Sub italiani dispersi alle maldive: corpi probabilmente integri

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Sub italiani dispersi alle maldive: corpi probabilmente integri

Le operazioni di recupero nelle grotte sottomarine di Vaavu alle Maldive restano al centro dell’attenzione, mentre si prepara una ripartenza programmata. Il biologo marino Roberto Danovaro ha commentato lo stato delle ricerche e le possibili condizioni dei quattro corpi italiani ancora dispersi, offrendo elementi concreti su ciò che può aver influenzato le fasi di recupero e sull’evoluzione delle attività.

recupero corpi dispersi alle maldive: ripresa il 18 maggio

Secondo quanto riportato, le operazioni di recupero riprenderanno il 18 maggio. Il proseguimento delle attività avverrà con il supporto della squadra di tre sub-speleologi finlandesi, arrivati oggi nell’atollo di Vaavu.

Finora è stato recuperato il cadavere dell’istruttore capobarca, il padovano Gianluca Benedetti. Il ritrovamento è stato possibile perché l’uomo si trovava all’ingresso della grotta, con le bombole completamente scariche.

Per gli altri corpi, si ipotizza una diversa posizione all’interno delle cavità: la ricerca dovrebbe riguardare il terzo ambiente delle grotte di Alimathà, situato a 60 metri di profondità.

ricerche sospese il 16 maggio dopo la morte di uno dei sub

Le attività erano state interrotte il 16 maggio in seguito alla morte di uno dei sommozzatori maldiviani, il sergente maggiore Mohamed Mahudhy. La sospensione ha quindi reso necessaria una riorganizzazione operativa in vista della ripresa prevista per la giornata successiva.

grotte sottomarine e fauna: rischi non legati alla predazione

Danovaro ha chiarito un aspetto fondamentale riguardo all’ambiente in cui si svolgono le ricerche. Le grotte sottomarine, secondo l’esperto, non sono ambienti di caccia. Di conseguenza, un corpo rinvenuto all’interno non rappresenterebbe un obiettivo per le specie che popolano quelle aree, con la fauna descritta come innocua per l’uomo.

Gli effetti più rilevanti sarebbero invece riconducibili a condizioni ambientali specifiche. In particolare, possono incidere la temperatura elevata dell’acqua e la permanenza in quelle circostanze per un periodo stimato di almeno cinque giorni.

temperature nelle zone equatoriali e profondità fino a 60 metri

L’esperto ha indicato che nelle zone equatoriali, come le Maldive, le temperature oceaniche risultano alte. Anche a 60 metri di profondità l’acqua potrebbe superare 25 gradi. Per ottenere acque più fredde sarebbe necessario raggiungere profondità di centinaia di metri.

Questo scenario termico, per Danovaro, può favorire processi di trasformazione più rapidi rispetto a contesti con temperature inferiori.

interesse scientifico delle grotte sottomarine e circostanze della scomparsa

Secondo il biologo marino, l’esplorazione di luoghi così complessi è legata a un forte motivo di carattere scientifico. Le grotte sottomarine vengono descritte come un mondo a sé stante, quasi del tutto sconosciuto, con potenzialità di conoscenza legate anche ai cambiamenti climatici.

Il motivo risiede nella circolazione presente in questi ambienti, definita molto limitata rispetto alle acque circostanti. Tale differenza può rendere le grotte particolarmente utili per comprendere dinamiche ambientali più ampie.

Monica Montefalcone e la difficoltà di uscita anche a basse profondità

Danovaro ha collegato l’aspetto operativo al caso della ricercatrice Monica Montefalcone. Anche se si trattava di una sub esperta, l’esperienza maturata non escluderebbe la possibilità di un errore nel rientro. L’esperto ha indicato che è plausibile che il gruppo non abbia trovato la via d’uscita.

È stata inoltre sottolineata una difficoltà non esclusiva delle massime profondità: una situazione simile può verificarsi anche a 20-30 metri di profondità.

persone coinvolte nelle operazioni di recupero

  • Roberto Danovaro
  • Gianluca Benedetti
  • Mohamed Mahudhy
  • Monica Montefalcone
Sub italiani dispersi alle Maldive, il biologo marino: “I corpi sono probabilmente integri”
Categorie: Cronaca

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