Zio bro scappa negli usa: magyar dice no ai criminali rifugiati in ungheria
La vicenda giudiziaria che coinvolge Zbigniew Ziobro si è spostata rapidamente oltre i confini europei, trasformandosi in una nuova fase che coinvolge Polonia, Ungheria e Stati Uniti. Ricercato nel proprio Paese e rifugiatosi in passato in Ungheria, l’ex ministro della Giustizia polacco si trova ora negli Stati Uniti, dove sarebbe arrivato di recente. Le accuse a suo carico includono abuso di potere, coordinamento di attività legate alla criminalità organizzata e deviazione di fondi destinati alle vittime della criminalità per l’acquisto di sistemi di sorveglianza.
zbigniew ziobro ricercato e accuse fino a 25 anni
Zbigniew Ziobro è indicato come soggetto ricercato in Polonia e viene accusato di aver coordinato attività della criminalità organizzata. Nella stessa contestazione rientra anche l’ipotesi di aver stornato fondi destinati alle vittime della criminalità con lo scopo di finanziare l’acquisto di sistemi spia israeliani Pegasus.
In caso di condanna, la pena ipotizzata può arrivare fino a 25 anni di carcere, in relazione alle accuse formalizzate contro di lui. L’insieme delle contestazioni comprende anche un’ulteriore ipotesi di abuso di potere, come riportato nel quadro delle imputazioni.
un rifugio in ungheria e il cambio di scenario politico
Negli sviluppi precedenti, a Budapest era stato concesso asilo a Ziobro lo scorso anno. La svolta arriva però con l’insediamento del nuovo premier ungherese Peter Magyar, che aveva preannunciato già prima della nomina che l’Ungheria non avrebbe più offerto protezione a persone ricercate in altri Paesi.
Nel giorno immediatamente successivo alla vittoria elettorale, Magyar aveva ribadito che l’Ungheria non avrebbe continuato ad accogliere figure ricercate sul piano internazionale. Nella dichiarazione erano citati esplicitamente Ziobro e anche il suo ex vice Marcin Romanowski, a sua volta accusato di appropriazione indebita di quasi 40mila euro.
ziobro negli stati uniti dopo il ritiro di documenti polacchi
Ziobro avrebbe lasciato la protezione ungherese e si sarebbe diretto negli Stati Uniti. In un’intervista a Republika, ha dichiarato: “Sono negli Stati Uniti. Sono arrivato ieri”.
Resta però da chiarire come l’ex ministro della Giustizia polacco sia riuscito a entrare negli Stati Uniti, poiché a suo carico, secondo quanto riportato, Varsavia avrebbe revocato da tempo i passaporti polacco e diplomatico. La questione dell’ingresso senza documenti validi costituisce un elemento centrale per comprendere le basi legali dell’arrivo.
polonia verso richieste formali di informazioni ed eventuale estradizione
Le autorità polacche intendono muoversi sul piano formale. La Polonia ha annunciato che contatterà Stati Uniti e Ungheria per chiedere su quali basi legali Ziobro sarebbe riuscito a entrare negli Stati Uniti.
Dopo l’intervento preventivo del ministero, il ministro della Giustizia polacco Waldemar Zurek ha indicato anche l’obiettivo di perseguire il processo in Polonia. In particolare, ha affermato che Varsavia chiederà l’estradizione qualora la presenza di Ziobro negli Stati Uniti venisse confermata.
richiesta di comparizione davanti alla giustizia polacca
Il messaggio delle autorità polacche mira a garantire che i procedimenti in corso possano proseguire. L’impostazione dichiarata è quella di assicurare che Ziobro e anche Marcin Romanowski compaiano di fronte alla giustizia in Polonia, attraverso i passaggi necessari sul piano diplomatico e giudiziario.
personaggi coinvolti nella vicenda
- Zbigniew Ziobro
- Peter Magyar
- Viktor Orban
- Marcin Romanowski
- Waldemar Zurek
