Tomba di Pamela Genini profanata, interrogato l'ex fidanzato

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Tomba di Pamela Genini profanata, interrogato l'ex fidanzato

L’attenzione degli inquirenti resta alta sul caso legato alla profanazione della salma di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa a Milano lo scorso ottobre dall’ex compagno Gianluca Soncin. Le indagini procedono con nuovi ascolti e ulteriori verifiche per ricostruire con precisione cosa sia accaduto nel cimitero e quando l’azione sia stata compiuta.

indagine sulla profanazione della salma di pamela genini a rota imagna

Nel pomeriggio del 13 aprile, un ex fidanzato della donna è stato convocato presso la caserma del comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, insieme ai genitori, per essere ascoltato in relazione all’incursione avvenuta nel cimitero di Rota Imagna. In quell’occasione il feretro è stato aperto e il corpo è stato decapitato.

Le persone presenti sono rimaste per ore negli uffici di via delle Valli. L’audizione rientra in un’attività finalizzata alla raccolta di sommarie informazioni testimoniali, con l’obiettivo di verificare e confrontare elementi emersi nelle giornate precedenti.

profanazione nel cimitero e ricostruzione dell’azione

L’episodio è considerato tra i più sconvolgenti degli ultimi anni. Pamela Genini era stata uccisa a Milano il 14 ottobre. Dopo la morte, la famiglia ha scelto di tumularla nel piccolo cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo.

modalità della manomissione del feretro

Tra la fine di ottobre e le settimane successive, qualcuno avrebbe compiuto un intervento descritto come complesso e pianificato. La ricostruzione indica che il soggetto, o i soggetti, avrebbero individuato con precisione il loculo, riconoscibile per nome e foto della vittima. Successivamente sarebbe stata rimossa la copertura in plastica e la lastra in cemento sigillata.

La sequenza documentata prevede l’estrazione del feretro, con un peso stimato di circa 120 chili, l’apertura della bara e l’incisione dello zinco nella zona del collo. L’obiettivo individuato dagli investigatori sarebbe stato asportare la testa. Al termine dell’operazione, la bara sarebbe stata richiusa e riposizionata, per poi essere sigillata nuovamente con silicone e mastice al fine di simulare l’integrità originaria.

scoperta della profanazione e conferme investigative

La scoperta è avvenuta il 23 marzo, quando un operaio comunale, durante il trasferimento della salma nella tomba di famiglia, ha notato anomalie nella sigillatura. L’intervento di carabinieri e pubblico ministero ha confermato la manomissione: il corpo risultava privo della testa, con segni di un taglio netto alla base del collo.

Gli investigatori non escludono al momento nessuna ipotesi, ma in questa fase prende consistenza l’idea che l’azione possa essere stata compiuta da una persona ossessionata e interessata a un “trofeo”. Non risultano richieste di denaro né minacce alla famiglia.

accertamenti tecnici: dna, antropologia forense e tempistiche

Gli accertamenti proseguono. I reperti biologici prelevati sulla salma e sulla bara sono stati inviati ai laboratori per le analisi sul Dna. Parallelamente, lo studio dei resti ossei è affidato agli specialisti del laboratorio di antropologia forense di Milano, con l’obiettivo di chiarire modalità e tempistica del taglio.

Un primo elemento porterebbe a collocare la profanazione in un periodo vicino alla sepoltura avvenuta il 24 ottobre, ma saranno necessari ulteriori approfondimenti. La determinazione del momento in cui è avvenuto il fatto viene considerata cruciale anche per interpretare le immagini provenienti dalle telecamere di sorveglianza presenti nel cimitero.

video delle telecamere e difficoltà legate ai tempi di registrazione

Le registrazioni, secondo quanto rilevato, vengono sovrascritte dopo sette giorni. Gli investigatori stanno tentando di recuperare eventuali registrazioni utili. Una possibile conferma di una data più remota rispetto al periodo coperto dalla conservazione dei filmati renderebbe le operazioni investigative più complesse.

contesto del cimitero e testimonianze locali

Nel corso delle verifiche non emergono segnalazioni: nessun residente della zona avrebbe riferito di aver avvertito rumori sospetti. Il cimitero risulta raggiungibile tramite un cancello automatico ed è inserito in un’area non completamente isolata; le abitazioni sono sparse e, durante la notte, non sarebbero registrati movimenti.

procedure giudiziarie per gianluca soncin: richiesta di rito immediato

Intanto, sul piano giudiziario, la Procura di Milano ha avanzato richiesta di processo con rito immediato per Gianluca Soncin, evitando la fase dell’udienza preliminare.

contestazioni e stato detentivo

Il 53enne è in carcere per omicidio premeditato, futili motivi e crudeltà. L’indagine è stata condotta nell’ambito del lavoro delle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, insieme alla Polizia.

esiti dell’autopsia e numero di coltellate

La relazione finale dell’autopsia, depositata di recente, indica che Pamela Genini venne colpita con 76 coltellate. In precedenza, nei mesi scorsi, i primi esiti avevano parlato di oltre 30 fendenti.

Persone citate nel contesto investigativo e giudiziario:

  • Pamela Genini
  • Gianluca Soncin
  • Letizia Mannella
  • Alessia Menegazzo
Ascoltato un ex di Pamela Genini per le indagini sulla profanazione della tomba e la decapitazione del cadavere
Categorie: Cronaca

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