Starmer, viceministra Fahnbulleh si dimette e attacca

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Starmer, viceministra Fahnbulleh si dimette e attacca

Un nuovo scossone politico mette sotto pressione il premier inglese Keir Starmer, sempre più esposto a una possibile crisi interna. La viceministra alle Comunità Locali, Miata Fahnbulleh, ha rassegnato le dimissioni e ha chiesto al primo ministro di fare altrettanto, aprendo un fronte di contestazione che segue la debacle elettorale dei laburisti alle amministrative del 7 maggio.

dimissioni Miata Fahnbulleh e richiesta a Keir Starmer

La viceministra Fahnbulleh risulta la prima componente del governo a lasciare l’incarico dopo il risultato elettorale negativo e le crescenti pressioni rivolte a Starmer affinché si faccia da parte. Il contenuto della decisione è stato comunicato attraverso una lettera indirizzata al premier e condivisa su X.

Nella missiva Fahnbulleh afferma di provare orgoglio per quanto il governo ha realizzato finora, ma sostiene di aver riscontrato una mancanza di visione, ritmo e ambizione coerenti con il mandato di cambiamento affidato ai laburisti.

Fahnbulleh sottolinea poi che il Paese sta affrontando sfide enormi e che la popolazione chiede un cambiamento di portata adeguata. Rivolgendosi direttamente a Starmer, aggiunge che l’opinione pubblica non ritiene che possa guidare quel cambiamento e conclude invitandolo a fare la cosa giusta per Paese e partito. Nella lettera è presente anche la richiesta di stabilire un calendario per una transizione ordinata, così da consentire a una nuova squadra di realizzare il cambiamento promesso.

risposta di Keir Starmer: responsabilità e accusa ai dissidenti

Al momento il premier non appare intenzionato ad accogliere la rivolta interna. In una dichiarazione rilasciata davanti al consiglio dei ministri e diffusa dai media di Downing Street, Starmer richiama il discorso postelettorale di ieri in cui aveva promesso un rilancio dell’azione di governo.

Il premier afferma: “Come ho detto ieri, io mi assumo la responsabilità per i risultati delle elezioni” amministrative. Allo stesso tempo ribadisce di prendersi anche la responsabilità di portare avanti il cambiamento promesso dal Labour in vista delle politiche del 2024. Una parte centrale della risposta riguarda le richieste di dimissioni: Starmer accusa i dissidenti di aver destabilizzato il governo nelle ultime 48 ore e di aver prodotto conseguenze “reali” su economia e sul costo della vita per famiglie e cittadini.

Starmer aggiunge inoltre un elemento procedurale: “Il Partito Laburista prevede una procedura per sfidare un leader e questa non è stata avviata”. In questo modo mette in dubbio la capacità dei contestatori di attivare un percorso interno, sollevando interrogativi sulla disponibilità dei numeri necessari. La conclusione è netta: il Regno Unito “si aspetta da noi che continuiamo a governare”, e il premier intende farlo insieme al gabinetto.

pressioni interne e richieste di calendario per la leadership

Le parole del premier funzionano come una contro-sfida alle richieste pubbliche formulate da 78 deputati, tra cui rientra anche Fahnbulleh, che hanno chiesto a Starmer un passo indietro. Nella stessa cornice si inserisce la reazione verso alcuni ministri di rilievo, indicati dai media come figure che lo avrebbero “tradito” sollecitandolo privatamente a fissare un calendario per un passaggio di consegne “ordinato” a un nuovo leader e, di conseguenza, a un nuovo premier.

le condizioni per avviare una competizione nel partito

Per mettere in moto una competizione elettorale interna al Labour sarebbe necessario raccogliere l’appoggio del 20% del gruppo parlamentare laburista. Nel caso si raggiungesse la soglia, il leader in carica verrebbe automaticamente inserito nella lista dei candidati.

Secondo quanto riportato da Sky News, anche se 78 deputati hanno chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer, queste richieste non attivano automaticamente alcun meccanismo interno per dare avvio a una competizione. Lo stesso conteggio è richiamato dalla BBC, che indica 78 deputati laburisti che sollecitano Starmer a lasciare o a definire un calendario per le dimissioni: la cifra rappresenta poco meno del 20% dei 403 deputati del partito.

personaggi coinvolti nel confronto politico

  • Keir Starmer
  • Miata Fahnbulleh
  • Shabana Mahmood
  • Yvette Cooper
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Categorie: NewsPolitica

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