Regime: il piano segreto spiegato
Un piano costruito tra Stati Uniti e Israele avrebbe puntato a ridisegnare i vertici dell’Iran dopo l’azzeramento del regime al potere. Al centro dell’idea, come futuro interlocutore, venne indicato Mahmoud Ahmadinejad, ex presidente iraniano caratterizzato da posizioni considerate intransigenti, con orientamenti anti-israeliani e anti-americani. La ricostruzione attribuisce la scelta a una valutazione emersa nei giorni immediatamente successivi a un’escalation militare che, secondo quanto riportato, avrebbe colpito alti vertici del sistema iraniano.
piano usa-israele per la guida dell’iran: cambio di leadership dopo l’azzeramento
La ricostruzione descrive un progetto concordato per intervenire sulla leadership iraniana in una fase successiva all’eliminazione dei vertici indicati. Pochi giorni dopo gli attacchi israeliani, in cui sarebbe stata uccisa la Guida Suprema Ali Khamenei insieme ad altri alti funzionari del regime, il presidente Donald Trump formulò pubblicamente l’ipotesi che sarebbe stato preferibile un cambio di potere dall’interno dell’Iran.
In tale contesto, il nome proposto come possibile figura di riferimento risultò Ahmadinejad. La scelta viene presentata come particolarmente insolita, dato il profilo politico attribuito all’ex presidente: una postura ricordata per la contrapposizione netta a Israele e Stati Uniti, oltre che per un atteggiamento fortemente critico verso le politiche occidentali.
mahmoud ahmadinejad come interlocutore: profilo politico e rischi dell’operazione
Secondo quanto riferito, l’operazione sarebbe stata elaborata dagli israeliani e Ahmadinejad sarebbe stato consultato. Il piano, però, avrebbe incontrato un fallimento rapido, stando a quanto riportato da funzionari americani che avrebbero avuto accesso a informazioni su quei passaggi.
l’attacco alla casa di teheran e l’inaspettata sopravvivenza
La ricostruzione indica che Ahmadinejad rimase ferito il primo giorno di guerra. Sarebbe stato coinvolto un attacco israeliano alla sua casa a Teheran, descritto come un’azione pensata per liberarlo dagli arresti domiciliari. Nonostante l’esito dell’attacco, Ahmadinejad sopravvisse e, dopo lo scampato pericolo, si sarebbe mostrato disilluso rispetto all’idea di un cambio di regime.
perché la candidatura appariva fuori misura
Durante il suo mandato presidenziale, dal 2005 al 2013, Ahmadinejad era noto per prese di posizione considerate radicali nel confronto con il contesto israeliano e statunitense. La fonte attribuisce alla figura politica appelli ripetuti volti a “cancellare Israele dalla mappa”, oltre a un ruolo di convinto sostenitore del programma nucleare iraniano. Parallelamente, la ricostruzione lo descrive come critico degli Stati Uniti e associato a una repressione violenta del dissenso interno.
coordinamento con trump e netanyahu: scommesse su un piano ritenuto inverosimile
Il racconto mette in evidenza come l’ingresso in guerra di Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe avvenuto non solo sottovalutando i tempi necessari per raggiungere obiettivi di vertice, ma anche affidandosi, in parte, a una traiettoria giudicata rischiosa per la sostituzione della leadership in Iran.
un piano sconosciuto e un’operazione a più fasi
Non sarebbe chiarito pubblicamente come Ahmadinejad sia stato reclutato per prendere parte a quei passaggi, e l’esistenza dell’operazione viene indicata come finora sconosciuta. La ricostruzione parla di un progetto strutturato come piano a più fasi predisposto da Israele con l’obiettivo di rovesciare il governo teocratico iraniano.
La narrazione descrive inoltre che l’intero impianto risultò oggetto di dubbi anche tra alcuni collaboratori statunitensi, con scetticismo soprattutto sulla fattibilità di riportare Ahmadinejad al potere.
funzionari usa scettici e margini di incertezza sul cambio di regime
Secondo quanto riportato, parte del personale americano avrebbe nutrito riserve, in particolare riguardo alla possibilità concreta di riattivare un assetto politico centrato su Ahmadinejad. Il fallimento dell’operazione nei primi giorni della guerra, unito allo scenario in cui l’ex presidente sarebbe rimasto coinvolto nell’attacco alla sua abitazione a Teheran, viene presentato come un elemento che avrebbe rafforzato l’idea di un progetto esposto a numerose variabili.
principali figure citate nell’operazione per l’iran
- Mahmoud Ahmadinejad
- Donald Trump
- Benjamin Netanyahu
- Ali Khamenei
