Saif Abukeshek e Thiago Àvila: chi sono i palestinese e il brasiliano fermati dopo l’abbordaggio della Flotilla

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Saif Abukeshek e Thiago Àvila: chi sono i palestinese e il brasiliano fermati  dopo l’abbordaggio della Flotilla

Un’operazione in mare si trasforma rapidamente in un caso internazionale, con conseguenze immediate per persone detenute e scelte politiche ad alto impatto. La Global Sumud Flotilla, missione umanitaria e civile, si trova al centro di una escalation descritta come particolarmente grave: sequestri in acque internazionali, trasferimenti su mezzi militari e accuse collegate a presunti legami con organizzazioni palestinesi. Tra i nomi più esposti emergono Saif Abukeshek e Thiago Àvila, entrambi al centro di motivazioni ufficiali e campagne di pressione che sollevano timori legati a detenzione e trattamenti.

global sumud flotilla e l’imbarco a augusta verso gaza

Saif Abukeshek, indicato come una delle colonne della Global Sumud Flotilla, conosceva i rischi prima di partire. I compagni avrebbero invitato a non imbarcarsi, con l’avvertimento che l’esposizione sarebbe stata maggiore rispetto ad altri partecipanti. Pur avendo già rinunciato a una prima missione diretta a Gaza sei mesi prima, l’attivista avrebbe deciso di partecipare alla seconda fase, salendo a bordo a Augusta (Siracusa) in occasione della domenica 26 aprile.

Nel descrivere il tragitto, Abukeshek avrebbe annunciato l’intenzione di fermarsi prima, in Grecia o in Turchia, senza arrivare fino alla zona degli abbordaggi: ossia l’area definita a partire dalle 150 miglia dalle coste di Gaza.

abbordaggi a ovest di creta: 22 su 58 barche intercettate

La escalation viene attribuita a un’operazione organizzata dalla Marina israeliana a 60/70 miglia a ovest di Creta, in un tratto di mare descritto come fra Italia e Grecia. La dinamica viene presentata come un intervento “spregiudicato”, condotto con corvetta, motovedette, lance e gommoni per procedere ad abbordare in un’area considerata acque internazionali.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Flotilla, sarebbero state colpite 22 barche su 58. A bordo, nelle versioni associate all’iniziativa, vi sarebbero stati persone disarmate e aiuti umanitari; la distanza indicata sarebbe di oltre 600 miglia nautiche (circa mille chilometri) dalle coste israeliane. La modalità descritta richiama un comportamento paragonato a quello dei pirati: sequestro delle persone e lasciare le imbarcazioni alla deriva, con danni alle barche.

rilasci sulla “nave prigione” e trasferimenti attraverso la grecia

Dei 175 attivisti sequestrati, quasi tutti sarebbero poi stati rilasciati dopo periodi caratterizzati da maltrattamenti e umiliazioni. La descrizione include anche riferimenti a conseguenze fisiche, come nasi rotti e lesioni consistenti, con menzione di proiettili di gomma.

La ricostruzione solleva inoltre criticità sul comportamento delle autorità greche: dopo il rilascio, gli attivisti sarebbero stati privati della libertà per diverse ore prima del trasbordo. Il passaggio viene indicato come avvenuto prima su imbarcazioni militari di Atene e poi su pullman.

deportazione di saif abukeshek e thiago àvila e motivazione ufficiale

Il punto più allarmante viene collegato alla decisione di deportare sul territorio israeliano Saif Abukeshek con cittadinanza spagnola e Thiago Àvila, indicato come front man della Flotilla già lo scorso anno. La motivazione attribuita al ministero degli Esteri israeliano è che i due debbano essere “interrogati”.

accuse e campagne di stampa: presunti collegamenti e mancanza di prove

La ricostruzione parla di assenza di accuse formalizzate, mentre elementi raccolti dall’intelligence israeliana sarebbero stati diffusi attraverso la stampa. In particolare, Abukeshek, indicato come 45 anni, padre di tre figli, viene descritto come ritenuto in qualche modo in contatto con Hamas per conoscenze di religiosi ritenuti vicini all’organizzazione e per un precedente coinvolgimento nella PCPA, la Conferenza dei palestinesi all’estero.

La PCPA viene presentata come uno spazio in cui si mescolano forze contrarie alla linea morbida attribuita al presidente Mahmud Abbas, identificato come Abu Mazen, e in cui rientrerebbero anche componenti considerate più o meno collegate a Hamas. In parallelo viene richiamato il tipo di schema che, nella narrazione proposta, rimanderebbe a contesti storici della Resistenza italiana, menzionando Brigate Garibaldi ed Edgardo Sogno.

