Professori aggrediti a parma tre minori indagati e perquisiti
Una rissa avvenuta nei pressi di un istituto tecnico di Parma, diventata virale grazie a un video diffuso online, continua a generare sviluppi giudiziari. Tre minorenni di 17, 16 e 15 anni sono stati oggetto di indagini e perquisizioni disposte dalla procura per i minorenni di Bologna, chiamata a fare chiarezza su condotte contestate con riferimento al personale scolastico.
Il caso, originato da fatti risalenti a giovedì scorso e ripresi nelle immagini, vede al centro la ricostruzione dei momenti che hanno preceduto l’episodio. Nel frattempo, le posizioni difensive puntano su interpretazioni alternative, con il deposito di denunce che coinvolgono anche i professori.
indagini e perquisizioni su tre minorenni per l’aggressione ai professori
La procura per i minorenni di Bologna ha deciso di procedere nei confronti dei tre giovani coinvolti nell’episodio avvenuto non lontano da un istituto tecnico di Parma. Il provvedimento include indagini e perquisizioni nei confronti dei minori.
I ragazzi, secondo quanto contestato, hanno avuto anche conseguenze scolastiche rilevanti: per ciascuno è stata disposta una sospensione di 30 giorni legata ai fatti della rissa.
reati contestati: violenza o minacce aggravate e lesioni con arma impropria
I tre minorenni rispondono, a vario titolo, di violenza o minacce aggravate nei confronti del personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni. Per il più giovane, di 15 anni, la contestazione include anche lesioni aggravate dall’uso di arma impropria.
La ricostruzione indicata dalla procura afferma che il minorenne avrebbe utilizzato una cintura con fibbia in metallo per colpire ripetutamente uno dei docenti, prendendo di mira il torace posteriore.
video virale e ricostruzione dell’episodio avvenuto nei pressi della scuola
Gli eventi risalgono a giovedì scorso e sono stati ripresi in un video diffuso online. Nelle immagini si vede un professore inseguito da alcuni ragazzi e un collega intervenire per proteggere il docente.
Secondo quanto mostrato dal filmato, l’intervento di protezione comporta il blocco a terra di uno studente, mentre nei momenti successivi si registrano colpi alla schiena collegati all’uso della cintura.
sequestri di prove: cellulari e abbigliamento indossato al momento della rissa
Nelle giornate successive ai fatti, la polizia ha effettuato perquisizioni nelle abitazioni dei giovani. Nel corso delle attività sono stati sequestrati i cellulari e l’abbigliamento indossato il giorno dell’episodio, elementi utili per verificare quanto accaduto e confrontare le versioni disponibili.
la posizione del professore coinvolto e la prosecuzione delle indagini
La procura ha deciso di procedere anche se il professore interessato non avrebbe sporto denuncia. Il docente, infatti, ha spiegato di non voler procedere, sostenendo che l’accaduto non configurasse un’aggressione, bensì un confronto degenerato in lite fra due insegnanti e alcuni ragazzi.
Nonostante la linea esposta dal professore, l’indagine prosegue con contestazioni formali rivolte ai minori. Questo passaggio ha mantenuto la vicenda nella sfera giudiziaria, con valutazioni basate sulle ricostruzioni e sul materiale acquisito.
denunce e video alternativi: richiesta di una diversa lettura dei fatti
La vicenda non appare conclusa. Secondo la difesa di uno dei tre ragazzi, sarebbe presente un ulteriore video in grado di offrire un’interpretazione diversa degli avvenimenti. In base a questa impostazione, la famiglia avrebbe presentato una denuncia nei confronti di alcuni professori.
denuncia di un 17enne: Claudia Pezzoni parla di “momenti immediatamente precedenti”
Per il 17enne, seguito dall’avvocata Claudia Pezzoni, la denuncia trova fondamento nella tesi difensiva secondo cui la clip disponibile consentirebbe di visualizzare l’anteprima rispetto a quanto già mostrato online. La legale sostiene che sarebbero i momenti immediatamente precedenti a poter introdurre una nuova luce sul racconto dei fatti.
La difesa richiama la necessità di una ricostruzione oggettiva e afferma che gli accertamenti del Tribunale dei minori di Bologna e le verifiche degli inquirenti dovrebbero tenere conto anche delle denunce formulate dalle famiglie, con l’obiettivo di verificare la verità su entrambi i lati.
posizione del 16enne: nessuna rilevanza penale nella condotta contestata
Anche Virginia Oddi, difendendo il 16enne (lo studente che nel primo video appare bloccato a terra da un insegnante), indica un percorso difensivo coerente: l’obiettivo è una ricostruzione più chiara possibile e la dimostrazione che la condotta contestata non avrebbe profili di rilevanza penale.
In questa cornice, non viene escluso che anche gli altri due minori possano, nelle prossime ore, presentare ulteriori denunce.
nomi coinvolti nella vicenda
- Claudia Pezzoni
- Virginia Oddi
