Usa tregua di 60 giorni: cosa prevede la bozza e le ricadute per il Libano

• Pubblicato il • 5 min
Usa tregua di 60 giorni: cosa prevede la bozza e le ricadute per il Libano

Un possibile scambio diplomatico tra Iran e Stati Uniti prende forma attraverso una bozza di memorandum d’intesa: al centro ci sono una tregua di 60 giorni, la riapertura dello stretto di Hormuz senza pedaggi e un percorso legato allo sblocco di beni congelati e a deroghe sanzionistiche. Parallelamente, emergono indicazioni su un possibile arresto del conflitto in Libano e, sul versante nucleare, continuano a intrecciarsi segnali contrastanti tra indiscrezioni e smentite.

accordo Iran-stati uniti: memorandum da 60 giorni e tregua operativa

Secondo quanto riportato, entrambe le parti firmerebbero un memorandum d’intesa (Mou) della durata di 60 giorni, con possibilità di proroga di comune accordo. Nel periodo previsto, lo stretto di Hormuz sarebbe aperto senza pedaggi e l’Iran accetterebbe di bonificare lo stretto dalle mine.

In cambio, gli Stati Uniti dovrebbero revocare il blocco dei porti iraniani e concedere alcune deroghe alle sanzioni, così da consentire all’Iran di vendere liberamente il petrolio. La dinamica risulta vincolata a tempistiche e condizioni: da un lato, l’Iran avrebbe chiesto lo sblocco immediato dei fondi e una revoca permanente delle sanzioni; dall’altro, gli Stati Uniti avrebbero indicato che tali passi avverrebbero solo dopo concessioni concrete.

stretto di hormuz: riapertura senza pedaggi e bonifica dalle mine

La bozza attribuisce un ruolo centrale alla gestione dello stretto. Durante la finestra di 60 giorni, lo stretto di Hormuz dovrebbe risultare accessibile senza pedaggi. La controparte iraniana si impegnerebbe anche a bonificare l’area da mine, elemento presentato come condizione rilevante per garantire la riapertura.

sanzioni e fondi iraniani: negoziato durante la tregua con verifica nell’accordo finale

Nel quadro delineato, gli Stati Uniti accetterebbero di negoziare la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani nel corso dei 60 giorni. La realizzazione, però, sarebbe prevista soltanto nell’ambito di un accordo finale e l’effettiva applicazione dovrebbe risultare verificabile.

Un ulteriore dettaglio riportato indica che il memorandum porterebbe allo sblocco di 25 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all’estero, secondo quanto riferito da fonti richiamate dal New York Times.

questioni nucleari: impegni prospettati e ruolo delle concessioni

Le questioni nucleari restano oggetto di negoziazione. Il progetto di memorandum includerebbe l’impegno dell’Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari. La bozza contemplerebbe inoltre la negoziazione della sospensione del programma di arricchimento dell’uranio e la rimozione delle scorte di uranio altamente arricchito.

Secondo fonti citate, l’Iran avrebbe fornito agli Stati Uniti tramite mediatori impegni verbali sulla portata delle concessioni relative alla sospensione dell’arricchimento e alla rinuncia al materiale nucleare. Per parte statunitense, il negoziato conterrebbe l’idea di una progressione collegata all’adozione di misure concrete.

accordo sul nucleare: indiscrezioni del new york times e smentite teheran

Secondo il New York Times, nell’intesa in via di definizione Teheran si impegnerebbe a rinunciare alle scorte di uranio altamente arricchito e a sospendere l’arricchimento oltre il 3,6% per un periodo di dieci anni. La posizione iraniana, riportata da fonti locali, smentisce tali contenuti: sarebbero completamente false le notizie su un trasferimento dell’uranio all’estero o sulla sospensione oltre il 3,6% per un decennio.

Le autorità iraniane ribadiscono che l’assetto in discussione sarebbe finalizzato alla fine della guerra e non riguarderebbe il programma nucleare iraniano.

forze usa e durata della tregua: permanenza regionale e ritiro subordinato

Le forze statunitensi mobilitate negli ultimi mesi resterebbero nella regione per un periodo di 60 giorni. Il ritiro sarebbe previsto solo se venisse raggiunto un accordo definitivo, coerentemente con la logica per cui alcune misure sarebbero attivate soltanto dentro un quadro finale e verificabile.

libano e hezbollah: fine della guerra nella bozza e possibilità di risposta israeliana

La bozza attribuirebbe anche la fine della guerra tra Israele e Hezbollah in Libano. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe espresso preoccupazione per questa condizione durante una telefonata con Trump, secondo quanto riportato da un funzionario israeliano.

Nel quadro descritto, se Hezbollah tentasse di riarmarsi o di istigare attacchi, Israele sarebbe autorizzato ad agire con l’obiettivo di impedirlo, secondo quanto riferito dal funzionario statunitense.

posizione iraniana: nessun impegno sul nucleare e gestione dello stretto sotto controllo iraniano

Un’ulteriore lettura arriva da fonti iraniane collegate ai Pasdaran: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe sostenuto che i negoziati sul programma nucleare iraniano costituiscono una condizione imprescindibile per qualunque accordo, mentre in questa fase l’Iran sarebbe rimasto senza assunzione di impegni. Viene affermato che la questione nucleare non sarebbe stata oggetto di discussione durante i passaggi in corso.

Sullo stretto di Hormuz viene inoltre contestata la promessa di un ritorno alla situazione precedente: sulla base dell’ultimo testo scambiato, in caso di potenziale accordo lo stretto continuerebbe a essere sotto gestione iraniana. Le dichiarazioni attribuite a Trump sarebbero presentate come messaggi con finalità promozionali indirizzate al mercato mediatico interno statunitense, secondo la ricostruzione riportata.

personaggi e figure citate

Benjamin Netanyahu, Donald Trump.

Media: “L’accordo Iran-Usa prevede tregua di 60 giorni e Hormuz riaperto senza pedaggi”. Resta aperto il nodo del nucleare
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