Tangenti in ucraina, una villa del progetto dynasty destinata a zelensky secondo ukrainska pravda
Un nuovo tassello emerge attorno all’inchiesta legata al complesso residenziale “Dynasty” a Kozyn, con intercettazioni pubblicate e notifiche formali da parte delle autorità. Le conversazioni riguardano lavori, sicurezza e pagamenti, mentre resta centrale la discussione su presunti interessi e ruoli attribuiti a più figure coinvolte. Sullo sfondo, l’indagine prosegue sul presunto riciclaggio di 9 milioni di dollari, nel contesto delle attività contestate nell’ambito dell’operazione collegata a “Midas”.
intercettazione a kiev: natalia, timur mindich e “vova”
Intorno alle 11 del 1° luglio 2025, a Kiev, una donna chiamata “Natalia” viene intercettata in un appartamento al civico 9a di via Hrushevskoho. Nel corso della conversazione, la donna parla in russo con Timur Mindich e menziona il presunto riferimento a “Vova”. Le registrazioni sono state rese pubbliche il 29 aprile da Ukrainska Pravda, secondo quanto riportato dalla ricostruzione giornalistica.
Secondo la ricostruzione, Natalia sarebbe la responsabile dei lavori del residence “Dynasty” a Kozyn, un complesso descritto come composto da quattro ville di circa mille metri quadri ciascuna. Nel quadro investigativo citato, risulta indagato Andriy Yermak, ex capo dello staff di Volodymyr Zelensky.
mindich ed “midas”: ruolo e riferimento ricorrente a “vova”
Nella ricostruzione, Mindich è presentato come ex socio del presidente ai tempi della tv e come il personaggio al centro dell’inchiesta “Midas”, che a novembre avrebbe avuto un impatto sul governo. Sempre secondo il quotidiano, “Vova” sarebbe un diminutivo di Volodymyr e dietro al termine si collocherebbe il leader ucraino. L’impostazione riportata chiarisce però che si tratta di una ricostruzione giornalistica fondata su fonti e intercettazioni, e non di un fatto confermato dagli investigatori.
notifiche nab u e sapo: nuovi sospetti per presunto riciclaggio
Parallelamente alla pubblicazione delle intercettazioni, la Nabu e la Sapo comunicano di aver notificato nuovi “sospetti” formali. Nel linguaggio previsto dall’ordinamento richiamato, tale passaggio equivale alla iscrizione nel registro degli indagati. L’atto rientra nell’indagine sul presunto riciclaggio di 9 milioni di dollari collegato al complesso “Dynasty”.
Nel comunicato ufficiale vengono indicati sospetti riferiti a: un ex vice primo ministro dell’Ucraina, un uomo d’affari definito come uno dei leader dell’organizzazione criminale smascherata nel novembre 2025 nell’ambito dell’operazione “Midas”, e altre persone. Alle 13 è prevista una conferenza stampa dei magistrati.
lavori a kozyn: sicurezza, recinzione e pagamenti
Nel racconto basato sull’intercettazione del 1° luglio 2025, Mindich discute con Natalia dei lavori del complesso a Kozyn. La conversazione viene collegata a un ufficio descritto dagli inquirenti come la “lavanderia” delle tangenti richieste negli appalti del settore energetico. Nel dialogo, Mindich, descritto come ex socio di Zelensky e indicato come fuggito in Israele all’alba dell’inchiesta, afferma che il complesso dovrebbe essere recintato e sottolinea la necessità di una sorveglianza continua affinché nessuno possa entrare, includendo anche giornalisti.
Nel confronto tra i due emergono anche dettagli relativi ai materiali di costruzione, compreso il rivestimento in pietra di una facciata fornito da un imprenditore indicato come “Syranchuk“.
citazioni sull’installazione della recinzione e stipendi non pagati
Un passaggio della conversazione attribuisce a Natalia parole legate al completamento della recinzione: risulta che fosse già stato effettuato il getto del cemento e che mancasse l’installazione. Il testo riportato fa riferimento a una serie di rinvii, a una fase di stop e all’abbandono del cantiere, motivato da un problema di pagamento degli stipendi. Nella ricostruzione, la responsabilità sarebbe stata collegata al fatto che gli stipendi non venivano corrisposti da due mesi.
alberi lungo il dnipro: “vova” e ripartizioni tra figure
La conversazione include anche discussioni sulla sistemazione degli alberi lungo la riva del fiume Dnipro, lungo il quale si troverebbe il complesso. Nel racconto riportato, si distinguerebbe quali alberi apparterrebbero a “Vova” e quali verrebbero suddivisi “tra Tymur e Vova”, secondo la terminologia impiegata nel dialogo.
attribuzioni sulle destinazioni delle ville: nessuna conferma documentale
Secondo fonti riportate da Ukrainska Pravda, le ville sarebbero destinate a Volodymyr Zelensky, a Andriy Yermak, a Chernyshov (indicando Oleksiy, ex vice primo ministro) e allo stesso Mindich. La ricostruzione precisa che nessuna di tali attribuzioni risulterebbe confermata pubblicamente tramite documenti catastali, atti societari o dichiarazioni ufficiali della Nabu o della Sapo, la Procura specializzata anti-corruzione.
figure coinvolte nell’assetto dell’inchiesta e riferimenti nominativi
Nel materiale ricostruito risultano ricorrenti diverse figure citate attraverso nomi, ruoli o riferimenti diretti nell’ambito del procedimento descritto e delle intercettazioni.
- Natalia
- Timur Mindich
- Volodymyr Zelensky
- Andriy Yermak
- Chernyshov (Oleksiy)
- “Syranchuk” (imprenditore citato)
