Scossone in Uk, ministra lascia e attacca Starmer: serve un leader

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Scossone in Uk, ministra lascia e attacca Starmer: serve un leader

Nuovo capitolo di tensione politica nel Regno Unito dopo le dimissioni di Miatta Fahnbulleh, ministra per le Comunità, che ha lasciato l’esecutivo guidato dal premier Keir Starmer. La decisione arriva nel pieno di una fase delicata per il Partito Laburista, investito da una pesante debacle elettorale e da una crescente pressione interna sulla leadership del capo del governo.

dimissioni Miatta Fahnbulleh: richiesta a Keir Starmer e svolta interna

Fahnbulleh si è dimessa dal ruolo ministeriale chiedendo contestualmente a Starmer di lasciare la guida del Paese. Il provvedimento rappresenta la prima uscita dall’esecutivo dopo il risultato elettorale che ha colpito il Partito Laburista e si inserisce in un contesto in cui aumenta il confronto all’interno del partito.

La ministra ha motivato la scelta attraverso una lettera indirizzata al premier, resa nota tramite la piattaforma X. In essa Fahnbulleh ha dichiarato di essere orgogliosa di quanto realizzato finora, ma ha aggiunto che l’amministrazione non avrebbe agito con la visione, il ritmo e l’ambizione richiesti dal mandato di cambiamento.

lettera su X: mancanza di visione e necessità di una transizione ordinata

Nel testo, Fahnbulleh ha sostenuto che il Paese si trova ad affrontare sfide enormi e che la richiesta pubblica punta a un cambiamento di ampiezza pari alla portata dei problemi. Rivolgendosi direttamente a Starmer, ha affermato che l’opinione pubblica non ritiene che il premier sia in grado di guidare quel cambiamento, aggiungendo: anche lei non lo crede.

Da qui la richiesta al primo ministro di fare ciò che risulta giusto per il Paese e per il partito, con l’indicazione di definire un calendario per una transizione ordinata. L’obiettivo indicato è consentire a una nuova squadra di realizzare il cambiamento promesso.

risposta di Keir Starmer: nessuna procedura formale e continuità del governo

Alle dimissioni e alle pressioni interne, Starmer ha cercato di contenere il clima di scontro. Aprendo una riunione di gabinetto, ha assicurato che all’interno del Partito Laburista non è stata avviata alcuna procedura formale per mettere in discussione la sua leadership e ha invitato i ministri a continuare a governare.

Il premier ha inoltre assunto la responsabilità dei risultati elettorali e del cambiamento promesso, citando quanto riportato da Downing Street. Starmer ha definito le ultime 48 oredestabilizzanti per il governo”, rimarcando che tale instabilità comporta un costo economico reale per il Paese e per le famiglie.

regole interne del Labour: sfida alla leadership e condizioni per avviarla

Starmer ha ribadito che esistono regole precise per contestare la leadership, precisando però che tali meccanismi non sarebbero stati attivati. Per avviare formalmente una sfida, un deputato deve notificare l’intenzione all’organismo che guida il partito, il National Executive Committee, e deve raccogliere il sostegno del 20% del gruppo parlamentare laburista, corrispondente attualmente a 80 deputati.

Secondo quanto riferito da Sky News, sebbene 78 parlamentari abbiano chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer, queste richieste non farebbero scattare automaticamente alcun meccanismo interno per aprire una corsa.

pressione politica e richieste di dimissioni nel Labour

Le dimissioni di Fahnbulleh si inseriscono in un momento in cui si intensifica il dibattito sulla guida del partito. La richiesta pubblica di un numero rilevante di parlamentari contribuisce a mantenere alta la pressione, mentre la leadership di Starmer insiste sulla mancata attivazione delle procedure formali previste dalle regole interne.

personaggi coinvolti

  • Miatta Fahnbulleh
  • Keir Starmer
Categorie: NewsPolitica

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