Usa e boxe suarez palestre chiuse mesi momento buio ma ne usciremo a testa alta

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Usa e boxe suarez palestre chiuse  mesi momento buio ma ne usciremo a testa alta

Santiago Suarez, allenatore capo della Nazionale giovanile cubana di boxe, racconta un periodo di forte criticità per lo sport sull’isola. Il pugilato è una disciplina che, nel tempo, ha portato a Cuba risultati di rilievo e figure storiche, con una tradizione sportiva sostenuta da allenamenti e strutture dedicate. Oggi, però, palestra chiuse, problemi di energia e difficoltà logistiche stanno trasformando la routine quotidiana di atleti e tecnici.

boxe a cuba: allenamenti sospesi e palestre quasi inattive

La situazione attuale è descritta come complicata e strettamente collegata all’andamento generale del Paese. La palestra in cui Suarez svolge il proprio lavoro risulta chiusa da tre mesi, con l’attività praticamente sospesa. Nelle condizioni attuali, anche le strutture legate alle selezioni nazionali sarebbero quasi del tutto chiuse, a causa delle circostanze vissute da Cuba.

strutture statali e selezioni nazionali in chiusura

Un elemento centrale riguarda l’assetto delle sedi: a Cuba non sarebbero presenti palestre private, poiché le strutture risulterebbero di proprietà dello Stato. La conseguenza è una riduzione drastica delle possibilità di allenamento, soprattutto per i gruppi che fanno riferimento alle selezioni nazionali giovanili.

cause principali: petrolio, trasporti, elettricità e logistica

Le difficoltà che impediscono di proseguire l’attività vengono ricondotte principalmente alla questione del petrolio, indicata come una crisi che colpisce anche il resto del mondo. Accanto a questo, le ragioni della chiusura vengono collegate a trasporti, elettricità e logistica, fattori che incidono sull’organizzazione quotidiana e sulla continuità dell’allenamento.

pugilato cubano: blocco totale per le selezioni giovanili

La sospensione non riguarderebbe in egual misura tutte le attività. Per l’estero, infatti, l’allenamento continuerebbe: le figure di punta delle principali squadre avrebbero la possibilità di prepararsi fuori dal Paese, con modalità differenti a seconda dei casi. All’interno di Cuba, invece, la situazione per le selezioni nazionali giovanili si presenterebbe bloccata: l’allenamento non avverrebbe ormai da circa tre mesi.

allenatori e programmi: difficoltà a rispettare competizioni e percorsi

Dal punto di vista di un tecnico che ha vissuto la palestra come parte centrale della propria vita, il nodo principale riguarda l’impossibilità di rispettare programmi e competizioni pianificati. Nel caso specifico dei ragazzi della Nazionale, Suarez afferma di non avere avuto molta comunicazione di recente, rendendo difficile descrivere con precisione lo stato d’animo del gruppo.

paura del futuro e prospettive personali di Santiago Suarez

Suarez dichiara di non nutrire una paura particolare per il futuro. Riconosce che in questi mesi la mancanza di energia si fa sentire con maggiore intensità, ma afferma anche che, mettendo in campo sacrifici, un sostegno economico per moglie e figli non sarebbe mancato. La prospettiva sul piano esterno viene ricondotta a una convinzione: non ritiene che gli Stati Uniti possano intervenire militarmente.

resistere e superare le difficoltà

Alla domanda se il momento attuale rappresenti il più buio da decenni, Suarez risponde in modo affermativo sul piano della difficoltà. Pur riconoscendo la gravità della fase, indica la necessità di uscirne a testa alta, richiamando la capacità di resistenza e superamento mostrata da leader e popolo.

responsabilità della crisi: repressione e confinamento statunitense

La causa della crisi viene individuata principalmente in azioni attribuite agli Stati Uniti: Suarez parla della repressione e del confinamento contro il governo cubano. Pur esistendo Paesi disposti ad aiutare, viene spiegato che il blocco e le restrizioni imposte dagli Stati Uniti limiterebbero la possibilità di sostenere concretamente l’isola. Tra gli Stati menzionati compaiono Messico, Cina, Russia, Italia e altri, con la motivazione che molti preferirebbero evitare lo scontro con una delle potenze più grandi del mondo.

pianificazione futura: restare a cuba e lavorare tra difficoltà e impegno

Suarez indica l’intenzione di rimanere a Cuba per ora, pur specificando che il lavoro gli consente spesso di viaggiare all’estero. Questo, secondo quanto dichiarato, permetterebbe di garantire un livello di benessere maggiore alla propria famiglia. Nel quadro generale, il boxe viene descritto come una scuola di resilienza: uno sport duro che avrebbe insegnato ad affrontare le difficoltà sia dentro che fuori dal ring.

persone citate

  • Santiago Suarez
  • Teofilo Stevenson
Crisi Cuba-Usa, il maestro di boxe Suarez: “Le palestre chiuse da tre mesi. È un momento buio, ma ne usciremo a testa alta”
Categorie: Cronaca

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