Putin ossessionato golpe: perché Shoigu finisce nel mirino del Cremlino

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Putin ossessionato  golpe: perché Shoigu finisce nel mirino del Cremlino

La sicurezza personale a Mosca sembra essere diventata una priorità assoluta. Un rapporto attribuito a un’agenzia di intelligence europea, ottenuto dalla CNN, descrive un rafforzamento drastico delle misure di protezione attorno a Vladimir Putin, motivato dal timore di un colpo di Stato o di un possibile tradimento da parte di persone considerate “fedelissime”. Sullo sfondo emergono una sequenza di omicidi di alti ufficiali militari russi e un clima crescente di sospetto all’interno del Cremlino.

sicurezza personale di putin: rafforzamento e sorveglianza contro minacce interne

Secondo quanto riportato, alcune misure sarebbero state introdotte negli ultimi mesi. La CNN evidenzia che la verifica di alcuni dettagli risulta complessa, ma il quadro generale viene collegato a un evento specifico: l’uccisione dell’alto generale russo Fanil Sarvarov, avvenuta a dicembre, che avrebbe innescato tensioni tra vertici dell’apparato di sicurezza.

Tra le pratiche indicate figurano sistemi di sorveglianza installati nelle abitazioni dei collaboratori. Il perimetro di protezione includerebbe figure che operano a stretto contatto con il presidente, come chef, guardie del corpo e fotografi.

restrizioni quotidiane: divieti sui mezzi pubblici, doppi controlli e telefoni senza internet

Nel documento emergono regole operative molto precise. I collaboratori chiamati a lavorare con Putin avrebbero un divieto di utilizzare mezzi pubblici. Anche i visitatori del capo del Cremlino dovrebbero essere sottoposti a doppio controllo.

Per chi svolge attività in prossimità del presidente, l’uso di comunicazioni risulta limitato: sarebbe consentito impiegare solo telefoni cellulari senza accesso a internet. L’obiettivo indicato dal rapporto è ridurre al minimo la circolazione di informazioni e limitare i canali che potrebbero facilitare contatti o coordinamenti non autorizzati.

misure logistiche e spostamenti di putin: meno presenze nelle residenze abituali

La stretta sulla sicurezza personale includerebbe anche scelte di spostamento. Putin e la sua famiglia avrebbero infatti smesso di recarsi nelle residenze abituali situate nella regione di Mosca e nella dacia estiva di Valdai.

La regione di Valdai risulta citata anche per un elemento esterno: alla fine dello scorso anno la Russia avrebbe denunciato un attacco con droni da parte di Kiev. Nel contesto descritto dal rapporto, la modifica dei luoghi frequentati rientrerebbe tra i tentativi di ridurre rischi e vulnerabilità.

assenza di visite alle strutture militari nel 2026: confronto con il 2025

Il rapporto afferma inoltre che l’intelligence europea non ha ancora registrato quest’anno visite dello zar a strutture militari russe. Questo dato viene messo in contrasto con i viaggi regolari avvenuti nel 2025.

cremlino sotto pressione: timori di golpe e segnali di crisi su più fronti

Le misure descritte sono presentate come indicatore di una crescente inquietudine. Secondo la CNN, nel Cremlino ci sarebbe un’accresciuta preoccupazione legata a problemi interni ed esterni. Tra gli elementi citati rientrano difficoltà economiche, segnali di dissenso e contraccolpi sul campo di battaglia in Ucraina.

In parallelo, un’analisi dell’AFP viene richiamata per un punto specifico: per la prima volta da metà 2023 le forze russe avrebbero perso terreno ad aprile.

preoccupazione per fughe di informazioni e complotti: il dossier sul rischio di rovesciamento

Un passaggio centrale del quadro riguarda il rischio di un rovesciamento dello strapotere di Putin. Stando a quanto riportato, dall’inizio di marzo 2026 il Cremlino e lo stesso Vladimir Putin risulterebbero preoccupati per la possibile fuga di informazioni sensibili e per il rischio di complotto o colpo di Stato.

Nel dossier viene avanzato anche un nome: Serghei Shoigu, ex ministro della Difesa e poi segretario del Consiglio di Sicurezza russo. L’indicazione presente nel rapporto lo collegherebbe al rischio di un golpe perché gli viene attribuita una notevole influenza all’interno dell’alto comando militare.

arresto di ruslan tsalikov: collegamento alle “intese” tra élite

Viene citato l’arresto del 5 marzo di Ruslan Tsalikov, descritto come ex vice e stretto collaboratore di Shoigu. L’episodio sarebbe interpretato come una violazione dei taciti accordi di protezione tra le élite, con un effetto duplice: indebolimento di Shoigu e aumento della probabilità che lo stesso possa diventare oggetto di un’indagine giudiziaria.

Il rapporto precisa però che non vengono fornite prove a sostegno dei sospetti su Shoigu. La stessa ricostruzione osserva che l’aumento delle tensioni e della paranoia all’interno del Cremlino può rappresentare un vantaggio per le intelligence europee.

segnali dalla parata del 9 maggio e cambi ai vertici militari: letture contrapposte

Il dossier giungerebbe dopo annunci legati alla parata del 9 maggio. Mosca avrebbe comunicato che l’evento di quest’anno si svolgerà senza armamenti pesanti. La motivazione attribuita al Cremlino sarebbe il timore di possibili attacchi ucraini.

La lettura proposta da Kiev viene riportata come opposta: la scelta verrebbe interpretata come un segnale di debolezza da parte di Mosca.

operazioni in ucraina: raid russi e perdurare delle aggressioni

Nel quadro descritto, la guerra in Ucraina risulterebbe tutt’altro che in fase di arretramento. I raid russi continuerebbero a colpire e a uccidere, mantenendo alta la tensione militare nonostante i cambi di impostazione annunciati per la parata.

cambio ai vertici militari: nomina del generale alexander chaiko alle forze aerospaziali

Infine, viene menzionato un ulteriore elemento operativo. Secondo i media russi, Putin avrebbe disposto un nuovo cambio ai vertici militari, nominando a capo delle forze aerospaziali il generale Alexander Chaiko.

Il generale risulterebbe sanzionato dall’UE per il coinvolgimento in un episodio legato al massacro di Bucha. Il rapporto considera questa scelta non rassicurante per Kiev.

nomi citati nel rapporto e nelle ricostruzioni riportate

  • Vladimir Putin
  • Fanil Sarvarov
  • Serghei Shoigu
  • Ruslan Tsalikov
  • Alexander Chaiko
“Putin ossessionato dalla paura di un golpe e dal tradimento dei fedelissimi, incluso l’ex ministro Shoigu”

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