Una destra terminale e una sinistra che rinasce analisi e risposta critica

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Una destra terminale e una sinistra che rinasce analisi e risposta critica

Un’idea centrale torna con insistenza nel dibattito politico contemporaneo: la pretesa di una contrapposizione netta tra schieramenti, presentata come se potesse ancora guidare con chiarezza le scelte collettive. Sullo sfondo, una lettura critica descrive però un’evoluzione profonda delle dinamiche democratiche, fino a rendere sempre più sfumate le differenze tra destra e sinistra e sempre meno credibili le narrazioni legate a una possibile “rinascita” di campo.

destra e sinistra: la retorica della “fase terminale”

L’affermazione attribuita a Pedro Sanchez in un meeting della sinistra-sinistra a Barcellona, secondo cui la destra mondiale entrerebbe in una fase terminale con possibile rinascita a sinistra, viene descritta come retorica comiziale. La critica muove dall’idea che l’intervento sia fondato su un’interpretazione delle dinamiche politiche ritenuta irreale.

La contestazione si concentra sul fatto che la divisione in due poli contrappostidestra e sinistra— avrebbe ormai perso capacità orientative. In questa prospettiva, lo schema della democrazia competitiva sarebbe diventato una semplice “segnaletica” che non rispecchia più i meccanismi reali con cui si muove la competizione per il consenso democratico.

schema della democrazia competitiva e analisi di marco revelli

La riflessione richiama quanto già sostenuto da Marco Revelli nel 1996 con il saggio Le due destre. Nel quadro evocato, lo spazio politico in Italia sarebbe occupato in forma prevalente da due tipologie di “destre”: una destra populista e plebiscitaria, definita fascistoide, e una destra tecnocratica ed elitaria, descritta come liberale.

La ricostruzione mantiene comunque il senso del ragionamento revelliano, con particolare attenzione al processo di omologazione del ceto di partito. L’idea centrale è che i partiti, invece di essere luoghi di distinzione reale tra programmi e visioni, finiscano per configurarsi come corporazioni orientate alla perpetuazione, sostenute da una logica che punta alla stabilità dell’ambiente politico necessario alla loro sopravvivenza.

elezioni come marketing e trasformazione del processo democratico

Un ulteriore riferimento porta a una descrizione della politica come campo simile all’ufficio marketing, in cui tecniche di manipolazione servono a vendere prodotti. L’idea sintetizza l’evoluzione della competizione elettorale: le elezioni diventano gare attorno ai marchi, con lo scopo principale di ridistribuire i pesi negli organigrammi pubblici.

gianni cuperlo e la difesa di una politica centrata sui cittadini

Nella lettura proposta, la pretesa di una politica “dalla parte dei cittadini” viene collegata a una necessità di posizionamento. Nel testo, tale atteggiamento viene associato a una componente di istinto di sopravvivenza e anche a un tentativo di giustificare una presenza percepita come marginale nel quadro politico descritto.

mutazione genetica della politica come professione

Il passaggio successivo descrive una mutazione genetica che, secondo la prospettiva delineata, annulla le differenze tra personale politico e tra la politica intesa come professione. Viene indicato come acceleratore il venir meno dell’identità a sinistra, connesso al passaggio dalla società industriale a quella post-industriale.

In tale contesto, vengono ricordate dinamiche che avrebbero emarginato il contropotere capace, fino all’ultimo quarto del Novecento, di contenere le pulsioni plutocratiche. Il testo attribuisce un ruolo cruciale a un referente primario delle politiche keynesiano-progressiste: il lavoro.

terza via e convergenza tra sinistra e destra

La ricostruzione collega l’adeguamento della sinistra alle scelte di posizionamento degli anni successivi a figure politiche come Blair e Clinton. Il ragionamento è presentato come un percorso in cui, dopo che con Reagan e Thatcher la finanza avrebbe “vinto”, il campo ritenuto corretto avrebbe richiesto di abbandonare i perdenti—indicati come i lavoratori—per migrare verso i vincitori, definiti come la ricchezza.

La “Terza Via” viene descritta come una truffa ideologica capace di rendere la “Sinistra alla moda” indistinguibile dalla “Destra padronale”. In questa narrazione, lo scenario sarebbe quello di una guerra civile sottotraccia, in cui i ricchi si contrapporrebbero ai poveri.

silvia salis e il posizionamento dei vincitori

Nel testo si riporta che Silvia Salis dichiarerebbe la necessità di una “sinistra vincente” schierata dalla parte dei Primi. A tale affermazione si collegano, secondo la stessa linea interpretativa, i tentativi di giustificare cedimenti come scelte obbligate mirate a salvare il salvabile.

collusioni, “cartello di bruxelles” e politica come rappresentazione

Lo scenario descritto riguarda l’Occidente, dove la politica viene presentata come appannaggio di collusioni tra grandi interessi e politicanti in carriera. La critica si concentra sulla centralità del particulare, con l’effetto di confondere lo spettatore, identificato come corpo elettorale.

La dinamica viene resa attraverso una lettura in cui lo scontro politico sarebbe spesso una pantomima parlamentare. Parallelamente, l’idea che l’Unione europea possa essere interpretata come un “cartello di Bruxelles” viene trattata come un dubbio percepito come “blasfemo” nel linguaggio delle narrazioni correnti.

Viene inoltre evocata una funzione di tavolo di mediazione, in cui i governanti si spartirebbero benefici tramite negoziazioni interminabili.

italia e “democrazia bloccata” dagli anni cinquanta

Per sostenere l’idea di un assetto post-democratico, il testo richiama l’Italia degli anni Cinquanta. In quel periodo, la condizione di “democrazia bloccata” viene indicata come elemento che avrebbe favorito il ricorso permanente a forme di negoziazione collusiva tra DC e PCI nelle commissioni parlamentari, considerate luoghi in cui si sarebbe prodotto una quota molto ampia dell’attività legislativa.

Da tale ricostruzione deriva la proposta di aggiornare la segnaletica della “politica reale”. Nel quadro evocato, la distinzione tradizionale tra destra e sinistra viene sostituita da una logica fondata su sopra—cioè chi occupa posizioni elevate—e sotto—ossia chi si trova ai margini del potere.

ricambio generazionale come possibile svolta

L’ultima parte del quadro descritto suggerisce che un cambiamento possa arrivare con un ricambio generazionale del ceto politico.

personaggi citati

  • Pedro Sanchez
  • Marco Revelli
  • Clolin Crouch
  • Silvia Salis
  • Gianni Cuperlo
  • Blair
  • Clinton
  • Reagan
  • Thatcher
Una Destra terminale e una Sinistra che rinasce? Mi permetto di dissentire da Sanchez
Categorie: Politica

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