59% degli israeliani: Netanyahu deve lasciare la politica

• Pubblicato il • 4 min
59% degli israeliani: Netanyahu deve lasciare la politica

Entro il 27 ottobre Israele si prepara a un voto decisivo per la traiettoria del Paese. Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, dopo le accuse legate al comportamento delle forze israeliane a Gaza, dopo gli attacchi attribuiti a Tel Aviv contro Stati sovrani del Medio Oriente e dopo l’espansione dell’occupazione illegale di nuovi territori, il risultato elettorale diventa un passaggio che non riguarda soltanto la politica interna. Il punto centrale è la scelta della direzione strategica: radicalismo sionista oppure ritorno al diritto internazionale con avvio di un dialogo con i vicini e con il popolo palestinese.

elezioni israeliane 27 ottobre e bivio politico per il futuro del paese

Il voto previsto per il 27 ottobre viene descritto come uno dei momenti più rilevanti della storia recente israeliana. Il confronto riguarda la prosecuzione di una linea politica che ha trovato nel governo Netanyahu la sua espressione più marcata oppure l’adozione di un orientamento differente, basato su un richiamo al diritto internazionale e su una maggiore apertura al confronto con i vicini.

La valutazione dell’opinione pubblica, secondo i sondaggi elettorali diffusi da Channel 12, indica una bocciatura della gestione del primo ministro, che viene percepita dalla maggioranza come inadeguata rispetto alle sfide del periodo.

sondaggi channel 12: netanyahu bocciato dagli elettori

Stando ai dati riportati da Channel 12, la gestione di Benjamin Netanyahu raccoglie un giudizio negativo prevalente. Il 59% degli israeliani ritiene che Benjamin Netanyahu debba lasciare la politica e non ricandidarsi. Una quota più limitata, pari al 33%, sostiene invece la sua permanenza nella guida politica. Resta un 8% che si dichiara insicuro sulla scelta da compiere.

Il quadro non viene letto come un sostegno automatico a chi si oppone alla ricandidatura per ragioni esclusivamente contrarie al radicalismo. Quando è stato chiesto agli intervistati chi dovrebbe diventare il successore alla guida del Likud, sono emersi diversi nomi, con percentuali che indicano una distribuzione significativa delle preferenze.

successore likely likud: nomi e percentuali nei sondaggi

Tra le figure emerse nel sondaggio:

  • 18% indica Nir Barkat, attuale ministro dell’Economia.
  • 9% sceglie Yariv Levin, ministro della Giustizia.
  • 7% si concentra su Israel Katz, titolare della Difesa.
  • 6% preferisce Amir Ohana, presidente della Knesset.

fattori elettorali per netanyahu: responsabilità e dossier giudiziari

La pressione politica su Netanyahu viene collegata a più elementi. Oltre alle responsabilità associate all’attacco subito il 7 ottobre 2023, restano in sospeso anche vicende giudiziarie che coinvolgono l’attuale premier. In relazione a tali sviluppi, nei mesi precedenti era stata evocata anche la possibilità di una grazia da parte del presidente Isaac Herzog.

In questo contesto, il passaggio elettorale viene presentato come un momento in cui le scelte politiche e le ricadute personali dell’attuale guida si intrecciano con l’immagine complessiva del Paese e con la percezione interna dell’orientamento strategico.

sostegno degli stati uniti e pressione per un governo non estremo

Un altro elemento considerato potenzialmente determinante riguarda il sostegno statunitense. Secondo quanto riferito ancora da Channel 12, funzionari dell’amministrazione americana avrebbero preso contatti con le opposizioni in vista delle prossime elezioni. L’obiettivo riportato è quello di favorire la formazione di un esecutivo che non sia più sottoposto al ricatto esercitato da formazioni considerate estreme, indicate come Otzma Yehudit, legata al ministro Itamar Ben-Gvir, e il Partito Sionista Religioso, guidato da Bezalel Smotrich.

La volontà attribuita a Washington sarebbe di mettere alla guida del Paese un governo di destra, probabilmente guidato dalla coppia Yair Lapid–Naftali Bennett, già protagonista di un mandato di appena un anno tra il 2021 e il 2022, sostenuto soltanto da partiti non estremisti.

ultradestra e ripercussioni internazionali: reputazione e diritti

La svolta verso l’ultradestra viene associata a una serie di conseguenze: peggioramento del rispetto dei diritti umani, aumento dell’aggressività contro la popolazione palestinese, irrigidimento dei rapporti con opposizioni interne, con i media e con i Paesi confinanti. Nel quadro delineato, tali dinamiche avrebbero contribuito anche a minare la reputazione internazionale di Israele.

Il danno reputazionale viene indicato come un aspetto che i prossimi esecutivi dovranno provare a riparare nel più breve tempo possibile.

figure politiche citate nei sondaggi e nelle ipotesi di governo

Tra i nominativi richiamati per possibili ruoli politici e per la composizione dell’area di riferimento delle forze in campo risultano presenti le seguenti personalità:

  • Benjamin Netanyahu
  • Nir Barkat
  • Yariv Levin
  • Israel Katz
  • Amir Ohana
  • Isaac Herzog
  • Itamar Ben-Gvir
  • Bezalel Smotrich
  • Yair Lapid
  • Naftali Bennett
Israele contro la ricandidatura di Netanyahu: il 59% pensa che debba lasciare la politica. “Usa già in contatto con le opposizioni”
Categorie: NewsPolitica

Per te