Schlein su gaza ue poco credibile cresce l’insofferenza nel pd verso von der leyen
La vicenda della Global Sumud Flotilla e del ruolo dell’Unione europea nella crisi tra Israele e territori palestinesi torna al centro del dibattito politico, con accuse concentrate su doppie misure, silenzi istituzionali e scelte ritenute sbilanciate. Durante un confronto svoltosi a Montecitorio, nell’ambito della presentazione del libro di Arturo Scotto, emergono pressioni affinché l’esecutivo italiano e le istituzioni europee assumano posizioni più coerenti, soprattutto rispetto a Gaza e alla navigazione delle missioni umanitarie.
flotilla, doppie misure e credibilità dell’unione europea
Elly Schlein, segretaria dem, individua nella mancata applicazione di sanzioni e nel perdurare di doppie standard un elemento che riduce la credibilità dell’Unione europea. La denuncia si concentra sulla ritenuta disparità di trattamento: sanzioni a Putin considerate giuste, ma giudicate inaccettabili se non accompagnate da analoghe misure verso il governo israeliano.
Nel contesto della presentazione del volume Flotilla, in viaggio per Gaza, il nodo principale riguarda l’inerzia descritta come persistente, sia nelle istituzioni europee sia in relazione alla questione palestinese, dalla Striscia di Gaza fino alla Cisgiordania.
elly schlein e le proposte politiche del pd
Schlein difende la missione Flotilla e rilancia la linea politica del Partito Democratico. Il quadro delineato ruota attorno all’attesa di un segnale immediato da parte del governo Meloni, collegato alla rimozione del veto che bloccherebbe la sospensione dell’accordo tra Ue e Israele.
La segretaria torna anche ad attaccare il presidente del Senato Ignazio La Russa, accusato di aver rivolto offese ad attivisti. Sul piano istituzionale, viene indicata una priorità politica: con il Pd al governo, una delle prime iniziative sarebbe riconoscere lo Stato di Palestina. La motivazione posta è che due popoli due Stati non sarebbe praticabile senza tale riconoscimento.
europeismo e critica all’assenza di ruolo dell’ue
Nel confronto, Roberto Speranza interviene parlando di un’Europa che muore ogni giorno, nel silenzio, e denuncia l’imbarazzo di fronte a un’Unione europea priva di capacità d’azione. Schlein concorda con il quadro generale e rafforza il messaggio: “basta doppi standard”, collegando la delusione a ciò che, secondo la prospettiva federalista, l’Europa avrebbe dovuto fare in questa vicenda.
commissione ue sotto accusa: da rearm eu alla linea a destra
La discussione passa poi dalla responsabilità politica generale al funzionamento della Commissione europea. Viene richiamata una commissione descritta come sostenuta dai dem, collegata al gruppo dei Socialisti in Europa, e associata a una linea ritenuta incoerente rispetto agli impegni dichiarati.
Nel merito vengono citate battaglie politiche su Rear(m)Eu, successivamente rinominato Readiness 2030 tramite un cambio di etichetta, ritenuto però non sostanziale. Nel quadro si colloca anche l’osservazione dell’asse politico tra Popolari e forze legate a Conservatori ed estrema destra.
voti, doppia maggioranza e conseguenze sulla navigazione
Il tema del bilanciamento politico emerge in modo diretto con le parole di Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia e consigliere dem ligure. L’ex Guardasigilli evidenzia un problema legato a una doppia maggioranza che sposterebbe l’asse complessivo “fortemente a destra”. Il nodo viene collegato a coerenza e difesa di obiettivi come il Green Deal, la politica internazionale e gli equilibri di bilancio.
Orlando solleva anche un’altra conseguenza concreta: con l’attuale impostazione diventerebbe più difficile difendere le acque territoriali e la navigazione di missioni di diverso tipo, indicate come civili, militari ed economiche.
La critica investe inoltre il silenzio dell’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaia Kallas, descritto come carente proprio rispetto alla vicenda in questione.
risposte politiche in aula: schlein, provenzano e speranza
La posizione di Schlein, chiamata a pronunciarsi sul sostegno a Ursula von der Leyen, appare più prudente: la segretaria preferisce non esporsi e non accetta domande dalla sala.