Viene poi segnalata l’assenza, nella ricostruzione riportata, di un riscontro concreto su un eventuale trasferimento di denaro da Hamas alla Flotilla. La base della contestazione verrebbe quindi ricondotta a ipotesi e notizie pubblicate, mentre il sostegno politico attribuito a soggetti internazionali viene descritto come esplicito per la Malesia e meno esplicito per la Turchia.

paesi aderenti alla convenzione europea e rischio per la persona

La ricostruzione afferma che la deportazione ad Israele sarebbe ostacolata in base al rischio di tortura e di trattamenti inumani o degradanti per chi verrebbe estradato da uno Stato aderente alla Convenzione europea dei diritti umani. Per questo motivo, viene ricordato che Svezia e poi Spagna avrebbero accolto Abukeshek dopo la fuga dal suo Paese oltre vent’anni fa.

saif abukeshek: storia personale, impegno e contesto della flotta

Nato a Nablus, in Cisgiordania, Abukeshek viene descritto come figlio di un dirigente della sinistra laica palestinese. L’impegno viene identificato con la Flotilla, presentata come azione civile non violenta e come iniziativa capace di mettere sotto pressione Israele. La ricostruzione collega questa capacità al fatto che, dopo l’abbordaggio di 22 barche a ovest di Creta, resterebbero 42 barche arrivate lo scorso 1 ottobre davanti alle coste di Gaza, con la possibilità che le missioni future possano coinvolgere numeri ancora maggiori.

Nel quadro descritto, l’obiettivo di un corridoio umanitario sotto controllo internazionale viene posto in contrasto con la scelta attribuita a Israele di decidere cosa entra e cosa no nella Striscia. Vengono citate forme di privazione collegate alle emergenze, come corrente elettrica, acqua potabile, case e cure mediche, con riferimento a una situazione indicata come ancora attiva dopo un cessate il fuoco in vigore dall’ottobre precedente.

La ricostruzione richiama anche un appello del Dipartimento Usa che chiederebbe agli alleati di vietare l’accesso ai porti alla Flotilla.

thiago àvila: profilo, tentativi verso gaza e accuse ricostruite

Thiago Àvila, indicato come 39 anni, brasiliano di Brasilia, viene descritto come attivista ecologista e anticolonialista. La ricostruzione include la fondazione del movimento Bem Viver, ispirato alle lotte dei contadini delle Ande, e la candidatura del 2018 con il Psol (Partido socialismo e libertade). Viene inoltre citato un legame narrativo con le iniziative della Flotilla: sarebbe stato protagonista di un viaggio in cui suonava e cantava “Break the siege” sulla nave Madleen, bloccata dalle forze israeliane in alto mare.

La partecipazione viene descritta come il quarto tentativo di raggiungere Gaza via mare. In parallelo, la ricostruzione riferisce che la campagna di stampa avrebbe puntato su un viaggio a Teheran per una conferenza su Gaza nel giugno 2024 e su una partecipazione, nel febbraio 2025, ai funerali di Hassan Nasrallah, capo degli sciiti libanesi di Hezbollah, assassinato nel settembre 2024 durante una campagna militare israeliana.

accuse sulla condotta e pressione politica sulla flotta

Secondo la ricostruzione, le interlocuzioni e la narrazione mediatica avrebbero portato anche a un’ulteriore accusa pubblicata su un giornale della destra statunitense, collegata a una presunta relazione sessuale durante il viaggio della Flotilla. Nel quadro riportato, viene sottolineato che la nonviolenza viene presentata come scelta radicale, strategica ed etica, non soltanto tattica.

richieste di liberazione e protagonisti più esposti

La ricostruzione sostiene che spetti ai governi del Brasile e della Spagna richiedere la liberazione di Thiago Àvila e Saif Abukeshek. La cattura di Abukeshek viene collegata al sequestro su una barca, indicata come motoscafo Eros1, descritta come mezzo di appoggio e non destinato a forzare il blocco navale davanti a Gaza.

Nel racconto, entrambi i nomi vengono considerati quelli più a rischio: Abukeshek per la sua condizione e identità palestinese, con riferimento a rischi legati a accuse di fatti di sangue e alla nuova legge citata, e Àvila per la sua esposizione mediatica e politica legata ai viaggi e alle presenze menzionate.

saif abukeshek e thiago àvila: i principali nominativi

Nel contesto della Flotilla vengono indicati i seguenti protagonisti coinvolti nelle misure e nelle ricostruzioni presentate:

  • Saif Abukeshek
  • Thiago Àvila
Flotilla, Saif Abukeshek e Thiago Àvila fermati da Israele: ecco perché rischiano di più. L’analisi dell’inviato del Fatto

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