Ue e Picierno: 87% percezione negativa secondo Socialcom e ruolo politico per avvicinare i cittadini
All’evento “L’Europa vista dagli italiani: speranze e incertezze sul Made in Europe” tenutosi a Bruxelles, la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno ha commentato i risultati di un sondaggio condotto da SocialCom e Italiavanti, lanciando una riflessione mirata sulle percezioni dei cittadini riguardo all’Unione Europea. Al centro del confronto sono emersi dati che indicano una larga quota di conversazioni con sentiment negativo e la necessità di comprendere le ragioni di questo scarto tra istituzioni e opinioni pubbliche.
sondaggio socialcom: conversazioni sull’unione europea e sentiment negativo
Durante l’iniziativa, Pina Picierno ha fatto riferimento a un’analisi basata su dati forniti da Social.com, descrivendo che l’87% delle conversazioni delle cittadine e dei cittadini europei sull’Unione Europea risulterebbe negativo. Il dato è stato presentato come particolarmente significativo, soprattutto per chi opera quotidianamente per ridurre la distanza tra istituzioni europee e cittadini.
La vicepresidente ha quindi posto una domanda centrale: perché emergono tali opinioni? Nel suo ragionamento ha sottolineato che la discussione deve avvenire anche considerando il contesto, citando la presenza di interferenze esterne e paesi terzi ostili con l’Unione Europea come possibile bersaglio.
perché cresce il giudizio negativo: mancanza di un’europa politica
Nel commento personale riportato nel corso dell’evento, la vicepresidente ha collegato la negatività soprattutto a una mancanza di un’Europa politica nel senso pieno del termine. È stata evocata un’immagine attribuita a De Gasperi: senza un elemento essenziale che dia “soffio vitale”, un corpo non cammina. In tale quadro, il “soffio vitale” viene identificato come l’anima dell’Europa, considerata indispensabile per entusiasmare i cittadini e renderli parte di un progetto condiviso.
Picierno ha evidenziato come, negli anni, l’impressione diffusa sia stata quella di aver smarrito quell’elemento capace di coinvolgere. Allo stesso tempo, ha segnalato un segnale di desiderio di Europa in contesti specifici: in particolare, in Ucraina, richiamando l’azione di ragazzi che espongono la bandiera dell’Europa come volontà di indicare il proprio futuro.
made in europe e cambio di percezione: quando il sentimento diventa positivo
La vicepresidente ha sostenuto che un cambio di sentiment possa verificarsi quando l’Europa viene percepita in modo diverso: l’ipotesi indicata è quella di un’Unione più democratica, più politica e capace di decidere efficacemente, sia a livello interno sia a livello internazionale. In questa prospettiva, l’impressione cambierebbe: gli italiani, secondo quanto riferito, smetterebbero di parlare dell’Unione come di una semplice macchina burocratica e inizierebbero a discutere di made in Europe.
Nel racconto presentato, il passaggio di linguaggio produce un rovesciamento del sentimento: il 66% diventa positivo, mentre per il 57% dei cittadini europei il sentimento risulta positivo. Questi numeri vengono letti come un messaggio politico che descrive un punto specifico: non emergerebbe un rifiuto dell’Europa in quanto tale, quanto piuttosto la percezione di un’Unione vista non come un aiuto, ma come un soggetto che finisce per complicare la vita.
direzione politica: unione democratica e risposta alle sfide del tempo
Il contributo si chiude con l’indicazione di una necessità di accelerazione e orientamento. Secondo quanto espresso, sarebbe giunto il momento di procedere insieme in modo spedito e coraggioso verso un’Europa davvero politica e un’Unione davvero democratica. Vengono richiamate la capacità di superare timidezze e incertezze