Schlein sulla flotilla illegale è israele non gli attivisti

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Schlein sulla flotilla illegale è israele non gli attivisti

La crisi nel Mediterraneo torna al centro del dibattito politico con un confronto acceso su Flotilla e blocco navale, tra contestazioni sulle modalità del governo israeliano e richieste di riconoscimento internazionale. A Roma, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein interviene alla presentazione del libro del deputato Arturo Scotto, legato all’esperienza nella prima missione in mare per Gaza, concentrando il discorso su diritto del mare, diritti delle persone e conseguenze umane legate ai fermi degli attivisti.

el. schlein: atto illegale e violazione del diritto del mare

Nel suo intervento, Schlein afferma che contro la Flotilla si è assistito a un atto che definisce pirateria, sostenendo che viola sia il diritto del mare sia i diritti delle persone. Il riferimento comprende anche il trattamento riservato ad alcuni attivisti rilasciati in Grecia, descritti come vittime di trattamenti inumani.

La segretaria Pd distingue nettamente tra Flotilla e blocco navale: secondo la sua ricostruzione, ciò che risulterebbe illegale non sarebbe l’iniziativa della Flotilla, bensì il blocco navale. La posizione viene ribadita con un’accusa rivolta al governo israeliano, indicato come soggetto autore di un’azione illegittima.

el. schlein: polemica sulle parole di la russa e critica alla destra

Schlein affronta anche un passaggio politico collegato alle dichiarazioni della seconda carica dello Stato, secondo cui sarebbero state pronunciate parole offensive contro Flotilla e contro cittadini e attivisti. La segretaria dem contesta in particolare la linea secondo cui si parlerebbe di “propaganda a basso rischio” e del rischio attribuito agli attivisti, con accuse riportate come offensive: tra queste, l’idea che, una volta fermati, possano dichiarare di aver subito tortura.

Il punto centrale dell’attacco di Schlein riguarda l’assenza di iniziative istituzionali nella crisi in Medioriente, individuata come contesto che renderebbe necessario l’intervento degli attivisti. In quest’ottica, vengono definite “ignobili” le parole rivolte alla Flotilla e ai soggetti impegnati nella missione.

riconoscimento dello stato di palestina: obiettivo politico indicato dalla segreteria pd

Nel proseguire il ragionamento politico, Schlein lega le posizioni del Partito Democratico a un programma di governo. Secondo quanto riportato, quando il Pd sarà al governo una delle priorità consisterà nel riconoscere lo Stato di Palestina.

La segretaria dem collega tale scelta a una visione politica dei rapporti tra i popoli, sostenendo che “due popoli due Stati” non sarebbe possibile senza il riconoscimento della Palestina.

arturo scotto: sovranismo asimmetrico e appello per i detenuti

Dal canto suo, Arturo Scotto definisce la linea politica del governo di Giorgia Meloni come un “sovranismo asimmetrico e ipocrista”. La critica si fonda su un confronto tra vicende: secondo quanto riportato, la premier sarebbe stata in prima fila nella situazione dei due marò, sostenendo una reazione legata al fatto che fossero toccate barche battenti bandiera italiana. Allo stesso modo, Scotto si interroga sull’asimmetria quando vengono toccate imbarcazioni con bandiera italiana impegnate nel trasporto di aiuti umanitari a Gaza.

Scotto lancia poi un appello per la liberazione di persone ancora detenute in Israele, richiesta ripresa anche da Schlein: i nomi indicati sono Thiago Avila e Saif Abukeshek.

personaggi e riferimenti citati nella ricostruzione

  • Elly Schlein
  • Arturo Scotto
  • Giorgia Meloni
  • La Russa
  • Thiago Avila
  • Saif Abukeshek

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