Sinner calo fisiologico spiegato e parole di barazzutti

• Pubblicato il • 5 min
Sinner calo fisiologico spiegato  e parole di barazzutti

La sorprendente eliminazione di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo ha acceso subito il dibattito nel mondo del tennis. Accanto ai messaggi di sostegno per il numero uno del mondo, sono arrivate anche letture legate al contesto di gioco: a Parigi, secondo due ex azzurri di Coppa Davis, il caldo estremo avrebbe avuto un ruolo determinante.

eliminazione sinner al roland garros e reazioni dal mondo tennis

Il ko di Sinner, arrivato dopo un periodo di rendimento quasi perfetto, è stato commentato da Paolo Bertolucci e Corrado Barazzutti. Entrambi hanno condiviso l’idea che la sconfitta non vada letta soltanto come un crollo tecnico, ma anche come conseguenza delle condizioni ambientali con cui si è dovuto confrontare l’atleta.

paolo bertolucci: sostegno e ridimensionamento del caso

Paolo Bertolucci ha espresso solidarietà per la situazione vissuta dal campione, utilizzando un tono pragmatico sullo sport: “Ora siamo tutti con la bandiera a mezz’asta perché ha perso una partita ma lo sport è così”. L’ex tennista ha poi richiamato alla normalità l’idea che anche i grandi possano incappare in un insuccesso nei primi turni di uno Slam: “Tutti i più grandi hanno perso partite nei primi turni degli Slam anche senza infortuni”.

Secondo Bertolucci, inoltre, la traiettoria recente di Sinner rende la sconfitta meno sorprendente: “Sinner erano oltre tre mesi che non perdeva un match. Ha vinto tantissimo ed è fisiologico avere un calo”. L’ex capitano azzurro ha aggiunto un punto specifico legato al match: senza il malore accusato nel terzo set, “è chiaro che avrebbe vinto”, perché “nello sport… sono cose che capitano” e Sinner avrebbe la capacità di reagire: “Tornerà più forte come ha sempre fatto dopo ogni sconfitta”.

condizioni climatiche e difficoltà fisiche secondo bertolucci

Bertolucci ha insistito sulle difficoltà di giocare in contesti climatici così pesanti, evidenziando una dimensione concreta e non solo sportiva: “Io non sono un medico, sicuramente starà facendo di tutto e di più per essere sempre al top fisicamente”. Resta però il nodo dell’ambiente: “giocare in quelle condizioni brutali non è facile e si può incappare in questo tipo di problemi”.

Per quanto riguarda l’ipotesi che la lunga stagione sulla terra rossa abbia inciso sul rendimento, Bertolucci ha escluso un collegamento diretto con l’esito di quel giorno: “Il fatto che lui avesse giocato tutti e tre i 1000 sul rosso secondo me non c’entra con la sconfitta di oggi”. L’ex tennista ha motivato la posizione ricordando che tra l’evento precedente e la gara di Parigi c’erano 11 giorni dalla finale di Roma: “io penso che non abbia influito”.

caldo estremo e malore: barazzutti spiega il match e il sacrificio di sinner

Su una linea analoga si è collocato anche Corrado Barazzutti, che ha parlato apertamente di caldo estremo. L’ex capitano di Coppa Davis ha collegato la situazione ambientale alla possibilità di avere problemi fisici durante la partita: “In quelle condizioni può capitare di avere un malore”.

Barazzutti ha riconosciuto la determinazione con cui Sinner ha portato avanti il confronto, pur sottolineando l’enorme difficoltà del contesto: “devo dire che è stato eroico per come ha combattuto ma nelle condizioni in cui si trovava era impossibile vincere”.

Un ulteriore elemento richiamato riguarda l’atteggiamento assunto da Sinner nei momenti delicati: “Sinner ha continuato il match per rispetto del pubblico e dell’avversario”.

barazzutti: rispetto, margine minimo e ricordo personale

L’ex capitano azzurro ha rimarcato la vicinanza a un possibile epilogo diverso, con una dinamica che avrebbe potuto cambiare l’intero andamento della partita: “Mi è dispiaciuto molto, gli è mancato un game, pochi minuti e avrebbe vinto la partita e molto probabilmente il torneo”.

Nel commento ha inserito anche un’esperienza personale utile a spiegare la dimensione del problema fisico legato al caldo: “Anche a me è successo di avere un colpo di calore, mi capitò a Cervia in un match di Coppa Davis con la Nuova Zelanda, faceva un caldo atroce e all’improvviso iniziò a girarmi la testa, mi veniva da vomitare: ero uno zombie in campo”.

programmazione e 1000 sul rosso: possibile azzardo per barazzutti

Pur condividendo la centralità del fattore climatico, Barazzutti non si è mostrato perfettamente allineato con Bertolucci sul tema della programmazione. L’ex capitano ha prospettato un possibile rischio nella gestione del calendario: “Forse giocare tutti e tre i 1000 sul rosso è stato un azzardo”. Con il senno del poi ha indicato un’ipotesi alternativa: “Con il senno di poi avrebbe potuto saltare Madrid”.

il punto comune: fisiologia, condizioni estreme e capacità di reazione

Il quadro delineato dai due ex azzurri converge su tre elementi: l’idea che una sconfitta, anche per chi è stato a lungo in controllo, rientri nei meccanismi dello sport; l’impatto delle condizioni estreme su corpo e rendimento; la capacità di reagire dopo un evento negativo. In questa lettura, il malore nel terzo set e il contesto ambientale vengono considerati fattori capaci di indirizzare il match, mentre la traiettoria successiva viene collegata alla reazione già mostrata in passato dopo ogni sconfitta.

Personaggi citati:

  • Jannik Sinner
  • Juan Manuel Cerundolo
  • Paolo Bertolucci
  • Corrado Barazzutti
Bertolucci: “Sinner? Non sono un medico, ma è fisiologico avere un calo”. Barazzutti: “Dobbiamo toglierci il cappello di fronte a questo ragazzo”
Categorie: News

Per te