Professore di lettere Ivan Mecca mi sento nato nel secolo sbagliato Belle Époque a scuola

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Professore di lettere Ivan Mecca mi sento nato nel secolo sbagliato Belle Époque a scuola

Un insegnante di lettere, a prima vista come tanti, trasforma il quotidiano in un richiamo alla storia: Ivan Mecca, 34 anni, ha scelto di vestire con uno stile ispirato al ’900—baffi, panciotto e tabarro—spiegando che si tratta di un atto d’amore verso la Belle Époque e verso la letteratura legata a quel periodo.

belle époque e letteratura: la scelta di ivan mecca

Mecca si presenta come professore di lettere con una forte attenzione anche alla storia, concentrandosi in particolare sulla Belle Époque e sulla sua letteratura. Il docente sottolinea di sentirsi, per passione e interessi, “nato nel secolo sbagliato”. La motivazione nasce da lontano: afferma di aver sviluppato la fascinazione sin da quando era bambino, con un coinvolgimento profondo per elementi come panciotti e orologi da taschino.

Il legame con l’epoca si intreccia anche con un ricordo familiare: Mecca racconta che il bisnonno Agostino portava sempre un orologio da taschino, circostanza che lo ha lasciato affascinato. A questa attrazione aggiunge il riferimento a una convinzione personale, quella della metempsicosi e della trasmigrazione delle anime, che, secondo la sua spiegazione, contribuirebbe a rendere comprensibile quanto un bambino di otto anni potesse restare affascinato da un’epoca precedente.

conan doyle e il mondo asburgico: le letture alla base del gusto

Oltre agli abiti, l’interesse per la letteratura della Belle Époque viene descritto come altrettanto precoce. Mecca afferma di aver coltivato questo amore attraverso la lettura di tutte le opere, citando in particolare l’opera omnia di Conan Doyle. Il docente ricorda di averla collezionata durante la terza media, come tappa fondamentale della sua formazione.

La passione si estende poi verso altre aree culturali collegate all’immaginario del tempo: Mecca richiama il mondo asburgico, la letteratura dell’impero austro-ungarico e alcuni autori come Roth e Musil, oltre ad altri. L’obiettivo, nella prospettiva dichiarata, è ricreare con precisione modelli e suggestioni dell’epoca: pur riconoscendo che non sia facile replicare esattamente le forme, afferma di cercare completi il più possibile simili a quelli usati nella Belle Époque.

stile come dichiarazione d’amore, non come eccentricità

Mecca precisa che non si tratta di eccentricità fine a sé stessa. Il modo di vestire viene indicato come dichiarazione d’amore per il periodo storico e per la letteratura ad esso collegata. Allo stesso tempo, il docente evidenzia che la presenza di curiosità attorno alla sua figura porta spesso a reazioni positive.

scuola, impatto con colleghi e alunni, e rapporto con la modernità

Il passaggio nelle scuole non è stabile: il docente descrive di dover cambiare istituto ogni anno, poiché risulta ancora precario. Questo rende il primo contatto con colleghi e alunni un po’ “straniante”, secondo quanto raccontato. La sensazione iniziale tende però a cambiare con la conoscenza personale: Mecca riferisce che, una volta compreso chi è come persona, emerga anche il fatto che si tratta di qualcuno meritevole di essere conosciuto, rispettato e, nel tempo, anche apprezzato dagli studenti, che finiscono per affezionarsi al suo modo di essere.

ridurre l’uso della tecnologia: computer usato il meno possibile

Il docente afferma di voler farsi influenzare il meno possibile dalla modernità. Un esempio riguarda l’uso del computer: dichiara di utilizzarlo il meno possibile compatibilmente con la professione. Nel periodo in cui non ne aveva uno personale, aveva richiesto negli anni scorsi il computer in comodato d’uso alle scuole in cui lavorava. Più di recente, invece, ha ricevuto in regalo un vecchio computer e riferisce di usarlo comunque il più limitatamente possibile, prevalentemente per questioni scolastiche legate al lavoro.

lettura e tempo libero tra frenesia moderna e ricerca di un ritmo diverso

La lettura viene descritta come la parte più presente del tempo libero, definita come quasi totalizzante. Mecca dichiara di puntare a dedicarsi a questo aspetto con l’obiettivo di rimanere il più possibile lontano dalla frenesia dei tempi moderni. Il traguardo viene indicato come parziale: l’impegno di allontanarsi dalla velocità contemporanea non riesce a essere completo, perché—secondo il suo racconto—si è “uomini del 2026” e quindi non è possibile vivere davvero come nel 1900.

Pur mantenendo questa distanza, il docente afferma di cercare di far propri alcuni modi di vivere propri dell’epoca e conclude che, in questo modo, si può vivere anche meglio.

personaggi menzionati

  • Ivan Mecca
  • Agostino (bisnonno di Ivan Mecca)
  • Conan Doyle
  • Roth
  • Musil
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