Zerocalcare al salone del libro di torino g8 di genova non lo archivierò mai

• Pubblicato il • 4 min
Zerocalcare al salone del libro di torino g8 di genova non lo archivierò mai

Genova, per una generazione nata dopo i fatti e cresciuta guardando lontano, può significare molte cose. Per Zerocalcare, invece, l’associazione è immediata: G8, Diaz e Bolzaneto restano agganci che non si staccano. A distanza di 25 anni dal controvertice del 2001, il fumettista torna su quelle vicende rispondendo a una studentessa durante il Salone del Libro di Torino, mentre presenta la nuova serie animata “Due spicci” in arrivo su Netflix dal 27 maggio.

zerocalcare, diaz e bolzaneto: il richiamo del g8 non si spegne

Il confronto parte da un punto concreto: la studentessa racconta che, nella vita quotidiana dell’istituto genovese noto per il massacro avvenuto nel 2001, quella storia non è diventata memoria condivisa. Alla curiosità sul contesto della Diaz, durante la spiegazione in classe, la risposta evocata è stata inattesa: qualcuno pensava che nella scuola fosse accaduto un terremoto. Nel racconto, il divario tra i fatti e la loro conoscenza collettiva emerge con chiarezza.

Zerocalcare ripercorre il raid notturno alla Diaz, i manifestanti picchiati mentre dormivano nei sacchi a pelo, le fasi successive legate a Bolzaneto e le ore di violenze che ne seguono. La sua posizione è netta: non esiste un prodotto suo in cui il G8 non sia richiamato, anche solo attraverso riferimenti. Il racconto include anche un passaggio personale sul lavoro creativo: convinto che la questione fosse ormai chiusa, con processi e persone che rischiano il carcere sullo sfondo dopo il no francese all’estradizione di Vincenzo Vecchi, la riapertura arriva con una nuova richiesta editoriale.

nessun rimorso e la riapertura della ferita: “un groppo alla gola”

Dopo la richiesta di una copertina alternativa per “Nessun rimorso”, Zerocalcare descrive l’effetto immediato del rientro nelle immagini e nei passaggi legati a quei fatti: riprendendo a lavorare, torna un “groppo alla gola”. La chiusura del ragionamento è ancora più determinata: probabilmente quella parte non verrà mai archiviata.

due spicci: episodi, trama e ritorno di armadillo

Accanto al tema storico, la presenza al Salone del Libro di Torino serve anche a mettere in luce l’impostazione narrativa della nuova produzione. “Due spicci” è una serie animata composta da otto episodi, prodotta da Movimenti Production in collaborazione con BAO Publishing. La storia segue Zero e Cinghiale nella gestione di un piccolo locale, tra difficoltà economiche, debiti, responsabilità rimandate e un equilibrio personale che tende a complicarsi.

Nella struttura del racconto torna anche l’Armadillo, con la voce di Valerio Mastandrea. Il tono della serie viene descritto come crepuscolare, legato a un periodo esistenziale particolare: Zerocalcare collega direttamente il colore dell’opera al proprio momento di vita, in cui l’andamento complessivo appare un po’ così.

titolo “due spicci”: buffi e responsabilità da gestire o evitare

Il titolo non viene scelto personalmente da Zerocalcare, ma viene motivato come concetto capace di reggere la trama. “Due spicci” rimanda ai “buffi”, ossia ai debiti, e a due spicci di responsabilità: quella che i personaggi scelgono di prendersi, e quella che, invece, cercano di evitare.

valori collettivi, crescita e conclusione meno consolatoria

Il passaggio tra serie precedenti e nuova stagione viene inserito in un percorso. Dopo “Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”, questa terza serie su Netflix viene presentata come un elemento capace di chiudere un cerchio. Nel ragionamento di Zerocalcare emergono i valori legati alla collettività: l’idea che nessuno si salva da solo è indicata come un riferimento forte, mentre l’età adulta porta con sé una constatazione diversa.

Arrivati a 40 anni, si scopre che stare insieme, mantenere relazioni di amicizia e non restare soli può risultare a volte insufficiente. La serie viene descritta come meno consolatoria e come un bagno di realtà, con un elemento esplicito: a volte il lieto fine non ci sta.

Alla domanda di Giorgia Fumo su cosa accadrà “dopo”, Zerocalcare risponde senza piani definiti: “Non ne ho idea”.

ospiti e figure citate nel confronto

  • Giorgia Fumo
  • Vincenzo Vecchi
  • Valerio Mastandrea (voce dell’Armadillo)
  • Zero
  • Cinghiale
  • L’Armadillo
“Non è la Russia a manipolare gli italiani. È l’Italia stessa. Meloni, Crosetto e Tajani devono fingere di essere liberi e indipendenti”: così Orsini al Salone del Libro di Torino
Il ministro Giuli arriva con 40 minuti di ritardo all’incontro al Salone del Libro e la sala protesta: “Bastava Cacciari”, “Maleducato” – VIDEO
Verranno a chiederti di Fabrizo De André. Un dialogo tra Andrea Scanzi, Luca De Gennaro e Claudia Rossi

Per te