uniti e Iran si impegnino a negoziare e a raggiungere un accordo finale entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.

blocco navale, rimozione delle restrizioni operative e status del traffico

Subito dopo la firma, gli Stati Uniti iniziano la rimozione del blocco navale e di ogni disturbo o impedimento nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran. Il blocco navale viene previsto come cessato entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico navale deve essere proporzionale ai livelli prebellici ripristinati dall’Iran.

Parallelamente, gli Stati Uniti si impegnano a ritirare le proprie forze dalle vicinanze dell’Iran entro 30 giorni dalla stipula dell’accordo definitivo. Per garantire continuità ai collegamenti marittimi, l’Iran si impegna inoltre a garantire il transito sicuro e gratuito delle navi commerciali per 60 giorni dal Golfo Persico al Mar d’Oman e viceversa.

operazioni di sminamento e dialogo con Oman

Il traffico delle navi commerciali inizia immediatamente, tenendo conto della rimozione degli ostacoli tecnici e militari. È previsto che l’Iran avvii le operazioni di sminamento entro 30 giorni. In parallelo, Teheran avvia un dialogo con il Sultanato dell’Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello stretto, in accordo con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico e nel rispetto del diritto internazionale vigente e dei diritti sovrani degli Stati costieri.

ricostruzione economica, sanzioni e quadro nucleare

Il memorandum include anche una componente economica: gli Stati Uniti, con i partner regionali, devono elaborare un piano definitivo di ricostruzione e sviluppo economico dell’Iran del valore di almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione viene definito nell’ambito dell’accordo finale entro 60 giorni, con l’indicazione che tutte le licenze, deroghe e autorizzazioni necessarie per le transazioni finanziarie siano concesse dagli Stati Uniti.

fine delle sanzioni e calendario di riduzione

Un punto chiave riguarda la cessazione delle sanzioni: gli Stati Uniti si impegnano a porre fine a tutte le tipologie di sanzioni contro la Repubblica islamica dell’Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, del Consiglio dei governatori dell’Aiea e le sanzioni unilaterali statunitensi, sia primarie sia secondarie. La riduzione segue un calendario concordato nell’ambito dell’accordo finale. Le parti riconoscono la rilevanza della cessazione e dichiarano l’intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati.

uranio arricchito, stoccaggio e diluizione sotto supervisione

Nel capitolo nucleare, l’Iran ribadisce che non si procurerà né svilupperà armi nucleari. Le due parti concordano anche di risolvere lo smaltimento del materiale arricchito stoccato tramite un meccanismo concordato tra i Paesi, in conformità con il calendario richiamato. La metodologia indicata include una diluizione in loco sotto la supervisione dell’Aiea.

È prevista inoltre la discussione sull’arricchimento e su altre questioni correlate alle esigenze nucleari dell’Iran, sulla base di un quadro da concordare nell’accordo finale, che confermerà le disposizioni del paragrafo. Nel testo le parti esprimono l’intenzione di affrontare rapidamente i temi nucleari nei negoziati per arrivare a un’intesa reciproca.

status quo durante la fase transitoria e misure economiche legate al petrolio

Fino alla conclusione dell’accordo definitivo, Stati Uniti e Iran concordano di mantenere lo status quo: l’Iran mantiene l’attuale configurazione del programma nucleare e gli Stati Uniti non impongono nuove sanzioni né dispiegano ulteriori forze nella regione.

Il memorandum stabilisce anche deroghe per l’esportazione di petrolio greggio, prodotti petroliferi e derivati, insieme ai relativi servizi, comprese le transazioni bancarie. Tali deroghe sono previste immediatamente dopo la firma e fino alla cessazione delle sanzioni.

protagonisti presenti a versailles e figure citate nel materiale

La formalizzazione dell’accordo viene collegata a una scena istituzionale a Versailles e a comunicazioni pubbliche da parte dei soggetti coinvolti.

  • Donald Trump
  • Emmanuel Macron
  • Brigitte Macron
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