Stellantis sconfessa Urso: cosa c’è sul milione di auto in Italia
Il quadro industriale di Stellantis in Italia torna al centro del dibattito: tra obiettivi annunciati, target ridimensionati e piani presentati come rafforzamenti, emerge una sequenza di indicazioni che mette in discussione diverse promesse sul ritmo produttivo e sull’allocazione dei progetti negli stabilimenti nazionali. Il responsabile Europa Allargata Emanuele Cappellano interviene per chiarire alcuni punti, mentre il confronto con le dichiarazioni precedenti porta a riconsiderare tempi, volumi e impatti delle strategie.
stellantis e obiettivo del milione di veicoli: smentite e ricalibrature
Il bersaglio politico-industriale legato alla produzione nazionale viene ridimensionato con decisione. Cappellano afferma che non è mai stato ufficializzato l’obiettivo di un milione di veicoli da produrre in Italia entro il 2030. Il messaggio, oltre a chiarire l’assenza di un vincolo formale, colpisce anche l’idea di una traiettoria certa nel breve periodo, contraddicendo l’impostazione attribuita in precedenza al ministro Adolfo Urso.
La linea si accompagna a una lettura più prudente dei risultati: la produzione nei primi mesi del 2026 risulta più alta rispetto allo stesso periodo del 2025, e l’azienda dichiara l’intenzione di continuare con questo trend. Il riferimento al contesto del settore, segnato da un’annata particolarmente debole, riporta l’attenzione su un dato storico: l’anno precedente è descritto come il peggiore dal 1954, con 215mila auto assemblate.
mirafiori e target 500: produzione sotto le attese e quadro incerto
Il secondo nodo riguarda lo stabilimento di Mirafiori e la promessa di volumi legati alla combinazione tra 500 ibrida ed 500 elettrica. In base all’indicazione aziendale precedente, la fabbrica avrebbe dovuto garantire 100mila unità all’anno. La valutazione fornita da Cappellano, invece, segnala uno scostamento significativo.
produzione mirafiori 2026: numeri e proiezioni
Nel primo trimestre del 2026 la produzione viene collocata circa a 14mila unità, con una proiezione che arriverebbe a 48mila vetture a fine dicembre. Il risultato atteso risulta meno della metà rispetto a quanto previsto dall’obiettivo di riferimento.
La motivazione, formulata come elemento variabile, ruota attorno all’andamento del mercato: Cappellano ammette che l’azienda non riesce a garantire il raggiungimento del target, citando la dipendenza dalla dinamica di mercato.
continuità produttiva mirafiori: nessuna riduzione, ma trasformazione funzionale
Guardando alla programmazione, lo stabilimento torinese viene indicato come destinatario di una missione produttiva sostanzialmente già definita. Cappellano dichiara che, al momento, viene confermato il piano attuale, con la continuità produttiva per 500 elettrica e 500 ibrida. In merito alla capacità, viene ribadito che non ci sarà alcuna riduzione.
Parallelamente, però, viene descritta una trasformazione dello stabilimento in una piattaforma polifunzionale. Mirafiori risulta progressivamente convertito in un hub con attività differenti, tra circular economy, battery tech center e ruolo amministrativo con l’headquarter europeo che si intende riaprire nel 2027. Nello stesso perimetro rientrano i cambi e-Dct per l’Europa, presentati come asset