Sul silenzio dei vertici Ue rispetto alla Flotilla e agli attivisti arrestati, Giuseppe Provenzano risponde rimarcando che il Pd avrebbe chiesto con forza l’attivazione dell’Ue per la liberazione di tutti i prigionieri. Nello stesso passaggio viene anche sottolineato, a livello pratico, che l’esito dei voti non sarebbe più scontato, poiché Popolari e Socialisti si esprimerebbero spesso in maniera differente.
robusto dissenso di speranza sulla linea della commissione
Roberto Speranza, invece, formula un giudizio netto sulla Commissione. Secondo quanto riportato, la Commissione sarebbe risultata assente su conflitto russo-ucraino, su questione arabo-israeliana e sulle grandi sfide legate a energia e sviluppo sostenibile. Ne deriva una richiesta di consequenzialità rispetto alla valutazione negativa.
La critica non si limita alle parole: rispetto alla proposta Rearm EU, anche dopo modifiche, viene indicato che resterebbe “in una direzione sbagliata” e che la Commissione non interpreterebbe la domanda di cambiamento, orientandosi invece prevalentemente verso destra.
scotto: navigazione, mediterraneo e priorità politica
Arturo Scotto collega la postura europea a una risposta ritenuta insufficiente. Sul tema della Flotilla, l’Europa avrebbe comunicato l’indicazione che “è meglio che non partite”, anziché fare pressione perché la spedizione giungesse effettivamente a destinazione, citando il passaggio relativo a Netanyahu come punto di riferimento.
Nel ragionamento di Scotto, lo scontro passa anche per un’interpretazione ritenuta distorta dello spazio: viene richiamato lo “strabismo” attribuito a Kallas, considerata l’idea che il Mar Mediterraneo sarebbe una questione riferita a Israele. Secondo la ricostruzione proposta, il mare sarebbe invece di tutti.
Scotto imposta la domanda politica in termini chiari: per affrontare la questione sarebbe necessario un segnale forte di un’Europa capace di difendere sovranità, modello sociale e diritti. In assenza di tale impostazione, il giudizio è che la Commissione risulterebbe troppo sbilanciata a destra e difficile da riconoscere.
chiara braga e la linea di cautela dell’area riformista
Nel perimetro riformista, la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga introduce un approccio prudente. Il focus diventa quello di far sì che l’Europa ritrovi se stessa, recuperando le ragioni della difesa del diritto internazionale e degli organismi multilaterali.
enzo amendola e i silenzi europei sulla terra santa
Enzo Amendola collega i silenzi Ue a un elemento non nuovo: vengono citati due anni e più di assenza di voce dell’Alta commissaria sulla vicenda in Terra Santa. La critica viene attribuita alle forze socialiste in Parlamento, descritte come stigmatizzanti la situazione dal punto di vista diplomatico.
Amendola richiama anche un altro passaggio: l’ipotesi di sospensione dell’accordo tra Europa e Israele sarebbe “sparita dal tavolo”. La lettura politica proposta è che resti necessaria una riflessione nella sinistra europea, accompagnata dalla fiducia nel capogruppo e nella delegazione europea, con un aumento dei toni.
richiesta finale: iniziativa europea per la global sumud flotilla
Il confronto si chiude con un appello di Scotto: serve un’iniziativa europea per scortare la Global Sumud Flotilla e farla arrivare finalmente a Gaza. Sullo stato delle iniziative, il quadro complessivo descritto indica che tale urgenza non sembra ancora rientrare tra le priorità operative.
personaggi citati nel dibattito
- Elly Schlein
- Arturo Scotto
- Bianca Berlinguer
- padre Ibrahim Faltas
- Roberto Speranza
- Ignazio La Russa
- Andrea Orlando
- Kaia Kallas
- Nicola Zingaretti
- Giuseppe Provenzano
- Chiara Braga
- Enzo Amendola
- Pedro Sanchez
- Nico Stumpo
- Federico Fornaro
- Maria Cecilia Guerra