Accordi e rispetto nel nato: stoccata di crosetto su chi deve restare e chi uscire

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Accordi e rispetto nel nato: stoccata di crosetto su chi deve restare e chi uscire

Alla Ministeriale Nato di Bruxelles il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito un principio centrale: se l’Italia sceglie di stare in un’alleanza militare, vanno rispettati gli impegni con gli alleati. Il messaggio è stato accompagnato da indicazioni precise sul percorso finanziario, sul significato della Nato come alleanza difensiva e sulle ricadute operative legate al ruolo crescente degli europei nella sicurezza comune.

nato e impegni: nessuna alternativa al percorso concordato

Secondo Crosetto, il rispetto degli obiettivi fissati dall’Alleanza non è un tema negoziabile nel breve periodo. L’impostazione presentata è netta: l’urgenza non riguarda l’adempimento in tempi ristretti, ma la continuità di un impegno definito fino al 2035. Il ministro ha sottolineato che, per far parte dell’alleanza, l’impegno deve essere mantenuto.

La posizione delineata esclude l’idea di un aumento immediato come risposta istantanea. Il percorso, invece, viene descritto come già stabilito, con modalità differenti per ciascun Paese in base a tempi e difficoltà. In parallelo, viene indicata un’alternativa che viene considerata più complessa: il ritorno a una dimensione nazionale della sicurezza, con livelli di spesa molto più elevati per garantire la difesa autonoma.

nato non è “un club di amici”: alleanza difensiva e responsabilità

Nel corso dell’intervento, Crosetto ha chiarito la natura dell’Alleanza atlantica. La Nato viene definita non come un gruppo informale, ma come una alleanza militare difensiva che comporta obblighi e responsabilità per i Paesi membri.

Il ministro ha collegato la necessità di un cambio di passo allo scenario internazionale attuale, richiamando l’evoluzione del modo di intendere la Nato. La distinzione proposta riguarda il modello precedente basato su riduzioni della spesa e quello più recente che richiede un diverso livello di partecipazione, coerente con la richiesta di difesa collettiva.

spesa difesa italia: recupero immediato del piano e via verso il 2035

Per quanto riguarda l’Italia, Crosetto ha affermato che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è consapevole dell’esigenza di rispettare gli impegni presi dall’Italia sul finanziamento della difesa e della sicurezza. Il traguardo richiamato riguarda il percorso verso il 5% del Pil entro il 2035, descritto come una responsabilità nazionale da affrontare nei prossimi anni.

piano parlamentare e stop legato alla procedura di infrazione

Il ministro ha richiamato il piano di aumento delle spese per la Difesa approvato dal Parlamento lo scorso anno. L’impianto viene presentato come credibile in quanto finalizzato a raggiungere gli impegni assunti. È stato indicato, però, un rallentamento nel corso dell’anno dovuto alla mancata uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo.

Il piano citato prevede, per la sequenza indicata, un incremento dello 0,15% quest’anno, 0,15% quello successivo e 0,20% quello dopo. Il mancato avvio viene collegato all’“inciampo” della procedura di infrazione, con l’auspicio che la misura possa essere recuperata immediatamente. La ripresa viene collocata già da ottobre, nel bilancio ‘27, con l’affermazione che non sarebbe prevista alternativa, qualunque sia la maggioranza e la forza politica che guida il Paese.

safe e vincoli europei: scelta politica e lentezza decisionale

Crosetto ha menzionato anche la possibile utilizzazione dei prestiti europei Safe come strumento per sostenere gli investimenti nella difesa. Il ministro ha osservato che l’opzione avrebbe potuto rappresentare un canale ulteriore per aumentare la spesa, poiché finanziato dall’Unione Europea e non tramite debito italiano, ma ha indicato che si tratta di una scelta.

Il nodo principale, secondo l’impostazione riferita, resta il rapporto tra sicurezza e vincoli economici europei. Viene riportata una critica legata al fatto che, da almeno tre anni e mezzo a quattro, viene sottolineata la difficoltà derivante dal mancato completo superamento dei vincoli sulle spese belliche. La lentezza attribuita all’Europa nelle decisioni strategiche viene indicata come fattore che ha contribuito alla situazione descritta.

basi italiane e rapporto con gli stati uniti: utilizzo conforme ai trattati

Il ministro ha fornito anche aggiornamenti sul rapporto con gli Stati Uniti e sull’utilizzo delle basi italiane. L’incontro con il segretario alla Guerra Usa Pete Hegseth viene descritto come positivo: “è andato benissimo”.

Sul fronte operativo, Crosetto ha dichiarato che le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati. È stato inoltre indicato che gli Stati Uniti non avrebbero espresso alcuna lamentela.

revisione della presenza americana in europa: percorso condiviso e sostituzione graduale

In tema di revisione della presenza statunitense in Europa, il ministro ha parlato di un percorso condiviso tra alleati. La logica indicata collega la revisione anche all’esigenza per gli europei di capire come si organizzerà la Nato.

È stato riportato che sugli assetti è già stata comunicata una riduzione, mentre tali assetti verrebbero compensati dagli altri alleati. Il punto di arrivo viene descritto come chiaro: una Nato in cui, per la parte europea, si dipenderà sempre di più dagli europei.

La sostituzione graduale viene collegata alla capacità degli europei di prendere in carico le funzioni necessarie: le truppe americane dovrebbero uscire man mano che le truppe europee saranno in grado di sostituirle. Crosetto ha poi richiamato l’attesa delle proposte successive alla revisione e la possibilità di discutere la fase di cambiamento nell’ambito dell’alleanza. Il percorso viene presentato come condivisibile anche alla luce di quanto dichiarato da Boris Pistorius, con la conclusione secondo cui gli americani sarebbero disposti a un cammino condiviso.

personaggi citati

  • Guido Crosetto, ministro della Difesa
  • Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia
  • Pete Hegseth, segretario alla Guerra Usa
  • Boris Pistorius
Categorie: NewsPolitica

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