Pitone gigante bloccato dopo più di un’ora di lotta nella palude potrebbe ingoiare un uomo intero
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Le Everglades, nel sud della Florida, sono state teatro di un intervento complesso e prolungato per la cattura di un enorme pitone birmano. L’operazione, descritta come una vera e propria sfida tra vegetazione fitta e acqua bassa, ha richiesto oltre un’ora di lavoro nelle paludi, confermando ancora una volta quanto sia difficile affrontare esemplari di questa specie in un ambiente naturale delicato.
cattura pitone birmano nelle everglades: intervento oltre un’ora
Nelle aree paludose delle Everglades, un esemplare di pitone birmano è stato individuato e poi bloccato dopo un’operazione che ha superato la durata di un’ora. Le immagini diffuse sui social da chi ha condotto l’intervento raccontano la difficoltà del lavoro: la cattura è avvenuta in condizioni tutt’altro che semplici, con spazi ridotti, vegetazione fitta e presenza di acqua bassa.
L’intervento è stato gestito da Elliott Totten, responsabile della cattura, che ha documentato il momento dell’operazione evidenziando le dimensioni del rettile e la complessità di contenere un animale così grande nel suo habitat.
dimensioni del pitone: rischio elevato per la fauna
Secondo quanto riportato dagli esperti, il pitone birmano può raggiungere dimensioni tali da permettere la predazione anche nei confronti di animali di grande taglia. La taglia dell’esemplare catturato nelle Everglades, descritta come particolarmente imponente, rientra dunque in un quadro in cui la specie invasiva non rappresenta un episodio isolato, ma una minaccia con impatto potenzialmente rilevante sull’equilibrio dell’ecosistema.
invasione dei pitoni birmani: diffusione nelle everglades
Il pitone birmano è ormai considerato una presenza stabile e problematica nelle Everglades. La specie, divenuta un predatore invasivo, risulta difficile da controllare nell’area paludosa del sud della Florida. La presenza del rettile è collegata all’introduzione in Florida avvenuta diversi decenni fa, in seguito al commercio di animali esotici.
origine della diffusione: anni settanta e abbandoni
Le ricostruzioni indicano che l’espansione del problema si è avviata negli anni Settanta. In quel periodo, il boom di rettili importati come animali domestici portò nel Paese numerosi esemplari. Con il tempo, alcuni furono abbandonati o sfuggiti al controllo dei proprietari, finendo nella natura e contribuendo alla crescita delle popolazioni libere.
effetto degli eventi climatici estremi
Tra i fattori che hanno favorito l’ulteriore diffusione della specie è stato citato anche l’impatto di eventi climatici estremi, tra cui l’uragano Andrew del 1992. In un contesto come quello delle Everglades, condizioni di questo tipo possono incidere sugli ecosistemi e agevolare la diffusione di animali non autoctoni.
minaccia per l’equilibrio delle everglades
Le Everglades sono descritte come un’area paludosa di dimensioni molto ampie, estesa per oltre un milione e mezzo di acri nel sud della Florida. In questo ambiente vivono specie considerate simbolo, tra cui alligatori e coccodrilli, oltre alla presenza di una popolazione sempre più rara di pantera della Florida. In questo scenario, la diffusione del pitone birmano costituisce una minaccia concreta per l’equilibrio dell’ecosistema.
chi ha seguito l’operazione di cattura
La cattura è stata seguita da:
- Elliott Totten


