Sechi licenziato non è più direttore di libero e attacco a angelucci
Le indiscrezioni e le ricostruzioni che circondano il passaggio di consegne alla guida di Libero hanno riacceso il dibattito sulle dinamiche interne e sui presunti motivi alla base di un provvedimento considerato improvviso. Al centro della vicenda compare la frase pubblicata sui social da Mario Sechi, fino a oggi direttore del quotidiano ed esponente politico legato alla Lega.
mario sechi: “angelucci mi ha licenziato”
La dichiarazione attribuita a Mario Sechi è netta: “Angelucci mi ha licenziato”. A fornire la versione sui social è Sechi, che ricostruisce anche il contesto temporale della decisione. Secondo la sua spiegazione, il licenziamento sarebbe arrivato nel momento in cui si sarebbe trovato sotto scorta, dopo minacce di morte attribuite a terroristi anarco–insurrezionalisti.
Nel racconto diffuso, restano aperti diversi punti: i motivi del provvedimento non risultano chiariti in modo definitivo, lasciando spazio a interpretazioni che si concentrano sul rapporto tra tutela e decisione editoriale.
scorta e minacce: ricostruzioni a confronto
Alcune fonti vicine a Libero qualificano la ricostruzione di Sechi come “strumentale”. Secondo queste ricostruzioni, la misura di protezione sarebbe stata disposta già da circa tre settimane. Di conseguenza, il riferimento fatto nel racconto di Sechi alle minacce ricevute avrebbe, nelle intenzioni attribuite alle fonti, un effetto prevalentemente narrativo: presentare la vicenda come una ritorsione personale.
sollevato dall’incarico: la versione sulle responsabilità
Secondo quanto si apprende, Sechi non sarebbe stato licenziato direttamente da Antonio Angelucci, ma sollevato dall’incarico nell’ambito delle scelte editoriali del quotidiano. In questa prospettiva, il contenuto delle ricostruzioni mira a separare il tema della protezione personale da quello della decisione organizzativa.
Le fonti richiamano inoltre un elemento già osservato in altre situazioni: misure di tutela per direttori di giornale ed esponenti dell’informazione non sarebbero un evento eccezionale. In alcuni casi, sarebbero anche risultate più estese e rilevanti, rendendo improprio collegare automaticamente la scorta all’idea di un licenziamento avvenuto “nel momento” delle minacce.
perché è scattata la tutela: minacce legate agli editoriali
La decisione della questura di Milano di disporre la tutela nei confronti di Mario Sechi sarebbe arrivata dopo una serie di minacce collegate agli editoriali scritti da Sechi. Nella ricostruzione risultano citati Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, indicati come due anarchici morti il 20 marzo a Roma, nell’esplosione di un ordigno che stavano presumibilmente confezionando.
Dopo la diffusione della notizia delle minacce rivolte a Sechi, si sarebbe registrato un coinvolgimento politico ampio: si sarebbe stretto tutto il centrodestra e il governo, con in testa la premier Giorgia Meloni.
carriera e incarichi: dal ruolo con meloni a libero
Nel marzo 2023 Mario Sechi sarebbe diventato capo dell’ufficio stampa della presidente del Consiglio. L’incarico sarebbe durato pochi mesi: dopo soli quattro mesi Sechi avrebbe lasciato il ruolo per via di un rapporto, così riferito, mai decollato con lo staff di Meloni.
Successivamente Sechi avrebbe transitato alla direzione di Libero. Il percorso si sarebbe concluso oggi, secondo l’insieme delle informazioni che collegano il cambio di responsabilità al contesto delle minacce e della protezione.
personaggi citati nella vicenda
- Mario Sechi
- Antonio Angelucci
- Giorgia Meloni
- Alessandro Mercogliano
- Sara Ardizzone
