Studenti in fabbrica: lavoro senza sicurezza né preparazione, la denuncia

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Studenti in fabbrica: lavoro senza sicurezza né preparazione, la denuncia

Nei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento il livello di tutela previsto per gli studenti incontra ostacoli concreti, raccontati da chi ogni giorno osserva la situazione sul territorio. Le criticità riguardano la disponibilità di dispositivi di sicurezza, la presenza o assenza della visita medica prima dell’inserimento in azienda, la qualità della formazione e la distribuzione delle esperienze tra indirizzi di studio. La cornice normativa resta ampia, ma secondo le segnalazioni raccolte la pratica quotidiana non sempre rispecchia gli standard richiesti.

percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento: criticità operative nelle aziende

Davide Vasconi, presidente del comitato di controllo provinciale dell’inail della provincia di Reggio Emilia, descrive una serie di problemi ricorrenti legati ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’ex alternanza scuola/lavoro. Pur evitando un’etichetta come “sfruttamento”, elenca le difficoltà osservate quotidianamente, concentrandosi soprattutto su aspetti che riguardano la sicurezza e la preparazione degli studenti.

ore di esperienza in azienda: differenze tra licei, tecnici e professionali

I percorsi richiamati da Vasconi prevedono durate differenti in base all’indirizzo:

  • 90 ore per i ragazzi dei licei;
  • 150 ore per gli studenti tecnici;
  • circa 210 ore per i professionali.

Accanto al monte ore, Vasconi evidenzia anche criticità legate ai prerequisiti necessari per operare in contesti aziendali, come l’equipaggiamento e la certificazione medica.

mancanza di dispositivi antinfortunistici e assenza di visita medica

Tra le segnalazioni che hanno spinto Vasconi a intervenire rientra l’ultima comunicazione, definita “ennesima”, ricevuta nei giorni precedenti. Un ragazzo di 17 anni della provincia di Reggio Emilia, inserito presso un’azienda metalmeccanica della Val d’Enza, avrebbe ricevuto un rifiuto rispetto alla fornitura delle scarpe antinfortunistiche. A seguito della segnalazione, la madre avrebbe contattato l’azienda e il giorno successivo l’azienda avrebbe sciolto il contratto con lo studente.

Vasconi dichiara di non poter rendere pubblico il nome della ditta, spiegando che la famiglia teme possibili ritorsioni da parte della scuola. Conferma poi che non si tratterebbe di un caso isolato.

Secondo quanto riferito, spesso nelle fabbriche sarebbero presenti ragazzi che lavorano senza il materiale necessario e, in misura ancora maggiore, senza aver svolto la visita medica che certifica la capacità di svolgere determinate mansioni.

formazione online di quattro ore e dati sugli eventi: il quadro descritto

Un ulteriore nodo riguarda la formazione. Vasconi riporta che per lo più si limita a una proforma di quattro ore online, senza interazione con il docente. Questa modalità, nella descrizione fornita, rende difficoltosa una mappatura dei casi in cui gli studenti vengono inseriti “allo sbaraglio”.

morti e infortuni in alternanza: i numeri richiamati

Per quanto riguarda gli eventi più gravi, Vasconi richiama i dati relativi alle morti in alternanza scuola/lavoro. Viene indicato che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha censito 21 morti tra il 2017 e il 2021. I valori indicati proseguono con 12 decessi nel 2023, 13 nel 2024 e 5 nei soli primi tre mesi dell’anno in corso.

Viene inoltre segnalato che tali numeri andrebbero affiancati da quelli sugli infortuni invalidanti, ma che non sarebbero disponibili dati di dettaglio in merito.

gratuità dei percorsi e trasformazione dei contratti: apprendistato e pcto

Vasconi collega le criticità anche alla questione economica e contrattuale. Sottolinea la gratuità del lavoro svolto dai giovani e descrive l’evoluzione rispetto al passato. Secondo quanto riportato, si è passati da un tradizionale contratto di apprendistato nel settore manifatturiero, che garantiva all’inizio una retribuzione non inferiore al 55-60% del corrispondente livello di inquadramento del CCNL.

pct o: inquadramento come apprendistato di primo livello senza retribuzione

La situazione attuale viene riassunta così: apprendistato di primo livello senza retribuzione, definito pcto.

apprendistato di secondo e terzo livello: limiti alla retribuzione

Per l’apprendistato di secondo e terzo livello, Vasconi indica che la retribuzione non può superare il 10% del salario minimo spettante.

ridenominazione in “formazione scuola-lavoro” e quadro normativo giudicato insufficiente

A livello istituzionale viene richiamato il decreto-legge 127 del 9 settembre 2025, che avrebbe portato all’adozione ufficiale della denominazione “formazione scuola-lavoro”. La ridenominazione viene descritta come un intervento con l’ambizione di restituire una dignità pedagogica a un percorso spesso sottovalutato. Nella ricostruzione fornita, però, il cambio di denominazione non avrebbe modificato in modo sostanziale l’assetto percepito.

norme numerose e impatto percepito: 26 provvedimenti

Viene indicato che il quadro normativo sulla materia conta 26 provvedimenti tra decreti, leggi, linee guida e circolari. Secondo Vasconi, si tratterebbe di “carta straccia”, espressione con cui viene sintetizzata l’efficacia nel tradursi in tutela concreta.

selezione “classista” delle esperienze: indirizzi scolastici e contesti lavorativi

Un’altra questione sollevata riguarda la ripartizione delle esperienze tra studenti di scuole diverse. Nella descrizione di Vasconi, gli studenti liceali tenderebbero a svolgere percorsi per lo più in uffici, studi professionali e associazioni di categoria. Altri indirizzi sarebbero invece indirizzati più frequentemente verso contesti come fabbriche o ristoranti.

richiesta di abolizione dell’istituto e ruolo burocratico delle scuole

Vasconi afferma che per quanto concerne il comitato da lui presieduto l’alternanza scuola lavoro dovrebbe essere abolita. Nella ricostruzione fornita, linee guida e decreti successivi avrebbero rafforzato e ingessato l’istituto, con un aumento degli adempimenti per segreterie scolastiche e insegnanti.

Gli oneri indicati includono convenzioni con le aziende, definizione del monte ore, certificazione delle competenze raggiunte e, sulla carta, il tema della sicurezza.

figure coinvolte nel racconto

Il quadro delle segnalazioni fa riferimento a una figura istituzionale e a un organismo di controllo composto da differenti componenti.

  • davide vasconi (Cgil), presidente del Comitato di controllo provinciale dell’Inail della provincia di Reggio Emilia
  • componenti del comitato: rappresentanti sindacali e rappresentanti datoriali
Scuola-lavoro, il presidente del Comitato di controllo Inail di Reggio Emilia: “Studenti allo sbaraglio senza materiale antinfortunistico e formazione”
Categorie: Cronaca

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