Sentenze di assoluzione in Commissione al ddl Costa e astensione delle opposizioni
Dalle 13:20 di oggi corre verso l’approvazione in aula alla Camera la legge di Enrico Costa, prevista all’esame a partire da lunedì prossimo 11 maggio. Il provvedimento riguarda la pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento e introduce anche segnalazioni al Garante. La giornata assume un peso politico rilevante anche per la scelta delle opposizioni di astenersi, pur riservandosi ulteriori interventi.
legge enrico costa e astensione delle opposizioni
Il punto di svolta non riguarda soltanto il contenuto della norma, ma il comportamento dei gruppi di opposizione. Il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Federico Gianassi riconosce la logica di base: il principio della pubblicità delle notizie viene definito ragionevole. Devis Dori di Avs collega l’astensione all’accoglimento di un emendamento che riduce il rigore iniziale della disciplina.
Valentina D’Orso di M5s precisa che, nel merito, il lavoro svolto dal proprio schieramento è servito a neutralizzare le parti considerate più rischiose, arrivando a disinnescare l’impianto sanzionatorio definito inaccettabile. La linea comune Pd-Avs e M5s è che in aula verranno presentati altri emendamenti.
pubblicità delle assoluzioni: obbligo per le testate e rilievo nello spazio
Resta però centrale la dimensione politica attribuita da Costa: la norma viene descritta come una “norma di civiltà” con l’obiettivo di ristabilire la verità e restituire reputazione a persone innocenti quando risultano chiamate a rispondere in Tribunale. Secondo la ricostruzione politica presentata, il problema nasce dal fatto che, per alcuni mezzi, le notizie su un procedimento penale sarebbero limitate alle accuse e alle indagini, senza adeguato risalto agli esiti favorevoli.
Il testo prevede l’intervento sul codice in materia di protezione dei dati personali (30 giugno 2003, n. 196). La futura disciplina stabilisce che, su richiesta della persona interessata, il direttore o il responsabile della testata giornalistica, radiofonica, televisiva o online debba dare pubblicità alle notizie dei provvedimenti che hanno esito favorevole. La previsione testuale indica:
“il direttore o il responsabile… è tenuto a dare pubblicità alla notizia” dei provvedimenti come assoluzione, proscioglimento, non luogo a procedere e archiviazione. Il contenuto deve avere “rilievo adeguato allo spazio già riservato” al procedimento penale relativo, e viene prevista la assenza di oneri per l’interessato.
rilievo adeguato e cancellazione dell’identità dello spazio
La motivazione dell’astensione del Pd viene collegata alle modifiche introdotte. Gianassi afferma che l’approvazione degli emendamenti del proprio gruppo avrebbe cancellato l’identità dello spazio da attribuire alla notizia di assoluzione rispetto alle notizie diffuse durante il procedimento, oltre a determinare la rimozione delle sanzioni ai giornalisti. La finalità indicata è aiutare a riallineare il principio della norma a quanto già previsto dal codice deontologico dei giornalisti.
richieste già esistenti: aggiornamento e deindicizzazione
Nel quadro delle tutele già disponibili viene richiamata la possibilità, per chi venga assolto o prosciolto, di chiedere aggiornamento su siti e stampa rispetto agli articoli sul processo. Viene inoltre citata la possibilità di richiedere la deindicizzazione, sottraendo i contenuti ai motori di ricerca, nell’ambito della norma Cartabia, indicata come sufficiente secondo la prospettiva richiamata.
segnalazione al garante e potere di ordinare la pubblicazione
La legge prevede un ulteriore passaggio operativo che coinvolge il Garante della privacy. Nel testo della proposta si stabilisce che, in caso di mancato adempimento da parte del direttore o responsabile della testata, l’interessato può effettuare una segnalazione al Garante.
La disciplina attribuisce al Garante tempi e conseguenze. È indicato che il Garante, nei cinque giorni successivi, decide e, a conclusione del procedimento, può arrivare a disporre l’ordine di pubblicazione della notizia del provvedimento favorevole per l’indagato o per l’imputato.
controllo e possibili contenziosi
La ricostruzione riferita segnala l’attesa che il Garante eserciti il proprio potere di obbligo, con la prospettiva che possano emergere querelle e dispute legate all’applicazione della norma.
priorità diverse sulla libertà di stampa e prospettive in aula
Le opposizioni, pur avendo scelto l’astensione, non chiudono la partita. Devis Dori di M5s richiama una visione differente sulla libertà di stampa rispetto a quella attribuita a Costa, sostenendo che le priorità sarebbero altre e che in aula verranno presentati altri emendamenti.
Gianassi sottolinea inoltre che la pubblicità delle notizie dovrebbe valere in modo più continuo, senza essere limitata a specifiche circostanze, citando come esempio il divieto di pubblicare le ordinanze cautelari adottato con un’altra legge di Costa. Anche Avs, con l’intervento di Devis Dori, risulta impegnata in modifiche, mentre si profila la possibilità che, dopo gli aggiustamenti effettuati in commissione Giustizia, non ne vengano ulteriori.
personaggi e membri citati nel testo
- Enrico Costa
- Federico Gianassi
- Devis Dori
- Valentina D’Orso
- Pasquale Stanzione
- Sigfrido Ranucci
- Caterina Malavenda
