Roma, vertice in questura sulle violenze: pista per una nuova Brigata Vitali dietro gli ultimi raid
Una riunione in Questura a Roma mette insieme due linee di lavoro: censire i porti d’arma concessi alle persone legate alla comunità ebraica e fare il punto su una pista investigativa che collega le recenti violenze a una nuova formazione giovanile. Il quadro emerso descrive una Capitale sempre più tesa tra ambienti pro-Pal e giovani di religione ebraica, mentre nuovi episodi di vandalismo alimentano l’attenzione delle forze dell’ordine.
riunione in questura roma e censimento dei porti d’arma
All’interno della Questura romana si è svolta una riunione dedicata alla necessità di censire i porti d’arma concessi a persone legalmente appartenenti alla comunità ebraica. Nello stesso contesto viene affrontata anche la situazione investigativa legata alle violenze ultra-sioniste, con l’individuazione di un’ipotesi che avrebbe preso forma nelle ultime fasi delle indagini.
pista investigativa sulle violenze ultra sioniste e “brigata vitali”
Gli approfondimenti convergono sull’ipotesi che dietro le recenti violenze ultra-sioniste possa esserci una formazione chiamata “Brigata Vitali”. Le dinamiche descritte segnalano un clima ad alta temperatura, con tensioni che si riflettono sul territorio e su episodi culminati in atti vandalici e aggressioni.
tentata effrazione a garbatella e indagini digos
Tra i fatti in esame rientra anche un episodio avvenuto due notti fa nel quartiere Garbatella: una tentata effrazione in una vineria che avrebbe dovuto ospitare la presentazione di un libro intitolato “La Brigata ebraica – Una storia controversa dal 1944 a oggi”. La Digos risulta impegnata nella ricostruzione della rete di contatti connessa a questo contesto, includendo anche Eitan Bondì.
eitan bondì arrestato dopo spari con pistola softair
Il nome di Eitan Bondì è legato a un arresto avvenuto nei giorni scorsi: il ragazzo di 21 anni avrebbe sparato con una pistola softair contro due militanti dell’Anpi, in un momento a margine delle celebrazioni per il 25 aprile. Sul caso lavorano anche i poliziotti del commissariato Colombo.
dichiarazioni e ritrattazioni su appartenenza a gruppi
Nel corso dell’immediatezza Bondì avrebbe dichiarato alla polizia di far parte della “Brigata ebraica”, per poi ritrattare affermando di non appartenere ad alcun gruppo. Gli elementi richiamati includono anche la smentita legata alla “Brigata ebraica”, con sede indicata a Milano. Gli investigatori avrebbero poi ricostruito una realtà differente rispetto alle prime affermazioni.
eitan bondì e precedenti segnalazioni digos
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo sarebbe stato già segnalato dalla Digos a gennaio 2025 per un blitz alla Sapienza con tanto di striscione “firmato” con la stella di David. Questo filone viene collegato alla pista secondo cui Bondì farebbe parte della “Brigata Vitali”.
costituzione della brigata vitali e collegamento con il 27 gennaio 2025
La ricostruzione indica che la “Brigata Vitali” si sarebbe costituita il 27 gennaio 2025, ossia il giorno successivo all’azione alla Sapienza attribuita a Bondì. Lo stemma associato alla formazione viene descritto come un teschio in campo nero con una rosa in bocca e una corona d’alloro, con sotto il simbolo del sionismo.
canale telegram “israele senza filtri” e simboli dello stemma
Lo stemma sarebbe stato presentato sul canale Telegram “Israele Senza Filtri”. Nel quadro descritto, la comunicazione e l’immaginario della formazione vengono messi in relazione con i comportamenti segnalati e con le preoccupazioni della Digos sul rischio di un contagio tra gruppi giovanili.
armi trovate in casa e timore di episodi tra i giovani
La Digos teme che la passione per le armi osservata nel caso Bondì non costituisca un episodio isolato tra i ragazzi collegati alla “Brigata Vitali”. Gli investigatori avrebbero rinvenuto in casa di Bondì quattro pistole, tre fucili, tra cui uno da cecchino, insieme a un migliaio di proiettili.
manifesto del 21 febbraio 2025 e messaggio contro bullismo e antisemitismo
Nel materiale richiamato compare anche un manifesto del 21 febbraio 2025, affidato a Telegram dopo alcuni scontri con collettivi di sinistri al Liceo Manara di Roma. Il contenuto viene riferito come un avvertimento: “Non saranno più tollerate azioni di bullismo e antisemite volte ad allontanare studenti ebrei dai licei pubblici”.
marconi e tensioni tra ragazzi: episodi ricondotti a gruppi
Il quadro descritto sottolinea che le schermaglie tra ragazzi non restano confinate a singoli episodi. La situazione in città, in particolare nel quartiere Marconi, viene indicata come molto calda. Il 5 ottobre 2025, subito dopo un corteo pro-Pal legato alla Flotilla, sulla saracinesca di una panetteria kosher del Rione sarebbe comparsa una scritta apertamente antisemita: “Ebrei di merda bruciate tutti”.
episodi riconducibili agli “amici della brigata ebraica”
In quella stessa area vengono citati diversi atti che la Digos riconduce agli “Amici della Brigata Ebraica”. Molti dei soggetti coinvolti oggi risulterebbero confluiti nella “Brigata Vitali”. Tra gli episodi indicati figurano bombe carta al centro sociale La Strada e il pestaggio dell’attivista italo palestinese Karem Rohana, avvenuto nello stesso punto in cui sarebbero stati commessi anche gli spari del 25 aprile.
azione “premeditata” collegata alla festa della liberazione
Nel racconto delle indagini compare anche un’azione descritta come “premeditata” ma considerata, per come riportato, isolata, attribuita a Bondì il giorno della festa della Liberazione.
obiettivo della questura: calmare la spirale e prevenire escalation
La priorità delineata per la Questura è riportare la calma e limitare gli episodi di violenza. L’attenzione è rivolta anche all’esigenza di evitare un’escalation capace di riportare la Capitale in un clima simile a quello degli anni di piombo.
nomi citati nel quadro investigativo
- Eitan Bondì
- Karem Rohana
- militanti dell’Anpi
- collettivi di sinistri al Liceo Manara di Roma
- operatori del commissariato Colombo
