Piero Pelù al Concertone del Primo maggio: show per Gaza e dichiarazioni contro Mussolini
Il Concertone del Primo Maggio ha riportato sul palco Piero Pelù con la formazione storica dei Litfiba, inserendo nella performance tre interventi politici che hanno attraversato memoria storica e attualità internazionale. Le parole pronunciate durante l’esibizione hanno costruito un filo unico che ha collegato la tragedia nucleare del passato, la condanna del fascismo e una netta presa di posizione sul conflitto in Medio Oriente.
piero pelù e litfiba al concertone del primo maggio
Il ritorno di Piero Pelù con i Litfiba sul palco del Concertone del Primo Maggio è stato accompagnato da un susseguirsi di dichiarazioni a carattere politico. La performance si è sviluppata includendo riferimenti storici e richiami di carattere internazionale, presentati come momenti distinti durante l’esibizione.
chernobyl: memoria della tragedia nucleare
Il primo intervento politico ha riguardato Chernobyl. Le parole hanno richiamato l’evento di 40 anni fa, con l’esplosione del reattore nucleare numero 4 nella centrale atomica. Pelù ha ricordato che, per contenere le radiazioni, furono inviati 1057 soccorritori, sottolineando che almeno 47 di loro sarebbero morti successivamente per cancro alla tiroide. È stato inoltre evidenziato che non sarebbe noto il numero esatto delle vittime.
fascismo e mussolini: condanna delle politiche e del ruolo storico
Il secondo passaggio ha portato l’attenzione sul fascismo e su Benito Mussolini. La figura del duce è stata descritta come sanguinaria e come dittatore, con alleati definiti criminali in grado di provocare una guerra indicata come responsabile di 80 milioni di morti. Tra i riferimenti storici, è stato indicato che il regime avrebbe introdotto elementi definiti come leggi razziali. Nel 1945, l’episodio citato riguarda la scoperta del duce da parte dei partigiani mentre fuggiva travestito da soldato tedesco, fino alla fucilazione.
palestina e colonialismi: posizionamento politico sul conflitto
La parte conclusiva della performance ha spostato il focus sulla Palestina e sul conflitto in corso. Pelù ha affermato che il genocidio del popolo palestinese sarebbe avvenuto “sotto i nostri occhi in tempo reale”. Nel richiamare altri episodi storici, il discorso ha citato il genocidio dei pellerossa nativi, il genocidio degli armeni e, nei campi di sterminio, il genocidio di ebrei, rom, gay e oppositori.
In relazione al presente, la dichiarazione ha sostenuto posizioni contro ogni forma di colonialismo e per il rispetto del diritto internazionale. L’attenzione è stata posta su Gaza, sulle ong umanitarie impegnate e sulla Global Flotilla. Nel testo pronunciato compaiono richieste di liberazione: “Liberate Sayf e Thiago”. La chiusura politica della parte su Palestina si è accompagnata alle parole “Palestina Libera”.
chiusura della performance: “fanculo i colonialismi”
Al termine dell’esibizione, Pelù ha chiuso la performance con un ultimo grido: “Fanculo i colonialismi. Palestina libera”.
Nominativi citati:
- Piero Pelù
- Litfiba
- Benito Mussolini
- Sayf
- Thiago