WeWorld festival milano: tre giorni di diritti e cultura

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WeWorld festival milano: tre giorni di diritti e cultura

Il WeWorld Festival Milano torna con la sua sedicesima edizione, scegliendo un titolo capace di orientare il dibattito: “Unite e Plurali — meglio parlarne prima che mai”. L’iniziativa si presenta come un invito concreto ad abitare le differenze senza paura, trasformandole in risorse per dialogo, consapevolezza e cambiamento collettivo. Dal 16 al 18 maggio, gli spazi di BASE Milano diventano un luogo in cui arte, attivismo, giornalismo e partecipazione si intrecciano per affrontare temi urgenti e vicini al presente.

weworld festival milano 2026: un’idea politica attraverso cultura e partecipazione

Il Festival conferma la propria identità come spazio non riducibile a semplice rassegna culturale. L’impianto dell’iniziativa mette al centro diritti, relazioni e rappresentazione, costruendo un contesto in cui il confronto assume una dimensione operativa e collettiva. Il programma affronta questioni legate a parità di genere, corpi, periferie, nuove maschilità, educazione affettiva e modelli di potere, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni. Le ragazze e i ragazzi sono considerati protagonisti attivi nella ridefinizione di linguaggi e relazioni contemporanee.

unite e plurali: il significato del messaggio al centro del festival

Il titolo funziona come cornice interpretativa di tutto il percorso. Greta Nicolini, direttrice del WeWorld Festival Milano, presenta “Unite e Plurali” come un richiamo a riconoscere che nessuna conquista è esclusivamente individuale: le lotte delle une si collegano alle lotte di tutte, soprattutto in un contesto attraversato da polarizzazioni, tensioni sociali e nuovi linguaggi d’odio. Questo orientamento rende il Festival un luogo in cui la discussione diventa occasione per far emergere connessioni, responsabilità condivise e strumenti di comprensione reciproca.

report her future at risk – palestina: conferenza di apertura e temi chiave

Ad aprire la programmazione è stata la presentazione del report “Her Future at Risk – Palestina”, avvenuta l’11 maggio presso Casa delle Donne. La ricerca WeWorld analizza l’impatto del conflitto su donne e ragazze palestinesi, evidenziando accesso limitato ai servizi essenziali, violenza di genere e perdita di opportunità. Accanto alle vulnerabilità, il racconto mette in evidenza anche resilienza e leadership femminile nei contesti di crisi. Durante la serata sono intervenuti, tra gli altri, Daria Bignardi e Martina Albini, coordinatrice del Centro Studi WeWorld.

programma del weworld festival milano: voci culturali e percorsi tra giornalismo e attivismo

Il Festival mette insieme figure del panorama culturale italiano in un mosaico di esperienze che attraversa giornalismo, cooperazione, arte e attivismo, con l’obiettivo di leggere il presente senza semplificazioni. Tra i nomi presenti nel percorso compaiono Lidia Ravera, Sara Zambotti, Alex Majoli, Jhonatan Bazzi, Azzurra Rinaldi, Pegah Moshir Pour e Alessia Nobile. La costruzione del programma valorizza un approccio plurale, capace di intrecciare narrazioni, competenze e prospettive diverse.

ottant’anni dal voto alle donne: incontro su memoria, economia e diritti

Un appuntamento rilevante è il confronto dedicato agli ottant’anni dal voto alle donne in Italia. Il dialogo vede la partecipazione di Pegah Moshir Pour, Darya Majidi, Anna Maria Tarantola e Chiara Gregori. Il focus integra memoria storica, elementi legati all’economia e questioni di diritti, interrogandosi sul significato di partecipare oggi in modo pieno alla democrazia.

nuove maschilità e modelli di potere: talk su patriarcato e relazioni

Grande attenzione è dedicata alle nuove maschilità e ai modelli di potere. Nel talk con Azzurra Rinaldi si confrontano la community Mica Macho e Claudia De Lillo su patriarcato, relazioni e dialogo con i più giovani. L’obiettivo del confronto è cercare nuovi linguaggi capaci di coinvolgere ragazze e ragazzi in un cambiamento condiviso.

performance, cinema e attivazione culturale: appuntamenti tra letture e teatro

Accanto ai dibattiti, il Festival propone performance, cinema e momenti di attivazione culturale, con una programmazione che affianca alla dimensione discorsiva anche la componente espressiva. Tra gli appuntamenti più attesi figura il reading “Letters from Gaza”, di e con Lidia Ravera, costruito a partire dalle testimonianze raccolte nei progetti WeWorld nella Striscia di Gaza. Il cartellone include anche il teatro con “Il cuore inverso” di Nando Vitali, dedicato alla storia di una giovane staffetta partigiana.

rassegna cinematografica e temi di adolescenza, guerra e diritti umani

Il Festival prevede una rassegna cinematografica che attraversa adolescenza, guerra e diritti umani, in linea con l’impostazione generale dell’iniziativa: mettere in relazione contenuti culturali e contenuti civili, valorizzando sguardi capaci di leggere le conseguenze delle crisi sulla vita delle persone.

benessere, famiglie e accessibilità: yoga, affettività e spazio gioco gratuito

Il programma include attività dedicate al benessere e alle famiglie. Sono previste sessioni di yoga, laboratori sull’affettività per bambine e bambini, oltre a uno spazio gioco gratuito gestito dalle educatrici di WeWorld. La proposta mira a rendere il Festival aperto e accessibile a tutte e tutti, integrando momenti pensati per diverse età.

mostre fotografiche weworld festival milano: periferie, desideri e lotta alle discriminazioni

La fotografia assume un ruolo centrale grazie a due mostre. “Dentro le periferie”, firmata da Alex Majoli insieme ad altri fotografi, offre uno sguardo sulle periferie italiane e sulle storie delle ragazze coinvolte nei progetti WeWorld. L’altra esposizione, “Dream Big”, raccoglie immagini e testimonianze realizzate da adolescenti in Kenya, concentrandosi sui temi della parità di genere e della lotta alle discriminazioni.

weworld festival milano: un luogo in cui l’inclusione viene costruita

Il WeWorld Festival Milano si conferma come un appuntamento originale nel panorama culturale italiano, in cui il confronto diventa pratica collettiva e l’inclusione non resta confinata alla narrazione, ma viene costruita attraverso incontri, linguaggi e attività. Il percorso richiama l’urgenza di alcune conversazioni che non possono essere rimandate, mantenendo al centro la volontà di unire e dare spazio alle differenze come strumenti di trasformazione.

ospiti e partecipanti citati nel programma

  • Greta Nicolini
  • Daria Bignardi
  • Martina Albini
  • Lidia Ravera
  • Sara Zambotti
  • Alex Majoli
  • Jhonatan Bazzi
  • Azzurra Rinaldi
  • Pegah Moshir Pour
  • Alessia Nobile
  • Darya Majidi
  • Anna Maria Tarantola
  • Chiara Gregori
  • Claudia De Lillo
  • Nando Vitali
WeWorld Festival Milano 2026: tre giorni di dialogo, diritti e cultura per immaginare un futuro più inclusivo
Categorie: NewsPolitica

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