Trump torna a mani vuote: Xi non conferma nulla

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Trump torna  a mani vuote: Xi non conferma nulla

Il viaggio a Pechino del presidente degli Stati Uniti, accompagnato dai vertici delle maggiori corporation con una capitalizzazione superiore ai 1000 miliardi, si chiude con un bilancio poco rassicurante per i mercati. Dopo le due giornate di colloqui, Wall Street apre in territorio negativo e anche le Borse europee registrano una seduta in netto calo, mentre le aspettative legate a presunti “accordi commerciali” non trovano ancora riscontro concreto da parte di Pechino.

mercati in rosso dopo il summit cina-usa e incertezze sui dazi

Il giudizio più immediato sull’esito del vertice arriva dai listini: a pesare sono le differenze tra la narrazione politica e gli elementi verificabili. Da un lato la Cina sta affrontando senza grandi problemi la crisi energetica; dall’altro, il tema della chiusura dello Stretto di Hormuz resta associato a possibili maxi rialzi delle materie prime. In parallelo, i “fantastici accordi commerciali” rivendicati a Washington non risultano, al momento, supportati da riscontri operativi della controparte.

Un ulteriore elemento di frizione riguarda la posizione sui dazi. Dall’Air Force One, Trump ammette che sui dazi “non abbiamo parlato”. La proroga oltre novembre della tregua già prevista lo scorso anno, utile per evitare ritorsioni sulle materie prime critiche controllate dalla Repubblica popolare, resta quindi in forse. In patria, inoltre, l’esito del viaggio si riflette su un gradimento già ai minimi storici.

tucidide e avvertimenti di xi: colloqui senza una vittoria sostanziale

Nel corso dell’incontro, Xi Jinping richiama Tucidide e formula un avvertimento sui rischi per gli Stati Uniti qualora interferiscano con le ambizioni della potenza emergente rappresentata dalla Cina. Il messaggio è letto come un’indicazione su un possibile ruolo cinese in espansione, mentre la retorica sull’efficacia dei colloqui commerciali non trova conferme dalla controparte.

La percezione complessiva è quella di un dialogo che non produce una svolta decisiva sui dossier principali, con la Cina che, nelle valutazioni riportate, gestisce la relazione con gli Stati Uniti più attraverso la deterrenza che attraverso concessioni unilaterali.

export verso la cina: carne bovina, soia e aerei boeing sotto osservazione

Prima del viaggio, le priorità dichiarate riguardavano l’export verso la Cina di carne bovina, soia e aerei Boeing. Sul piano dei risultati, emergono segnali contrastanti e nuove incertezze.

carne bovina: autorizzazioni rinnovate, poi licenze di nuovo scadute

Secondo Reuters, le autorità cinesi avrebbero rinnovato le autorizzazioni all’esportazione per 400 stabilimenti di lavorazione della carne bovina statunitensi. Tuttavia, poche ore più tardi, quasi tutte le licenze appena rinnovate risultano nuovamente scadute. Rimane aperto il tema della causa: non è chiarito se si sia trattato di un errore o di una partenza fallita.

soia: accordo di acquisti da 25 milioni di tonnellate e aspettative su decine di miliardi

Per la soia, il contesto è particolarmente sensibile. La Cina è il maggior importatore mondiale del legume, ma negli ultimi anni ha ridotto la dipendenza dal prodotto statunitense aumentando l’approvvigionamento dal Brasile. Dopo la tregua commerciale, a ottobre la Cina si era impegnata a tornare a comprare 25 milioni di tonnellate l’anno, con un valore indicato attorno a 10 miliardi.

Jamieson Greer, rappresentante al Commercio, afferma che a valle del summit ci si attende un ulteriore aumento degli acquisti di beni agricoli statunitensi per “decine di miliardi” nei prossimi tre anni, con avvio dalla seconda parte del 2026. Anche in questo caso, però, non vengono forniti dettagli specifici sui prodotti coinvolti.

boeing: ordine da 200 aerei citato da trump, ma senza conferme da pechino

Giovedì, Trump sostiene che Xi si sia impegnato a ordinare 200 aerei Boeing. Il numero risulta inferiore alle previsioni circolate, con il titolo del gruppo che scende pesantemente in Borsa anche dopo la precisazione che l’ordine potrebbe arrivare a 750 a condizione che Boeing “faccia un buon lavoro”. Nel frattempo, l’informazione non risulta confermata da Pechino.

Il quadro resta simile anche per un altro tema commerciale citato da Trump: un maggiore accesso al mercato cinese per società statunitensi legate alle carte di credito. Anche qui non arriva una versione dettagliata dalla controparte; un portavoce del ministero degli Esteri, riportato dalla BBC, parla di “consenso importante” e della rilevanza di una cooperazione vantaggiosa per entrambi i Paesi.

dazi e struttura del negoziato: avviamento formale senza avvio operativo sui punti chiave

Per quanto concerne i dazi, secondo quanto riportato da Xinhua, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi spiega che i team economici e commerciali di Cina e Stati Uniti lavoreranno per espandere gli scambi bilaterali dentro un quadro di riduzione tariffaria reciproca. Le due parti dichiarano inoltre di aver concordato l’istituzione di un consiglio commerciale e di un consiglio per gli investimenti, con l’obiettivo di affrontare le preoccupazioni relative all’accesso al mercato per prodotti agricoli.

La sintesi operativa descrive un negoziato avviato sul piano dei lavori e delle strutture, ma ancora da tradurre in risultati concreti sui dossier che interessano maggiormente Washington.

valutazioni di control risks: concedere solo in cambio e gestione tramite deterrenza

Andrew Gilholm, indicato come responsabile della direzione analisi sulla Cina presso Control Risks, commenta le dinamiche del confronto ricordando che la Cina gestisce gli Stati Uniti soprattutto con la deterrenza, facendo concessioni solo in cambio di concessioni statunitensi. La sua lettura sottolinea la capacità di rispondere all’escalation con un’escalation equivalente. In quest’ottica, un anno di diplomazia, numerose riunioni di gabinetto e persino la visita di Trump a Pechino non avrebbero portato a una svolta significativa o a un accordo.

Figure menzionate:

  • Donald Trump
  • Xi Jinping
  • Wang Yi
  • Jamieson Greer
  • Andrew Gilholm
  • Tucidide
  • Fox News
  • BBC
  • Reuters
  • Xinhua
  • Financial Times
Trump vanta “fantastici accordi con Xi” su carne, prodotti agricoli e aerei. Ma torna dalla Cina senza nulla di concreto in mano

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