Ripristino della natura: piano per recuperare aree terrestri e marine e salvare spazi verdi urbani

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Ripristino della natura: piano per recuperare aree terrestri e marine e salvare spazi verdi urbani

Il Regolamento sul Piano di Ripristino della Natura (PNR), in vigore dal 18 agosto 2024, impone un cambio di rotta concreto e misurabile: le trasformazioni del suolo già autorizzate e avviate su aree verdi dovranno essere riequilibrate. Al centro del processo figurano depavimentazione e ripristino ecologico di suolo e vegetazione, in coerenza con la natura vincolante delle norme europee e con il loro primato rispetto alle disposizioni nazionali, comprese quelle di carattere urbanistico locale.

Negli anni, il degrado ambientale ha spinto la mobilitazione della società civile: sono arrivate un milione di firme e numerosi messaggi, insieme a appelli sostenuti da oltre 6000 scienziati e da 100 imprese e organizzazioni. Da questi contributi è maturata l’approvazione di un percorso ritenuto necessario e urgente, pensato come punto di partenza radicale per affrontare le emergenze ambientali e climatiche.

regolamento sul piano di ripristino della natura: obblighi vincolanti dal 2024

Poiché i regolamenti europei sono atti legislativi vincolanti, gli obblighi previsti dal PNR prevalgono sulle norme nazionali, incluse le regole urbanistiche locali. Con l’entrata in vigore del piano il 18 agosto 2024, tutte le trasformazioni del suolo già autorizzate e iniziate su aree verdi devono essere trattate secondo un criterio di riequilibrio: si richiede la depavimentazione e il ripristino ecologico degli elementi naturali coinvolti.

obiettivi 2030: recupero di aree, habitat e spazi verdi urbani

Il piano stabilisce che entro il 2030 vengano raggiunti risultati articolati:

  • recupero di almeno il 20% delle aree terrestri e marine;
  • recupero del 30% di habitat specifici;
  • nessuna perdita netta di spazi verdi urbani.

In questo quadro, l’attenzione del regolamento include anche la dimensione delle città, indicando gli ecosistemi urbani come un elemento decisivo e innovativo dell’intero impianto.

ecosistemi urbani: priorità strategica dove vive la maggioranza della popolazione

L’analisi evidenzia come uno dei nodi più cruciali del regolamento sia rappresentato dagli ecosistemi urbani. In Italia, la regolamentazione interessa il 35% dei comuni, dove però risiede l’82,2% della popolazione nazionale. Proprio in tali contesti si concentrano le pressioni trasformative più intense, rendendo questi territori una priorità strategica per l’attuazione.

suolo agricolo nel piano: ecosistemi, biodiversità, clima e sicurezza alimentare

Nella cornice delineata, il suolo agricolo rientra tra i temi principali trattati. Il perimetro include:

  • tutela degli ecosistemi e della biodiversità;
  • mitigazione degli effetti della crisi climatica;
  • neutralità del degrado di suolo;
  • miglioramento della sicurezza alimentare.

Il suolo agricolo viene quindi considerato una leva per costruire un sistema alimentare per il futuro, in un’ottica orientata alla gestione delle emergenze ambientali e climatiche.

coordinamento istituzionale e visione sistemica trasversale

Per la presa in carico di urgenze che si intrecciano con quelle sociali è indicata la necessità di una visione sistemica complessiva. La responsabilità condivisa viene collegata al coinvolgimento di diversi dicasteri: Mase, Masaf e Mit. L’obiettivo è mettere insieme le migliori competenze dei vari settori, così da sostenere un cambiamento di prospettiva culturale sulla relazione con la natura e rilanciare l’impostazione complessiva.

bozza del piano e ruolo di ispra

Nel quadro descritto, ISPRA risulta aver redatto una bozza del piano, rilasciata il 30 marzo indicato dal testo. La ricostruzione sottolinea come l’intero regolamento individui negli ecosistemi urbani uno snodo essenziale per l’applicazione delle misure previste.

presidenza slow food italia

La formulazione riportata include un riferimento alla presidenza di Slow Food Italia, collegando il tema del ripristino della natura a una visione centrata sul futuro del sistema alimentare.

  • Presidente Slow Food Italia
La trave nel piatto – Ripristino della Natura, un Piano per recuperare aree terrestri e marine e per non perdere altri spazi verdi urbani

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