Scalata alla lazio sentenza dopo 20 anni: tutti assolti in appello

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Scalata alla lazio sentenza dopo 20 anni: tutti assolti in appello

La Corte d’Appello di Roma ha emesso una nuova decisione nel processo legato alla scalata della Lazio, avviata secondo l’accusa a partire dal 2005. La sentenza, pronunciata dai giudici della seconda sezione penale, ha portato all’esito favorevole per gli imputati, con formula perché il fatto non sussiste. L’atto conclusivo della fase di appello è stato emesso nella giornata di venerdì 8 maggio 2026.

Nel giudizio di secondo grado, gli imputati sono stati tutti assolti, ribaltando quanto stabilito in precedenza. In primo grado, infatti, nel gennaio 2015 erano state pronunciate condanne.

sentenza corte d’appello roma perché il fatto non sussiste

La decisione della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Roma ha riguardato un procedimento nato nell’ambito delle contestazioni relative alla presunta scalata della Lazio, collocata temporalmente a partire dal 2005. I giudici hanno adottato la formula perché il fatto non sussiste, che ha determinato l’assoluzione degli imputati.

imputati assolti nel processo sulla scalata della lazio

Nel merito, gli imputati destinatari della sentenza sono stati indicati dai giudici della Corte d’Appello. L’elenco comprende Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio.

La decisione di appello si inserisce in un quadro processuale che aveva già portato, nel precedente grado di giudizio, a risultati opposti.

condanne in primo grado e riforma in appello

Nel giudizio di primo grado, nel gennaio 2015, erano state comminate condanne: 4 anni e 2 mesi a 2 anni e 2 mesi nei confronti degli imputati coinvolti nel procedimento.

La sentenza emessa in appello ha quindi determinato un esito diverso, con l’assoluzione basata sulla formula perché il fatto non sussiste.

capi ultras irritiducibili e statuizioni su singoli capi

Tra gli imputati figuravano capi ultras degli Irriducibili, indicati nell’accusa per tentata estorsione. Nel quadro contestato rientrava anche la posizione di Fabrizio Piscitelli, conosciuto con l’alias Diabolik.

Per Piscitelli, secondo quanto risulta, era avvenuto il decesso: ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti. In relazione a tale circostanza, i giudici hanno disposto il non doversi procedere per morte dell’imputato.

prescrizione per guidocarlo di cosimo su uno dei capi d’accusa

Nei confronti di Guidocarlo Di Cosimo è stato inoltre adottato un ulteriore provvedimento: non doversi procedere per intervenuta prescrizione per uno dei capi d’accusa.

Alla scorsa udienza, la procura generale aveva chiesto, invece, la conferma delle condanne di primo grado. La decisione assunta dai giudici ha seguito un orientamento differente rispetto a tale richiesta.

partecipanti citati nella decisione

La sentenza menziona i seguenti soggetti coinvolti nel procedimento o nelle parti richiamate nel quadro accusatorio:

  • Yuri Alviti
  • Fabrizio Toffolo
  • Paolo Arcivieri
  • Guidocarlo Di Cosimo
  • Giuseppe Bellantonio
  • Fabrizio Di Marziantonio
  • Fabrizio Piscitelli (alias Diabolik)
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