Rub ter riparte: pagamenti alle testimoni sotto la lente dei giudici
Quasi quindici anni dopo le prime indagini legate al caso bunga bunga, il processo Ruby ter riprende davanti alla Corte d’Appello di Milano con un obiettivo preciso: riportare l’attenzione sulla ricostruzione dei fatti. Il procedimento, che trae origine dalle vicende dei processi Ruby e Ruby bis, riguarda la presunta corruzione in atti giudiziari tramite il coinvolgimento dei testimoni, e riapre una fase decisiva per chiarire se, attorno alle serate di Arcore, si sia sviluppato un sistema di protezione fondato su pagamenti e benefici.
processo ruby ter: ripartenza dalla cassazione e focus sulla ricostruzione dei fatti
Il punto fermo stabilito dalla Cassazione impone di ricostruire le condotte in punto di fatto. In precedenza, il Tribunale di Milano aveva pronunciato, il 15 febbraio 2023, un’assoluzione generalizzata degli imputati, sostenendo che le ragazze coinvolte nelle cosiddette “cene eleganti” non potessero essere considerate testimoni, ma dovessero essere invece sottoposte a indagini.
La decisione di merito si è però intrecciata con un passaggio controverso: gli stessi giudici avevano dichiarato nulli i verbali relativi a 19 testimoni nei procedimenti Ruby e Ruby bis. La Suprema corte, investita dai magistrati di Milano con un ricorso per saltum, ha ribaltato l’impianto delle assoluzioni, definendo il ragionamento della sentenza di primo grado viziato nell’intero percorso e demolendo l’assetto giuridico su cui si basavano le assoluzioni.
nuovo processo davanti alla corte d’appello di milano: udienza e composizione del collegio
Il 28 maggio si apre quindi il nuovo dibattimento davanti alla II sezione penale della Corte d’Appello di Milano, presieduta da Enrico Manzi. Il procedimento coinvolge 22 imputati, con un perimetro che include Karima El Mahroug, nota come Ruby Rubacuori, le ospiti di Arcore e Luca Giuliante, indicato dalla Procura come ex legale di Ruby e ritenuto un possibile intermediario nei rapporti economici tra il Cavaliere e le ragazze.
Per Silvio Berlusconi il quadro giudiziario cambia: assolto in primo grado insieme agli altri imputati, non è più processabile dopo la morte avvenuta nel giugno 2023.
imputazioni e somme contestate: pagamenti, regali e promesse al centro del dibattimento
Le contestazioni mosse dalla Procura riguardano somme considerate ingenti e ricondotte, secondo l’accusa, al corrispettivo delle deposizioni rese davanti ai magistrati. Nel dettaglio vengono richiamati bonifici, regali, case, mantenimenti mensili e anche promesse di denaro.
La difesa di Berlusconi e degli altri imputati ha indicato una diversa interpretazione: gli importi sarebbero riconducibili a atti di liberalità e a sostegno economico verso persone in difficoltà, senza un collegamento con le testimonianze prodotte nei processi.
Il Tribunale, in passato, aveva evitato di entrare nel merito della questione, facendo prevalere esclusivamente il tema dell’inutilizzabilità delle prove. Ora la Corte d’Appello è chiamata a confrontarsi con il merito e con la ricostruzione complessiva della vicenda.
scenario alternativo: intralcio alla giustizia e valutazione della genuinità delle deposizioni
Nella relazione dei giudici d’appello emerge anche una possibile linea alternativa. Nel caso in cui le testimonianze delle ragazze non risultassero false, i versamenti contestati potrebbero essere ricondotti al reato di intralcio alla giustizia. Si tratta di una fattispecie meno grave rispetto alla corruzione in atti giudiziari, con conseguenze che, per le imputate, non comporterebbero punibilità.
Questa prospettiva conferma la pluralità degli esiti possibili e indica che il nodo decisivo resterà la valutazione della genuinità delle deposizioni rese nelle prime fasi dei processi Ruby. All’udienza del 28 maggio, le difese potrebbero presentare nuove questioni preliminari e tentare ancora di contestare l’impostazione accusatoria ricostruita dalla Cassazione.
Per la prima volta dopo anni, il procedimento torna al centro della domanda storica del caso Ruby: verificare se attorno alle serate di Arcore sia esistito un sistema stabile di protezione processuale fondato su pagamenti alle testimoni. Dopo assoluzioni, ribaltamenti e lunghe battaglie giudiziarie, la questione torna davanti ai giudici milanesi con una cornice giuridica che impone di tornare ai fatti.
figure coinvolte nel processo ruby ter
- Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori
- Luca Giuliante
- Silvio Berlusconi
