Vasco Rossi a Sanremo: cosa ha detto e perché potrebbe tornare sul palco

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Vasco Rossi a Sanremo: cosa ha detto e perché potrebbe tornare sul palco

Il rocker di Zocca si prepara alla data zero del tour estivo con una serie di dichiarazioni che spaziano dal rapporto con Sanremo fino al dibattito sul ruolo degli artisti in relazione alla guerra. A poche ore dall’avvio dello show allo stadio Romeo Neri di Rimini, Vasco Rossi torna a parlare del proprio legame con il Festival e, nello stesso tempo, chiarisce la posizione espressa attraverso la musica.

vasco rossi e sanremo: “non ho niente contro sanremo”

Alla domanda su un possibile ritorno sul palco di Sanremo, Vasco Rossi risponde con prudenza: non sa se accadrà, lasciando aperta l’eventualità. Nel merito, specifica di non avere alcuna contrarietà verso il Festival, anzi sottolinea quanto per lui rappresenti una manifestazione importante per l’Italia e per coloro che la vivono. Il suo punto di vista viene rafforzato dal ricordo personale: Sanremo è stato importantissimo anche da giovane, quando lo seguiva per intrattenimento.

Rossi aggiunge un riferimento diretto al modo in cui il Festival veniva percepito ai tempi: guardava Sanremo anche per “divertimento”, citando l’immagine di persone presenti allora definite “imbalsamate”. La riflessione serve a delineare un rapporto lungo e naturale, più che un distacco.

vasco rossi: “mi schiero con le mie canzoni” nel dibattito sulla guerra

Intervenendo nel confronto pubblico sul tema dello schierarsi, Vasco Rossi commenta anche le parole attribuite a Francesco De Gregori, che ha dichiarato di provare imbarazzo per chi rivolge appelli politici dal palco. Rossi replica facendo riferimento al proprio metodo comunicativo: parla con le proprie canzoni e sostiene che le canzoni parlano da sole. La scelta di campo, secondo la sua impostazione, avviene tramite la musica: si schiera tramite le canzoni.

Nel contesto, precisa anche il livello di rispetto verso De Gregori: rispetto per il pensiero espresso, perché ciascuno agisce secondo la propria coscienza. Rossi afferma inoltre che De Gregori avrebbe opinioni talvolta considerate molto personali, definendo quel modo di ragionare rispettabile. Per Rossi, non si tratta di affermazioni errate, ma di una prospettiva anche provocatoria dal punto di vista del cantautore.

de gregori, poeta e non politico: la lettura di vasco rossi

Vasco Rossi descrive De Gregori come poeta più che politico, aggiungendo che non farebbe discorsi mirati a ottenere consenso. L’interpretazione porta a una conclusione netta: secondo Rossi, i discorsi finalizzati a conquistare approvazione sono già presenti in misura sufficiente nel panorama pubblico.

la musica contro la guerra: “civili innocenti” e guerre moderne

La posizione di Vasco Rossi si concentra poi sul valore della musica come elemento di contrasto. Il messaggio viene sintetizzato con un’affermazione diretta: la musica è contro la guerra. In quest’ottica, se c’è musica non c’è guerra, collegando arte e poesia a un orientamento chiaro: la musica, intesa come forma culturale, viene indicata come chiaramente contraria alle guerre, in particolare alle guerre moderne.

Rossi pone l’attenzione sulle conseguenze umane: a soffrire sono sempre e soltanto le popolazioni civili innocenti. Il quadro viene ulteriormente dettagliato con una differenza rispetto al passato: oggi non muoiono più soltanto i soldati come una volta, ma muoiono persone normali, quindi civili senza colpa. La responsabilità viene ricondotta a logiche di profitto: guerre che servirebbero solo ad arricchire, con un richiamo all’idea di potenze enormi che tornano a pratiche descritte come “legge della giungla”.

La narrazione si chiude con un’immagine di impotenza collettiva: Rossi racconta di trovarsi ad assistere, attonito, a uno “spettacolo spaventoso”, esprimendo la percezione di una spartizione del mondo “a morsi”.

amore, musica e felicità collettiva: cosa scandalizza vasco rossi

Nel quadro delle dichiarazioni, Rossi indica anche ciò che lo scandalizzerebbe di più in questi tempi. La risposta concentra la parte emotiva del messaggio: l’amore, la musica e il fatto di trovarsi insieme, uniti, nel provare una “scandalosa e sana felicità collettiva”. Il passaggio lega la dimensione civile e umana alla dimensione artistica, come filo conduttore tra i temi trattati.

nomi citati nelle dichiarazioni

  • Vasco Rossi
  • Francesco De Gregori

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